8xmille alla Chiesa cattolica: una firma che fa bene

L’intervento di don Emanuele Borserini, responsabile per i Beni Culturali della diocesi di Massa Carrara – Pontremoli. Gli edifici di culto: “la solida testimonianza di una storia intensa fatta di volti, di idee, di vita vissuta dai nostri padri prima di noi”

“Percorrendo la fitta rete di borghi della Lunigiana, ma anche nelle nostre città di Massa e Carrara, gli edifici che maggiormente spiccano, insieme alle vestigia degli antichi castelli, sono indubbiamente le chiese. Non v’è paese, anche il più piccolo, che non racchiuda, oltre alla chiesa parrocchiale, anche un oratorio dedicato alla Beata Vergine Maria o ai santi più cari alla devozione popolare”.
A parlare è don Emanuele Borserini, direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali e l’Edilizia.
“Essi – continua don Emanuele – non sono che la testimonianza tangibile e solida di una storia intensa fatta di volti, di idee, di pratiche, in una parola, di vita vissuta dai nostri padri prima di noi. Nessun edificio di culto si è costruito da sé, ma è sempre il frutto di una riflessione, di un entusiasmo, di un bisogno concreto della comunità a cui hanno risposto le intuizioni e i sacrifici dei suoi membri”.
Si sa che, accanto agli edifici di culto, le comunità stesse si sono dotate di tutti quei locali che ritenevano necessari allo svolgimento delle loro attività.
“Sono fiorite case canoniche, case per i collaboratori, sale e saloni per accogliere le confraternite, i bambini del catechismo e tutto ciò che lo Spirito Santo nel tempo ha suggerito – spiega ancora don Borserini – Oggi questo patrimonio dalla consistenza davvero importante (sia dal punto di vista materiale sia da quello storico, identitario e affettivo) fa parte a buon diritto del più ampio patrimonio culturale dell’intera comunità nazionale, termine con cui si intende sia lo Stato sia la Chiesa italiani. Ed è in ragione di questa appartenenza che travalica le mura dei nostri borghi, che da diversi anni gli organi di entrambe le comunità nazionali – civile e religiosa – si sono dotati di dispositivi atti a far crescere un’assunzione di responsabilità condivisa e sinergica riguardo a tale patrimonio”.

Don Emanuele Borserini

Un patrimonio per il quale si pone, sempre con maggiore urgenza, il problema della conservazione e valorizzazione, in un panorama che vede le comunità, a volte rese numericamente piccole dal progressivo spopolamento e invecchiamento della popolazione, in difficoltà crescente.
“Così come il patrimonio stesso è il frutto di una presa in carico comunitaria delle istanze che si sono manifestate nel tempo – riflette don Emanuele – così oggi il finanziamento concreto degli interventi per il suo mantenimento nasce dalla presa in carico da parte dell’intera comunità dei bisogni di quelle sue porzioni più piccole e oggettivamente incapaci di sostenerne il peso”.

Attraverso i relativi canali istituzionali, è proprio questo che le due comunità nazionali fanno impiegando le risorse che giungono, non da chissà dove e da chissà chi, ma dal denaro raccolto dagli stessi cittadini.
“All’interno del nostro complesso sistema di tassazione – conclude direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali – Borserini vi è una voce che tutti conosciamo come Ottopermille che non consiste in un versamento in più ma nella consapevole destinazione alla Chiesa italiana di una piccola parte di quanto è comunque dovuto. Ebbene, un capitolo molto consistente di quanto viene così raccolto, è destinato ogni anno all’integrazione con il settanta percento di alcuni progetti di restauro di chiese e locali di ministero delle nostre parrocchie, garantendo il ritorno immediato sul territorio di quelle risorse”.

Guida alla firma

Chi ha la scheda allegata al modello CU
Può firmare chi possiede solo redditi di pensione, lavoro dipendente o assimilati, attestati dal modello CU ed è esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Come scegliere? Nell’apposita scheda allegata al modello CU: 1. nel riquadro per la scelta per l’Otto per mille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”. 2. Firmare anche nello spazio “Firma” posto in basso nella scheda. Quando e dove consegnare? 1. Entro il 30 novembre solo la scheda con la scelta, in una busta chiusa, che deve recare cognome, nome, codice fiscale del contribuente e la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF”: in un qualsiasi ufficio postale o ad un intermediario (professionista, CAF …) 2. è possibile trasmettere la scelta direttamente via internet entro il 30 novembre.

Chi presenta il mod. 730
Il modello 730 precompilato è a disposizione del contribuente in un’apposita sezione del sito internet dell’Agenzia delle entrate (www.agenziaentrate.gov.it. – area riservata). Se il contribuente intende presentare il 730 precompilato direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia delle entrate deve anche compilare il modello 730 – 1 con la scelta per la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef . Chi si rivolge a un Caf o a un professionista abilitato deve consegnare, oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1 con la scelta, in busta chiusa. Il Modello 730 precompilato ed il modello 730-1 devono essere presentati al CAF o al professionista o al sostituto d’imposta entro il 30 settembre.

per tutte le informazioni visita il sito internet www.8xmille.it/