L’assalto delle istituzioni del Brasile

La violenza dei sostenitori di Bolsonaro. Appello dei Vescovi brasiliani

(Foto ANSA/SIR)

Ha creato grande sconcerto e forte preoccupazione in tutto il mondo l’assalto dato da migliaia di militanti del presidente brasiliano uscente Jair Bolsonaro alle sedi delle massime Istituzioni federali, domenica scorsa a Brasilia. I manifestanti sono riusciti a entrare nelle sedi del Congresso, del palazzo presidenziale di Planalto, e della sede della Corte Suprema, danneggiando pesantemente le strutture con numerosi atti vandalici.
La sera dello stesso giorno, il ministro della Giustizia e della Pubblica sicurezza, Flavio Dino, ha assicurato in conferenza stampa che i palazzi del potere erano stati evacuati e posti in sicurezza e che oltre 200 persone erano state arrestate. Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha parlato di “evento senza precedenti” e ha accusato il predecessore di averlo in qualche modo “incoraggiato”. L’ex presidente, da Miami dove si trova in questi giorni, ha subito risposto alle accuse affermando che “le manifestazioni pacifiche, secondo la legge, fanno parte della democrazia, mentre i saccheggi e le invasioni di edifici pubblici sono illegali”.

(Foto ANSA/SIR)

Resta inspiegabile l’impreparazione dimostrata dalle forze di polizia del Distretto federale di Brasilia; per ripristinare l’ordine, infatti, è stato necessario l’intervento delle Forze federali. Il giudice della Corte Suprema Federale Alexandre de Moraes, ha sospeso per 90 giorni il governatore del Distretto federale di Brasilia, Ibaneis Rocha.
Sui gravi fatti accaduti nella capitale, è intervenuta la Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), esprimendo la sua “preoccupazione” e chiedendo “serenità, pace e l’immediata cessazione degli attacchi criminali contro lo Stato di diritto democratico”. Inoltre, chiedono che “questi attacchi siano contenuti immediatamente e che i loro organizzatori e partecipanti siano ritenuti responsabili nella misura massima della legge”, sottolineando che “i cittadini e la democrazia devono essere protetti”.
Anche altre organizzazioni ecclesiastiche cattoliche del Paese sono intervenute per dare una valutazione dei disordini. La Commissione Giustizia e Pace, affiliata alla Cnbb, ha condannato il clima di odio e di violenza “propagandati dall’ex Governo federale e da una minoranza di seguaci dell’ex presidente che, con spirito autoritario, cercano di imporre la loro volontà con la forza”. Da qui l’invito a tutti gli organismi della società civile, le chiese e le altre espressioni di fede a prendere posizione in difesa della democrazia, della giustizia e della pace nella società brasiliana. Secondo l’organismo della Cnbb, “le minacce di questi terroristi erano già note e i loro movimenti del giorno prima indicavano già la possibilità degli eventi a cui abbiamo assistito in questa tragica domenica”.