Piogge di ottobre: “distrazione o dirottamento”?

Ogni tanto, fa piacere riprendere in mano le pubblicazioni di padre Dino Bravieri, scolopio, nostro indimenticato conterraneo e direttore dell’Osservatorio Ximeniano di Firenze dal 1973 al 2003. A scrivere delle alterne vicende atmosferiche abbiamo imparato da lui e il suo messaggio continua a ispirarci rileggendo Scampoli o Giochi del tempo: sono pillole meteorologiche di saggezza che fanno rivivere un’età a noi molto cara.
Settembre e ottobre erano i mesi preferiti di padre Dino: ne esaltava le belle giornate e la tavolozza di colori autunnali, anche se in certi casi, come nel 1985 con la lunga siccità estiva che si trascinò per buona parte di ottobre, scrisse: “l’urgente bisogno di acqua non ha fatto apprezzare a dovere questo splendido regalo”. Quando le stagioni parevano ribellarsi al loro normale corso, oltre a richiamare il lettore alla responsabilità umana di una società “inquinata e inquinante”, sapeva commentare, con serenità, l’andamento atmosferico apparso anomalo o eccezionale con dati ed evidenza inoppugnabili.
Trent’anni fa, nel 1992-93, con i mesi di ottobre caratterizzati da piogge e situazioni alluvionali, il ristabilimento delle condizioni atmosferiche era la cosa più desiderata. Fra questi eccessi di segno opposto, padre Dino ebbe a dire una volta: “è colpa del tempo se, invece di vivere con i piedi per terra, campiamo sulle nuvole e poi ci ritroviamo scaricati al suolo nei pasticci?”.
Sarà distrazione di madre natura, sarà l’operato dell’uomo, ma pure il 2022 di meteo-prodezze ne ha elargite a piene mani. Desta grande meraviglia che, al 10 ottobre, siano caduti da inizio anno appena 520 mm, cosa mai verificatasi , dal 1877, neppure nel 1921, l’anno distintosi per la più marcata siccità autunnale. La prima decade del mese è trascorsa con belle giornate e qualche nebbia mattutina; si è un po’ imbronciata tra domenica 9 e lunedì 10 con un cenno di pioggerella all’aprirsi della nuova settimana. Tra scatti del pluviografo per le condense mattutine e l’infima precipitazione di lunedì 10, ottobre ha già raggranellato 1,8 mm!
Il piccolo accumulo già gli preclude il record perché l’ottobre più secco fu quello del 1969, all’insegna del bel tempo pressoché ininterrotto con appena 0,4 mm di precipitazioni. Ottobre e novembre, nel nostro clima e in gran parte d’Italia, sono i mesi più piovosi dell’anno. In ottobre, in particolare, ci si aspetta mediamente un accumulo di 230 mm distribuiti in una dozzina di giorni.
Numerosi sono i mesi di ottobre che hanno visto cadere, in 145 anni, 400-500 mm di acqua a Pontremoli. Nel 1966, furono ben 668, ma nel lontano 1889 ascesero addirittura a 996! Come si vede, il campo di variazione è talmente ampio da potersi aspettare, al 1° ottobre di ogni anno, che succeda tutto e il contrario di tutto. Quest’anno, come avvenne di recente anche nell’ottobre 2017, stanno prevalendo le alte pressioni: per cui, nulla di strano se le piogge si stanno facendo aspettare. L’importante è che poi non decidano di concentrarsi tutte insieme fra novembre e dicembre!

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni