Aumentano i migranti residenti  ma sempre più alunni nati in Italia non hanno la cittadinanza

Diffuso il rapporto annuale di Caritas Italiana e della Fondazione Migrantes

La nuova edizione del Rapporto Immigrazione, redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, indica due aspetti della realtà migratoria in Italia: riprende a crescere la popolazione straniera residente in Italia, calano gli alunni nati in Italia ai quali non è riconosciuta la cittadinanza. Tema di quest’anno è quello scelto dal Papa per la 108ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, celebrata a fine settembre: “Costruire il futuro con i migranti”. I dati, al 1° gennaio 2022, parlano di 5.193.669 cittadini stranieri regolarmente residenti, in ripresa dallo scorso anno. Si conferma il primato della Lombardia, seguita da Lazio, Emilia-Romagna e Veneto, poi Toscana e Piemonte.  Il quadro delle nazionalità è sostanzialmente inalterato: prevalgono i rumeni (circa 1.080.000 cittadini, il 20,8% del totale), seguiti da albanesi (8,4%), marocchini (8,3%), cinesi (6,4%) e ucraini (4,6%). Le persone di origine straniera che sono transitate nel corso del 2021 nei Centri di Ascolto della Caritas (CdA) sono state 120.536; hanno inciso per il 55% sul totale dell’utenza (nel corso del 2020 erano stati pari al 52%) e del +13,3% in termini di valori assoluti. Si conferma dunque, la loro prevalenza fra le persone che si rivolgono ai CdA. Al Nord e nel Centro Italia le persone prese in carico dalla Caritas sono per lo più straniere (rispettivamente il 64,1% e il 56,8%); nel Mezzogiorno, invece, dove si registrano più alti livelli di povertà e di disoccupazione e, al contempo, un minore peso della componente straniera residente, le storie intercettate sono per lo più di italiani e gli stranieri costituiscono “solo” il 28,5%.
Sono aumentati anche i cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno. Al 1° gennaio 2022 sono 3.921.125, contro i 3,3 milioni del 2021. Così come i nuovi permessi di soggiorno rilasciati nell’anno: nel corso del 2021 sono stati 275 mila, +159% rispetto al 2020; in particolare si è registrata un’impennata dei motivi di lavoro, certamente come esito della procedura di sanatoria varata dal governo nel 2020. “È interessante come il 52 per cento dei permessi di soggiorno sia per il ricongiungimento familiare. Questo segnale”, commenta mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e della Fondazione Migrantes, ci dice che il mondo dell’immigrazione di diverse nazionalità vuole rimanere in Italia e vuole creare la civiltà di domani, costruire il futuro con noi. E credo sia un dato importante”.
Una novità dell’anno scolastico 2020/2021 è la diminuzione di oltre 11 mila unità (-1,3 in percentuale) del numero degli alunni con cittadinanza non italiana: 865.388 in totale. È la prima volta che accade dal 1983/1984, anno scolastico a partire dal quale sono state fatte rilevazioni statistiche attendibili. Il calo del numero totale degli alunni, ovvero anche gli alunni di cittadinanza italiana ha però fatto sì che l’incidenza percentuale degli alunni con cittadinanza non italiana sul totale della popolazione scolastica sia rimasta inalterata (10,3%). La Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana (220.771), mentre l’Emilia-Romagna quella con la percentuale più alta (17,1% sul totale della popolazione scolastica regionale). Si confermano ai primi posti le province di Prato (28,0% del totale), Piacenza (23,8%), Parma (19,7%), Cremona (19,3%), Mantova (19,1%) e Asti (18,8%). I principali Paesi di origine sono Romania (11,0%), Albania (8,7%) e Cina (8,1%).
Cresce di un punto percentuale (arrivando al 66,7%) il numero degli alunni con cittadinanza non italiana nati in Italia, i “nuovi italiani”. “Sebbene in miglioramento rispetto al passato, è il commento del rapporto, il ritardo scolastico è ancora un grande ostacolo per l’integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana; gli stessi, inoltre, sono quelli a più alto rischio di abbandono”. In aumento anche il numero dei minori stranieri non accompagnati, arrivati nell’aprile del 2022 a 14.025; decisivo l’effetto della guerra in Ucraina, da cui proviene il 28% circa del totale. 
Il 59% dei giovani stranieri (le ragazze più dei ragazzi) sognano un futuro in altri Paesi molto più dei coetanei italiani (42%). “Il quadro socio-anagrafico, si legge nel documento, si presenta dunque per diversi aspetti preoccupante e pone l’urgenza di politiche che potenzino efficacemente le opportunità da offrire ai ragazzi stranieri, anche per non disperdere il potenziale prezioso che rappresentano per un’Italia sempre più vecchia”.          
(F.P. – Agensir)