La statua della Madonna del Popolo descrive Maria mediatrice tra Gesù e l’umanità

Pontremoli. Positive reazioni all’esposizione della Madonna del Popolo nelle sue forme originali. Alla cerimonia di giovedì 28 luglio ha partecipato il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt

 
Particolare del volto della statua della Madonna del Popolo

Il 28 luglio 2022 sarà una data importante nella storia più recente della devozione alla Madonna del Popolo: è il giorno in cui la statua venerata nel duomo di Pontremoli è stata esposta in pubblico senza l’abituale abito settecentesco. È stata resa visibile, così, la statua lignea, probabilmente dell’inizio del Duecento, che rappresenta Maria seduta in trono con in braccio il Bambino, in atteggiamento regale, sottolineato anche dal vestito dorato delle due figure.
Padre Dario Ravera, parroco della Concattedrale, ha sottolineato che la contemplazione del volto di Maria suscita nell’animo umano sentimenti di dolcezza, di serenità e di amore verso il prossimo, che spingono le persone ad impegnarsi nella vita quotidiana per creare un mondo più giusto e più pacifico. Il sindaco Jacopo Ferri ha portato il saluto suo e dell’Amministrazione Comunale, ricordando come le celebrazioni del quarto centenario del voto alla Madonna del Popolo abbiano fatto rivivere la fede e la fiducia riposta nella Vergine in un momento molto difficile per la comunità.
Don Pietro Pratolongo, parroco di San Colombano e delegato vescovile per gli eventi culturali, ha spiegato che l’immagine della Madonna in trono con il bambino si trova già a Roma nelle catacombe di Santa Priscilla e che è un simbolo di regalità: Maria presenta al mondo il suo “erede” Gesù. Le conferenze, iniziate a Pontremoli nel luglio 2021, hanno permesso di richiamare alla mente le feste in onore della Madonna; una conferma del fatto che il valore sul piano artistico e culturale è congiunto alla vita spirituale e sociale di tutto un territorio. Una devozione che poi trovava un punto di incontro nella giornata del 2 luglio, giorno della Visitazione.

 

Superato un tabù che fa a pugni con la bellezza 

 
La duecentesca statua lignea della Madonna del Popolo esposta senza la veste giovedì 28 luglio

Ci sembra di poter affermare che più che dai pur interessanti interventi descritti nell’articolo qui a fianco, il messaggio più significativo emerso dall’evento realizzato nel duomo di Pontremoli giovedì 28 luglio sia stato quello proclamato dall’unico soggetto che non poteva parlare: la statua stessa della Madonna del Popolo, finalmente presentata nella forma in cui era venerata al momento del voto, privata dell’abito di ispirazione lauretana che la ricopre da un paio di secoli a questa parte.

Un messaggio che, se non è clamoroso, è però di certo molto chiaro e non ammette discussioni. La statua è da ammirare così: nella sua completezza che non ha bisogno di elementi aggiuntivi, in una semplicità che non contrasta con la regalità della composizione, nella sua bellezza che non necessita di altro per ispirare devozione e venerazione. Dispiace che, attraverso una esposizione distribuita su più giorni, non sia stata data la possibilità a molte altre persone (oltre a quelle presenti in buon numero all’evento) di ammirare la statua nella sua forma originale, sia per i motivi sopra esposti, sia perché solo così, da vicino, direttamente o attraverso fotografie dettagliate, ci si può rendere conto delle condizioni non proprio tranquillizzanti in cui l’opera versa e in questo trovare la spinta per un adeguato restauro al quale – siamo sicuri – in molti, con piccole offerte, sarebbero più che contenti di contribuire, in aggiunta a istituzioni o enti dotati di maggiori disponibilità.
È molto probabile che il dibattito inizi e finisca qui e che la statua della Madonna del Popolo torni a proteggere gli abitanti di Pontremoli e dei suoi dintorni nella veste a tutti nota, ma un tabù è stato infranto e i tanti commenti positivi registrati tra la gente contribuiscono a smontare un alibi – “siamo abituati a vederla così” – che poco ha a che fare con la verità storica e ancor meno con la bellezza dell’arte.
Antonio Ricci
Le numerose lacune nella figura del Bambino, tra le quali la mancanza del braccio e del piede destri

Presentato da don Emanuele Borserini, parroco di Fosdinovo, è intervenuto l’ospite d’onore della giornata, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, il quale ha sottolineato che l’immagine della Madonna del Popolo è segno della vita spirituale del territorio. Lo storico dell’arte, dopo avere analizzato tecnicamente l’opera, non può fare altro che lasciare ai teologi la spiegazione del significato religioso dell’opera stessa.
Schmidt ha fatto notare che alla statua mancano il piede destro della Madonna e soprattutto il braccio benedicente del Bambino, sicuramente presente nell’opera e probabilmente già mancante all’epoca della vestizione della statua. Un altro aspetto importante della composizione è la mano del Bambino posta sotto la mano della Madonna, gesto che indica l’aspetto protettivo della madre nei confronti del figlio e dell’umanità intera e che si evolverà nella rappresentazione della Madonna della Misericordia.
Il gesto anticipa quello rappresentato nella Madonna del cardellino di Raffaello (qui è il Bambino che appoggia il suo piede su quello della madre) e nella Madonna dei palafrenieri di Caravaggio, dove il Bambino mette il suo piede su quello di Maria, che a sua volta con lo stesso piede schiaccia il serpente. Sono, questi, modi diversi per rappresentare l’idea di Maria mediatrice tra Gesù e l’uomo.

Paola Bianchi

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