Questa volta Marino Bartoletti ce l’ha fatta. Dopo aver raggiunto, l’anno scorso, la finale del Bancarella “maggiore” con il libro la “Cena degli dei” con il sequel “Il ritorno degli dei” è riuscito a conquistare il successo al 59° Bancarella Sport. Una prestigiosa vittoria per un’icona del giornalismo sportivo italiano, che nel corso degli anni ha condotto e spesso ideato trasmissioni televisive storiche come Il processo del lunedì, La Domenica Sportiva, Pressing, Quelli che il calcio. È stato direttore del “Guerin Sportivo” e commentatore di tante edizioni del Giro d’Italia, della Champions League, dei Campionati europei e mondiali di calcio e dei Giochi olimpici. “Il ritorno degli dei” prosegue l’avventura della “Cena degli dei”, mantenendo immutati i protagonisti di base, l’ambientazione (indicato sbrigativamente con il Luogo, dove si trovano comunque le anime che hanno lasciato questa terra) e la spigliatezza della narrazione.
Il grande vecchio (ovvero Enzo Ferrari, che ha mantenuto la sua grinta anche nell’aldilà, infatti è tra i pochi che riesca a strappare delle concessioni al GVT, ovvero il Grande Vecchio Titolare) e il suo fidato attendente-segretario, Francangelo, danno vita a nuove avventure nella loro attuale e definitiva abitazione. Il leit motiv dell’opera è anche questa volta rappresentato dagli incontri con e tra personaggi famosi, tutti legati per qualche verso al Grande Vecchio, Enzo Ferrari. Ma questi incontri sono anche la scusa, per Bartoletti, per raccontare le gesta di grandi personaggi dello Sport. Ma non solo, visto che ci sarà anche un Pontefice, Giovanni Paolo II, che busserà alla porta di Enzo per poter finalmente conoscerlo, manifestargli la sua ammirazione, porgergli le sue scuse, e quelle della Chiesa, per le ripetute accuse di spregiudicatezza con cui i vertici ecclesiastici, per un certo periodo, avevano accompagnato la carriera del grande costruttore di Maranello.
Ma questo libro sarà caratterizzato soprattutto dall’incontro con due grandi calciatori, scomparsi a poche settimane di distanza l’uno dall’altro nel finire di quel tragico 2020 già segnato dal Covid. Si tratta di Paolo Rossi e Diego Armando Maradona: uomini diversi, con storie diverse, ma Ferrari li trova eccezionali entrambi, grandi protagonisti del nostro secolo, teneri nello loro fragilità, forti nelle loro certezze. L’ex patron della Ferrari ha quindi l’ardire di chiedere (e ottenere) dal Grande Vecchio Titolare la possibilità per i due grandi campioni di “scendere”, sia pure a certe condizioni, per qualche ora sulla terra: gli “dei” ritornano, per l’appunto. Pablito, darà un importante contributo per risolvere una complicata vicenda relativa a sequestri di bambine e strane “visioni” del commissario incaricato delle indagini (che per non farci mancare niente si chiama Roberto Mancini come il CT della Nazionale). Maradona, invece, potrà riassaporare per un attimo l’affetto dei tifosi napoletani entrando in quello stadio oggi dedicato a lui. Un modo per godere per l’ultima volta dell’ebbrezza dei suoi trionfi, ottenendo quell’ultima carezza non ricevuta in terra che gli permetterà di ricomporre il suo cuore ferito e smarrito.
Un libro dalla scrittura semplice e scorrevole che permette di conoscere tanti aneddoti di grandi personaggi che hanno fatto la storia del nostro Paese. Talvolta l’atmosfera “favolistica” del romanzo, rischia di diventare troppo pesante e stucchevole, ma comunque la velocità della narrazione permette di scivolare sopra alcuni momenti più melliflui.
(r.s.)



