Il grande ritorno di “Sapori”, quattro giorni di cibo e allegria

Tanti eventi nella rassegna che si è tenuta dal 2 al 5 giugno, oltre ai prodotti enogastronomici grande spazio alla cultura, alla musica e al divertimento.

Anche il grande evento di “Sapori” ha dimostrato la voglia delle persone di ritrovarsi a parlare, a far festa insieme, di abbandonarsi a gustare i cibi “nostrani”, e non solo, con bevute liberatorie, talvolta fin troppo abbondanti, specialmente da parte dei giovani. Il tutto senza mascherine, dentro i locali e fuori. Speriamo bene. C’è stato anche chi si è lamentato e ha scritto che “non si può trasformare Piazza Medicea in una discoteca e lasciarla piena di immondizia”. Altri hanno ribattuto che tutto era previsto, anche la pulizia straordinaria, e non hanno risparmiato insulti. Sono gli inconvenienti, purtroppo, delle manifestazioni che richiamano gente e a Fivizzano ne è venuta davvero tanta, in tutte e quattro le giornate, specialmente dal tardo pomeriggio in poi o in occasione delle iniziative collaterali, dalla presentazione di libri alle mostre, agli spettacoli, alle premiazioni dei vari concorsi.

Il regista Pupi Avati con il sindaco Gianluigi Giannetti
Il regista Pupi Avati con il sindaco Gianluigi Giannetti

Tra queste ultime quella del Concorso fotografico Giovanni Gargiolli, vinto, tra 800 partecipanti, dallo scatto “Transumanza” di Mario Motta di Cassalnovo (PV). Per rimanere in termini di premi, chi si fosse trovato, per caso, verso le 16 di domenica 5, nei pressi della Porta di Sotto avrebbe potuto incontrare il regista Pupi Avati, che, sceso dall’auto, si incamminava verso il Museo degli Agostiniani, per ritirare il premio Enoga o, se il 4 giugno, dopo le 17, nel Prefetto di Massa Carrara o nel Governatore della Toscana Eugenio Giani, debitamente scortati, che si recavano alla presentazione del libro “Paolo Grassi, il Sindaco di tutti”. Molti altri eventi hanno visto una numerosa partecipazione di persone, come la presentazione del libro di Mario Giannarelli “I tesori dell’Appennino” o il convegno “Dall’oblio alla città, cronaca di una trasformazione: l’archivio post unitario del Comune di Fivizzano”.

Ma, ovviamente, l’hanno fatta da padrone le degustazioni, per non dire abbuffate, dei prodotti lunigianesi, ma anche di località fuori regione. C’era l’imbarazzo della scelta: dalle pattone ai ciàn di Agnino, alle focaccette di Licciana, alla polenta fritta della V.A.B. o a quella al cinghiale o al sugo di funghi dell’U.S. Monzone, alle grigliate e l’elenco potrebbe continuare. E birra a fiumi, agli stand della Fivizzanese e dell’Associazione di Mozzano. Si potevano anche acquistare le cipolle di Treschietto, miele locale, testaroli lunigianesi al tartufo e formaggi e salumi di ogni tipo e ammirare le riproduzioni in pietra delle statue stele di Furia di Gragnola o le ceste in vimini. E, poi, molta musica con Radio A, Radio Nostalgia, I Baluba Shake, i Musici di Valdivara, la rassegna musicale degli istituti scolastici, l’esibizione della banda Puccini di Moncigoli e le spettacolari sfilate del Gruppo Storico di Fivizzano con le esibizioni degli sbandieratori. A Fivizzano, insomma, c’era di tutto e per quattro giorni si può dire che è stata grande festa, accompagnata, a sentire, da buoni guadagni per tutti. Prossimo appuntamento, a Fivizzano, per la cinquantesima edizione della Disfida degli arcieri di terra e di corte, l’8, il 9, il 10 luglio.

Andreino Fabiani

 

 

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