Don Marino Navalesi è il nuovo vicario generale

Nato ad Aulla nel 1975, sacerdote dal 2003, è parroco ad Avenza

Don Marino Navalesi, vicario generale

Don Marino Navalesi, classe 1975, originario di Aulla, attuale parroco di Avenza, sacerdote dal 2003, è il nuovo vicario generale della nostra Diocesi. La notizia è stata annunciata dal vescovo fra’ Mario Vaccari, la scorsa settimana. Ricopre già l’incarico di presidente dell’Istituto per il sostentamento del clero ed è vicario foraneo del clero di Carrara, presidente della fondazione “Carlo Finelli” di Avenza, amministratore della parrocchia di Nazzano, membro del collegio dei consultori e del consiglio diocesano per gli affari economici.
“Di sicuro dovrò rivedere alcuni impegni – ha confidato – per cercare di adempiere, al meglio, al nuovo mandato che il Vescovo mi ha affidato. Mi sento però di rassicurare i miei parrocchiani di Avenza: non vado via, resto e continuerò, grazie anche agli aiuti che già ci sono in parrocchia, a svolgere il mio incarico di parroco”. Il nome di don Marino, negli ambienti curiali, e non solo, circolava da alcuni giorni. Il vescovo Mario, subito dopo il suo insediamento in Diocesi, il 22 maggio scorso, aveva chiesto ai sacerdoti di indicare alcuni possibili candidati: molti consensi erano andati proprio al parroco di Avenza e chi lo avevo indicato non ne faceva mistero. “La nomina di vicario generale – ci spiega – è ‘ad nutum episcopi’: significa che il provvedimento non ha una scadenza ma è revocabile a discrezione del Vescovo”.

Don Marino Navalesi, parroco in San Pietro ad Avenza

Succede a don Cesare Benedetti, vicario generale negli ultimi anni della guida pastorale di mons. Giovanni Santucci e nel tempo dell’Amministratore apostolico mons. Gianni Ambrosio. “Mi metto volentieri a servizio della mia Chiesa per aiutare il Vescovo nel non facile incarico di governo della Diocesi – assicura – In realtà, non mi aspettavo questa nomina. Come sempre, accolgo quello che mi viene chiesto, con spirito di servizio. Cercherò di impegnarmi sempre, con tutto me stesso, con i limiti e le forze che ho. Vorrei inviare una parola di ringraziamento a tutti gli amici – preti, diaconi e laici – che hanno dimostrato affetto per questa mia nuova avventura. Al Vescovo dico grazie per la fiducia che mi ha accordato. Lo aiuterò ad inserirsi nel territorio e, come ha detto lui, a pensare a un futuro che sia un po’ più lontano di domani, per essere più vicino alla gente. Un futuro che affronto con entusiasmo”.
Il ruolo di vicario generale come indica il Codice di diritto canonico viene affidato ad un sacerdote degno di fiducia “per sana dottrina, rettitudine, saggezza ed esperienza nel trattare gli affari”. E queste sono le qualità che si specchiano nella figura del parroco di Avenza. Da vicario foraneo, don Marino aveva dato un contributo ad una prima sistemazione del piano delle “unità pastorali”, fortemente caldeggiato dal vescovo Santucci. “Appena il vescovo Fra’ Mario, farà proprio quel ‘piano’ – spiega il neo vicario – si comincerà a mettere mano a qualche indispensabile cambiamento. Vorrei però sottolineare che la presenza del nuovo pastore ha già innescato un entusiasmo e una voglia di ripartire, non solo tra i sacerdoti ma anche tra i fedeli. Il futuro che ci attende non potrà prescindere da uno spirito di squadra. Solo aiutandoci tutti, vicendevolmente, e nel modo migliore si potrà procedere con nuova forza nell’annuncio del Vangelo e nella gestione più adeguata della Diocesi”.
La nomina del vicario generale è il primo passo verso un nuovo assetto diocesano. “Presto – riferisce don Navalesi – dovrà essere costituito, secondo i tempi e i passaggi che il vescovo stabilirà, un consiglio episcopale che lo aiuterà ancora più da vicino nella gestione della Diocesi”. Nel primo commento che fra’ Mario ha espresso dopo la nomina di Don Marino, traspaiono una intesa e una empatia, non solo sul piano umano, ma anche su quello operativo, lodando le qualità di azione pragmatica che caratterizzano l’operato del giovane sacerdote. “Ci siamo incontrati, prima della mia nomina, diverse volte per altri motivi, ed è stato immediato il senso di intesa e di collaborazione che fra’ Mario è in grado di suscitare – conferma don Marino – Del resto il vicario generale secondo quanto riferisce ancora il ‘Codice di diritto canonico’ deve ‘riferire al Vescovo diocesano sulle principali attività programmate e attuate’ e non deve agire mai ‘contro la sua volontà e il suo intendimento’. Se quindi mancasse un’intesa non sarebbe proprio oggettivamente possibile svolgere questo ruolo. Per tutto quello chi mi attende, vorrei, tramite il settimanale, chiedere di pregare per il Vescovo Fra’ Mario, per me e per tutta la nostra Chiesa: il Signore ha in serbo per tutti un futuro di luce e di rinascita”.

Renato Bruschi

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