Dalla Regione dovrebbero arrivare 6 milioni e 200 mila euro. La nuova strada collegherà il tratto già esistente da Piandimolino al cimitero di Gragnola alla piazzola presso l’ingresso della galleria della variante di S.Chiara.

L’annuncio che “ci sono i soldi” per realizzare la Variante di Gragnola è di quelli che fanno esclamare a tutti: “Finalmente”. Giustificato, pertanto, l’entusiasmo con cui il vicesindaco ed assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Poleschi ha diffuso la notizia dell’approvazione, da parte della Giunta della Regione Toscana, di un finanziamento di 6 milioni e duecentomila euro per la Variante (erroneamente denominata “di Gazzano in Comune di Fivizzano”), che ora dovrà affrontare un passaggio tecnico, pare scontato, nella Commissione Bilancio, per poter essere operativo. Un “risultato storico, – è stato definito – raggiunto grazie al lavoro serrato della Giunta del sindaco Gianluigi Giannetti e al formidabile sostegno del consigliere regionale Giacomo Bugliani e del presidente della Regione Eugenio Giani”. Essendo già pronto il progetto esecutivo, predisposto al tempo del sindaco Paolo Grassi, l’auspicio è che l’iter burocratico per dare inizio ai lavori venga percorso il più velocemente possibile, perché solo le ruspe in azione daranno credibilità a “40 anni di parole e discorsi”, come ha dichiarato alla stampa lo stesso Vicesindaco, e porranno fine al traffico ormai insostenibile di Tir, camion e auto all’interno dell’imbuto di Gragnola.

La nuova strada, infatti, collegherà il tratto già esistente da Piandimolino al cimitero di Gragnola alla piazzola presso l’ingresso della galleria della variante di Santa Chiara. Il sovrappasso della ferrovia, lato Cormezzano, già appaltato, ma incorso in qualche problema, che ne ha bloccato i lavori, completerà la variante fino alla statale 63. I benefici dell’opera non saranno limitati alla miglior scorrevolezza del traffico e al facile raggiungimento di località turistiche quali Equi Terme, ma daranno una risposta anche alla necessità di una viabilità alternativa verso i paesi della vallata in caso di bisogno. Tutte queste sono state le motivazioni che da decenni hanno sollecitato le Amministrazioni che si sono succedute a Fivizzano ad operare per la realizzazione della variante, che nel tempo ha avuto anche diverse ipotesi progettuali. Alla seconda metà degli anni Ottanta risale la costruzione del ponte di Piandimolino, premessa indispensabile a tutta la viabilità (era sindaco della Giunta “anomala” Giancarlo Fanfani, assessore ai Lavori Pubblici Enzo Cecchini), seguita da interventi deliberati da tutte le Amministrazioni Comunali, Provinciali e Regionali degli anni successivi. Quanti nomi si potrebbero ricordare! E non può essere dimenticato neppure il compianto maestro Nello Damiani, che periodicamente riuniva gli abitanti della Valle del Lucido e gli amministratori delle varie Istituzioni per tenere sempre viva l’attenzione sull’importanza di queste varianti.
Andreino Fabiani



