Niente più Green pass, ma per ora pochi cambiamenti nei ristoranti della Lunigiana

Abbiamo contattato alcuni gestori locali all’indomani della decadenza dell’obbligo di mostrare il certificato verde. Per ora prevale la prudenza con i ristoratori che hanno scelto di lasciare le mascherine ai dipendenti

Immagine d'archivio di ristoranti all'aperto
Immagine d’archivio di ristoranti all’aperto

Dal primo maggio non serve più il green pass per entrare in ristoranti, bar, pizzerie, pub e tutti gli altri luoghi dell’ospitalità. Ed oltre al certificato verde decade anche l’obbligo delle mascherine (pur restando “fortemente raccomandate”) nei supermercati e in tutti gli altri pubblici esercizi di ristorazione. Insomma da domenica scorsa, si volta pagina e si può andare al ristorante senza green pass e senza mascherina. Quindi che cosa cambia per i ristoratori locali? Abbiamo provato a contattarne alcuni per sentire la loro opinione. Intanto la sensazione generale è che, dal punto di vista degli operatori della ristorazione, ci sia ancora molta prudenza e anzi si arriva a contestare (al contrario di quanto si sente dire dalle associazioni di categoria a livello nazionale) la troppa “leggerezza” del Governo nell’eliminare “tout court” questi strumenti di controllo (“la pandemia non è ancora finita” è la frase che ci ripetono quasi tutti). Una prudenza che trova riscontro nel fatto che ogni ristorante con cui siamo entrati in contatto ha sottolineato che, per il momento, tutto il personale continua ad indossare la mascherina per tutto il tempo del servizio. C’è anche chi, come la titolare dell’Osteria “Il sogno” di Fivizzano, continua a chiedere il green Pass “è un gesto di prevenzione e di sicurezza nei confronti del cliente e dei lavoratori. E per il momento nessuno si è lamentato, anzi hanno apprezzato questo controllo extra, comprendendo che il nostro non è un vezzo ma un modo per garantire la salute di tutti”.

Ed anche la titolare dell’Osteria “la Luna” di Pontremoli ribadisce “per ora sia il personale di sala che di cucina continua ad utilizzare la mascherina. Certo – sottolinea con un pizzico di ironia – quando mi troverò impacciata con il foglio del conto, gli occhiali che cadono, mi permetterò di togliermela”. Ma ritornando seria sottolinea come “per il momento manteniamo anche le distanze di sicurezza tra i tavoli. Certo il non dover più chiedere il Green Pass, evita qualche discussione con i clienti (e ci confida come in questi mesi siano arrivate anche risposte sgarbate, per usare un eufemismo, per aver chiesto di mostrare il certificato) e ci fa risparmiare un po’ di tempo”. Comunque, almeno in questi primi giorni di applicazione, sembra chiaro che l’addio alla mascherina sarà graduale: infatti anche tanti consumatori hanno scelto di continuare a portarla all’interno del ristorante “per il momento la maggior parte dei clienti continua ad indossarla quando entra – ci raccontano dalla trattoria “San Francesco e il lupo” di Pontremoli – per poi togliersela quando si siedono al tavolo. Sì, poi magari non se la rimettono se devono andare al bagno ma comunque vedo che in linea di massima c’è ancora prudenza ed attenzione”. Come invece l’eliminazione dell’obbligo del Green Pass possa influire sulla presenza dei clienti nei locali è ancora presto per dirlo. Anche perché, ci hanno ribadito i gestori degli esercizi locali, “per noi si può dire che la ‘stagione’ sia iniziata da poco, diciamo dal week end di Pasqua”. Ma i segnali sembrano abbastanza confortanti, e dall’osteria “Della Luna” si augurano di ripetere quanto successo dodici mesi fa “avevamo passato un inverno difficile con chiusure, limitazioni ed anche una primavera non bellissima dal punto di vista atmosferico. E poi da giugno in poi c’è stata una svolta con tanto afflusso, tanti turisti che, se non in pari, ci hanno permesso di rilanciarci dopo mesi tanto complessi”. Una sensazione che trova conferma nel racconto di altri gestori che sottolineano come la pandemia abbia fatto da trampolino di lancio per la Lunigiana “c’è voglia di riscoprire questi centri minori, meno affollati ma però ricchi di bellezza”. Senza dimenticare che “è una terra bella di per sé, ma ha anche la comodità di essere vicina al mare, alle città d’arte. Insomma un perfetto punto d’appoggio”. Qualità che sembrano stregare anche i turisti stranieri come ci raccontano dall’osteria “Il sogno” “ci sono tanti australiani, americani, inglesi, tedeschi. Ma non solo per una vacanza di breve durata, spesso acquistano anche una casa per effettuare lunghi soggiorni. Quasi tutti rimangono incantati dalla Lunigiana, quelli che forse si accorgono meno della bellezza che hanno davanti sono i lunigianesi stessi”.

(Riccardo Sordi)