Pontremolese: tanti annunci ma le imprese chiedono tempi certi

Nel mese di marzo sono state numerose le dichiarazioni ottimistiche in merito al futuro del raddoppio della tratta ferroviaria. Ora si attende il progetto preliminare per conoscere gli effettivi costi, in particolare della galleria di valico

C’è movimento nel mondo politico e in quello produttivo rispetto all’ormai quarantennale progetto di raddoppio della ferrovia Pontremolese. Se la lunga lista di dichiarazioni alla stampa rese nel mese di marzo siano foriere di concreti passi in avanti, è ancora presto per stabilirlo. Per ora siamo ancora alla fase degli annunci. Il più importante è quello di Raffaella Paita (Italia Viva), presidente della Commissione Trasporti della Camera, che ha annunciato a inizio mese che il progetto preliminare sulla galleria di valico della Pontremolese sarà pronto entro la fine di marzo. Si tratta in realtà della revisione di un progetto già presentato una ventina di anni fa, quello che prevedeva una galleria a binario unico da Pontremoli a Ghiare di Berceto per i convogli merci in direzione nord, con l’utilizzo della linea storica da Borgotaro a Pontremoli per i convogli passeggeri e i merci in direzione sud. Per la deputata spezzina «è stato compiuto un altro passo fondamentale in direzione della realizzazione dell’opera, cioè l’inserimento da parte del governo nel Documento strategico della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci». Si tratta del documento che prelude al Contratto di programma tra Rete Ferroviaria Italiana e Stato per i prossimi 6 anni, con l’indicazione di tutte le opere e gli investimenti che Rfi dovrà realizzare. Il progetto preliminare scioglierà i dubbi sull’effettivo costo della galleria di valico, la cui stima più recente, è stata fissata nei decreti attuativi del decreto Sblocca-cantieri in 2,3 miliardi di euro (una cifra che alla luce delle nuove normative e dei rincari di materie prime ed energia potrebbe essere aumentata). La fattibilità dell’opera, una volta determinato il costo dipenderà dai benefici attesi ma, ovviamente, anche dalle priorità politiche.

In attesa che il progetto sia svelato, si sono mosse le Confcommercio di Parma, La Spezia e Massa-Carrara / Lucca, che in una conferenza stampa online, lo scorso 21 marzo hanno chiesto con una voce sola di velocizzare tutte le progettualità che sono state messe in cantiere in questi anni per valorizzare l’asse viabilistico Tirreno-Brennero. Non solo ferrovia, dunque, ma anche porti, retroporti e autostrada sono stati posti al centro dell’attenzione dalle tre associazioni produttive. La nuova galleria ferroviaria, secondo i responsabili locali di Confcommercio, renderebbe la ferrovia Parma-La Spezia definitivamente adatta ai transiti dei treni merci secondo i moderni standard europei: una necessità dimostrata dagli 8.497 treni che nel 2021 hanno trasportato verso nord i container sbarcati nel porto spezzino e le due linee settimanali di trasporto via ferro del lapideo che arriva nel porto di Marina di Carrara da India sud Africa e Brasile e diretto a Verona. Parallelamente alla richiesta della nuova galleria di valico, le tre associazioni del commercio si sono dette preoccupate per i 15 km di cantieri sull’A15 in direzione mare e gli altrettanti in direzione Parma, al pari del prolungarsi dei lavori dei nuovi svincoli tra A12 e A15 nel piano di Vezzano e per i conseguenti ritardi prodotti alla logistica delle merci e del turismo. Da qui l’auspicio, formulato dall’Assessore della Regione Liguria ai trasporti, Giacomo Giampedrone, di un «completamento dell’asse intermodale Tirreno-Brennero sul quale da troppo tempo la politica sta discutendo». La conferenza stampa organizzata dalle tre Confcommercio, con la partecipazione di politici e rappresentati del mondo della logistica ha mostrato una volta di più la convergenza di interessi fra le realtà produttive dell’Emilia e della Liguria (sostenute dalle istituzioni locali) per la realizzazione definitiva del tracciato Tirreno-Brennero. Un’asse viario che ha nella Lunigiana il suo passaggio obbligato ma del quale in pochi, sul territorio, sembrano interessati a discutere circa i costi e i benefici che raddoppio ferroviario e autostrada porterebbero con se.

(Davide Tondani)