Il contagio da Covid-19 torna a far parlare di sé

Era passato in secondo piano per il calo di numeri e la guerra della Russia all’Ucraina

Da quando è iniziata la guerra in Ucraina, la pandemia da Covid-19 era passata in secondo piano, praticamente scomparsa dalle prime pagine dei giornali e delle televisioni. Nel frattempo i contagi hanno ripreso ad aumentare ma a far tornare d’attualità il virus è stato il decreto con cui il governo ha stabilito i prossimi passi verso la normalità. Dal 1° aprile sono decretati la fine dello stato d’emergenza e lo stop al super green pass per i lavoratori over 50 e per salire sui mezzi pubblici. Dal 1° maggio cadrà anche l’obbligo della mascherina al chiuso; si decreta anche la fine del sistema delle zone colorate per le regioni, negli impianti sportivi si ritorna alla capienza del 100%, all’aperto come al chiuso. Resta, invece, fino al 31 dicembre, l’obbligo vaccinale con sospensione dal lavoro per gli esercenti le professioni sanitarie e i lavoratori negli ospedali e nelle RSA; fino alla stessa data rimane il green pass per visitatori in RSA, hospice e reparti di degenza degli ospedali.

In fila per la vaccinazione (Foto ANSA/SIR)

Con la fine dello stato di emergenza cesseranno i poteri e i compiti del commissario straordinario. In coordinamento con il ministero della Salute, verrà istituita una Unità per il completamento della campagna vaccinale e per l’adozione di altre misure di contrasto alla pandemia; dal 1° gennaio 2023 il ministero della Salute subentrerà nelle funzioni. Tutte queste decisioni vanno nella direzione del ritorno alla normalità, anche se il governo specifica che, in caso di nuovi fenomeni, saranno prese le decisioni del caso. Di sicuro c’era bisogno di alleggerire la tensione sulle misure in atto da diversi mesi per allentare la stretta e aiutare a vivere più serenamente.
Non è il caso, tuttavia, di farsi prendere dall’euforia. Anche se se ne parla di meno, il Covid-19, con le sue mutazioni, è purtroppo ancora presente. È vero che le degenze sono diminuite sia nei reparti ordinari che nelle terapie intensive, ma i contagi sono in leggero aumento e i morti continuano a pesare sul nostro vissuto. Basta leggere il bollettino di una delle ultime giornate. “In Italia ci sono attualmente 1.147.519 positivi per Covid-19, 27.298 in più rispetto a ieri. Il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 13.800.179, con un incremento nelle ultime 24 ore di 74.024…

Roma, 25 marzo 2021: centro vaccinazione anti Covid-19 – foto SIR/Marco Calvarese

Tra gli attualmente positivi, 471 sono in cura presso le terapie intensive, con un decremento di 3 pazienti, considerati i 56 nuovi ingressi. 8.319 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 84 pazienti rispetto a ieri. 1.138.729 persone, pari al 99,23% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri, i deceduti sono 85 e portano il totale a 157.692 mentre il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 12.494.968, con un incremento di 48.385 persone rispetto a ieri. L’incremento nelle ultime 24 ore dei tamponi effettuati è pari a 478.051. Il tasso di positività scende al 15,48%”.
In dettaglio seguono i dati dei casi regione per regione. Per quanto riguarda la Toscana risultavano essere 41.732. È solo grazie al grande numero di vaccinati e ai tanti guariti dal Covid-19 se la malattia non si presenta più con la gravità dei primi tempi, ma bisogna tenere ben desta l’attenzione visto che il numero dei decessi è ancora alto. C’è il pericolo che si sottovaluti l’importanza del virus, pensando che sia sconfitto, e che quindi si allentino troppo le precauzioni. La Cina, dove milioni di persone sono di nuovo sottoposte a lockdown, insegna. Maggio, quando verrà tolta l’obbligo della mascherina al chiuso, è il mese a rischio nel quale può esserci la ripresa della curva epidemica con la variante Omicron2.
Tanto più che, già in questi giorni, si riscontra che la fascia di età con il più alto tasso di contagio è quella compresa tra i 10 e 1 19 anni, con 1.695 casi ogni 100.000 abitanti. Se poi si considera che molta parte del mondo non è vaccinata e che nelle altre zone, Italia compresa, le vaccinazioni si sono fermate, si capisce come tutto questo giochi a vantaggio della diffusione del virus. Inoltre, si dice che ci saranno sicuramente altre varianti, anche se non è detto che siano più letali. In questi due anni gli scienziati hanno fatto il loro dovere e anche l’approccio al contrasto del virus ha fatto passi in avanti.
Ancora una volta si chiede una presa si responsabilità per tutelare se stessi e gli altri. Coloro che, come sempre, rischiano di più sono le persone affette da varie patologie, gli immunodepressi e le persone anziane. In quest’ultimo mese non se ne è parlato perché altre erano le preoccupazioni, ma il Covid-19 non si è fermato, ha combattuto la sua guerra clandestina: meno letale, ma più contagiosa. Non è mai una bella esperienza. Senza calcolare che ancora non si sa quanto possa durare nel tempo la protezione dei vaccini.

Giovanni Barbieri

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