Un eroismo vissuto come “normalità”

“Abbiamo cercato di fare sensibilizzazione in modo leggero, parlando di donazione dove non te lo aspetti, in un concerto, in una festa, in una mostra d’arte, con leggerezza perché la drammaticità della donazione è già implicita in sé”.
“A maggio compio 91 anni, sto bene, sono sazio di vita, non ho paura e aspettare non mi costa nulla. Allora perché non offrire il mio vaccino a una mamma disperata che ne ha più bisogno di me? Non ho fatto nulla di speciale”.
Sono commenti di due dei 33 “cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità, del diritto alla salute e dei diritti dell’infanzia” ai quali il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, le onorificenze al Merito della Repubblica Italiana. Si tratta di persone che pensano di non aver fatto nulla di straordinario se non seguire le strade del cuore.
Il novantunenne Giancarlo Dell’Amico, nostro conterraneo, ha fatto il dono del suo vaccino in tempi di piena pandemia quando lo spettro della morte era realtà quotidiana. Cristina Zambonini è conosciuta come la “ragazza dei 3 cuori”, avendo subìto due trapianti cardiaci. Ora è impegnata, con varie iniziative, nel sostegno di coloro che sono in attesa di trapianto.
Si tratta di eroi del quotidiano: il Presidente vuol ricordare che il mondo non è fatto di cronaca nera, di omicidi, di mafia, di droga, di stupri. Non sono certamente gli unici a fare della vita un dono per gli altri; ascoltandone le dichiarazioni si scopre che la “normalità” della loro vita è contraccambiata dalla gioia del donare.
L’orizzonte svelato dalle onorificenze è vasto e tocca quasi tutti gli ambiti del volontariato o della serietà professionale. Così si scopre una fantasia straordinaria di azione: dalla valorizzazione del patrimonio ambientale, a chi si dedica allo studio delle politiche connesse al servizio sociale, alla sensibilizzazione contro bullismo e discriminazioni, all’insegnamento ai ragazzi nei reparti oncologici o sostenendo i piccoli pazienti ospedalieri raccontando favole vestita da fatina.
Dall’impegno a favore della tutela della dignità e dei diritti dei malati di Alzheimer, all’assistenza e integrazione dei bambini affetti da distrofia, al sostegno per il dopo di noi delle persone con gravi disabilità cognitive-sensoriali, alle iniziative di solidarietà nei confronti di quanti vivono condizioni di solitudine e isolamento, alla creazione di una rete di sostegno reciproco e confronto per i pazienti affetti da malattie rare…
È bello, per una volta volgere lo sguardo su un panorama fatto di dolore ma anche di presenze importanti che alleggeriscono il peso della vita. Mattarella vuole ricordare, con queste onorificenze, che quando la vita si fa dono aiuta gli altri ad affrontarla con maggior forza e coraggio, ma rende anche piena la vita di chi si fa dono. C’è un eroismo che è vissuto come “normalità”.

Giovanni Barbieri

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