La festa della Madonna del Rosario istituita per la vittoria di Lepanto

Sono passati 450 anni da quando la flotta della Lega santa sconfisse quella turca: papa Pio V attribuì la vittoria all’intercessione della Vergine

Il 7 ottobre 1571, 450 anni fa, la Lega santa cattolica vinse la battaglia navale contro i turchi nelle acque di Lepanto, nel golfo di Corinto. Le Confraternite romane del Rosario sfilarono in processione e papa Pio V volle attribuire la vittoria all’intercessione della Vergine. Fece celebrare la festa del Rosario per la prima domenica di ottobre nelle chiese domenicane a Roma, estesa poi a tutto il mondo cattolico. Nel 1931 fu definita festa della Madonna del Rosario e fissata al 7 ottobre come memoria obbligatoria.

A Messina la statua in bronzo che celebra don Giovanni d’Austria, comandante generale della flotta della Lega Santa nella vittoriosa battaglia di Lepanto, si affaccia sul mare.
Scampata alla distruzione del terremoto del 1908, è opera dell’artista carrarese Andrea Calamech, scultore e architetto, nato nella città del marmo nel 1524. Venne chiamato a Messina nel 1563 per i lavori al Duomo e, a parte brevi parentesi, vi rimase fino alla morte avvenuta nel 1589.

Alcuni liturgisti vorrebbero eliminare questa festa perché fonde in sincretismo ricordi precristiani connessi alla vendemmia, rievocazioni storiche e la devozione a Maria espressa con la preghiera del Rosario. La ripetizione devota del saluto dell’Angelo cominciò ad apparire nel sec. XII, divenne forma popolare di preghiera, l’originaria struttura si è modificata: nel 1483 al saluto angelico Ave Maria fu aggiunta la seconda parte Santa Maria intercalata col Pater noster, il Gloria e la meditazione dei 15 misteri eventi della vita di Gesù e di Maria. Crea qualche perplessità che la Chiesa abbia istituito una festa per celebrare una guerra, ma gli accadimenti storici vanno contestualizzati. Da pochi decenni l’Europa cristiana si era spaccata tra cattolici e protestanti, nel 1563 si era concluso il Concilio di Trento, convocato per riportare all’unità religiosa e invece fallì nel suo intento perché radicalizzò la spaccatura ancora oggi non risanata.

La Chiesa ebbe la sua Riforma Cattolica con rinnovamento interiore, nacquero istituzioni di carità e di maggiore coerenza alla spiritualità evangelica. Si diede anche strumenti dottrinali e di struttura (Inquisizione, Sant’Uffizio, Indice dei libri proibiti) che costituiscono l’organismo della Controriforma politica, attenta a dare visibilità e sfarzo alle manifestazioni religiose con processioni, solenni liturgie e arredo di opere d’arte con intenti di propaganda della fede e di contrapposizione all’Europa luterana – calvinista e all’islam col loro rifiuto di dare sembianze umane alla divinità e senza icone di Santi.
La vittoria di Lepanto fu evento privilegiato di trionfo della Croce contro la Mezzaluna. L’espansionismo turco aveva portato il predominio sul Mediterraneo del sultano Solimano il Magnifico; la grave minaccia ottomana suscitò un’energica riscossa nelle potenze cristiane, superando le diffidenze reciproche in cui si erano logorate in oltre mezzo secolo di guerre.
Papa Pio V si adoperò per fare una “Lega santa” militare tra ducato di Savoia, repubblica di Genova, Venezia, Stato della Chiesa e soprattutto la Spagna di Filippo II, che fece della guerra ai turchi una sua missione, una nuova crociata, disponendo anche di un’enorme somma di denaro elargita dalla Chiesa spagnola. Assente invece la Francia insanguinata da guerre civili.
La flotta comune di 208 navi partì da Messina, al comando di Giovanni d’Austria, fratellastro del re spagnolo, nato da Margherita figlia naturale del comune padre Carlo V d’Asburgo. La Lega santa riportò piena vittoria contro la flotta turca di 230 navi. Importante fu la forza dei veneziani a cui i turchi avevano tolto Cipro; Sebastiano Venier, sostenuto dal romano Marco Antonio Colonna, avvistò le navi turche davanti a Lepanto e in uno scontro che durò cinque ore sbaragliò una flotta superiore di numero: furono catturate 117 navi e uccisi 30mila soldati turchi, 12mila schiavi cristiani liberati furono il trofeo della vittoria, che non portò modifiche territoriali e le alleanze si ruppero presto, però arrestò l’impeto aggressivo dell’impero turco iniziando un processo di lenta decadenza.

Maria Luisa Simoncelli

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