Morto nel luglio 1941, è stato ricordato in una conferenza a Fivizzano

Sacrificò coscientemente la sua vita all’alba del 26 luglio 1941 nelle acque di Malta; Alcide Pedretti aveva avuto l’incarico di attaccare e distruggere lo sbarramento inglese di reti sul ponte Sant’Elmo, ma un’avaria sul mezzo che lo avvicinava all’obiettivo causò un ritardo nel programma dell’operazione. Pedretti, secondo capo palombaro, però, in accordo col suo capo Teseo Tesei, “spolettò ugualmente a zero il congegno esplosivo. Entrambi donarono le loro giovani vite alla Patria e alla Marina”.
“Sublime esempio di coraggio, spirito di abnegazione e dedizione alla Patria oltre il dovere”, si legge nella motivazione della medaglia d’oro al valor militare, conferita alla memoria dei due palombari con regio decreto del 31 maggio 1946. Lo S-L.C., il siluro a lenta corsa, il famoso maiale, di Teseo e Pedretti, fu ritrovato 25 anni dopo sul fondo del mare, in prossimità delle coste maltesi.

“Fisico possente, che gli permetteva di raggiungere a piedi Bottignana da Fivizzano – circa 6 chilometri- con una pesante sacca sulle spalle”, Alcide Pedretti aveva 28 anni, essendo nato il 17 giugno 1913 in quel piccolo paese del Comune di Fivizzano, dove oggi vive un solo abitante, Eugenio. All’età di 20 anni, lui nato in montagna, era entrato volontario nella Regia Marina, a La Spezia, nella categoria “palombaro”, e assegnato alla Decima flottiglia MAS. Nel 1939 fu promosso sergente nel gruppo degli operatori dei mezzi speciali subacquei e si distinse in pericolose operazioni, ottenendo decorazioni (medaglia di bronzo al V.M. nel 1940) e riconoscimenti (promozione a 2° capo palombaro nel febbraio del 1941), ma anche in azioni di soccorso ad un equipaggio rimasto imprigionato nello scafo del sommergibile Iride, silurato dall’aviazione inglese nel porto di Alessandria.
Al valoroso marò sono state intitolate strade a Roma e ad Ostia ed anche una unità navale del gruppo subacquei. L’intitolazione di una strada a Fivizzano risale al 1965, quando il Consiglio Comunale approvò la proposta del prof. Gino Chinca, alla sua prima elezione a consigliere. Contestualmente gli fu innalzato un cippo nello spazio delle Scuole Elementari.
Gianni Bianchi, presidente dell’associazione culturale Sarasota, impegnato a mantenere viva la memoria dei giovani della nostra Provincia che si sono sacrificati per la Patria, gli ha dedicato, come anche all’aviatore Flavio Torello Baracchini, un libro dal titolo “Alcide Pedretti, eroe della Lunigiana”. Sicuramente non si sono dimenticate di lui l’Amministrazione comunale di Fivizzano, nella persona del sindaco Gianluigi Giannetti e di membri della giunta, e le associazioni del territorio, degli Alpini, dei Caduti e Dispersi in guerra, dell’ANMIG, dell’ANPI , dei Carabinieri, che domenica 19 hanno commemorato a Bottignana la figura della Medaglia d’oro, a poco più di 80 anni dal suo sacrificio.
La S. Messa è stata celebrata davanti al monumento formato da due cippi avvolti da un’ancora, uno dedicato a lui, l’altro agli Alpini.
A Monzone ricordato l’aviere Claudio Sisti
Un’altra commemorazione di un eroico giovane, Claudio Sisti, si è tenuta a Monzone domenica 3 ottobre. In piazza della stazione, davanti al monumento a lui dedicato, don Guido Ceci ha celebrato la S. Messa, alla presenza del sindaco Giannetti – che ha tenuto un breve intervento di ricordo – dei famigliari, di un commilitone, della popolazione e delle rappresentanze delle associazioni, a partire da quella dell’aeronautica militare.
Claudio Sisti, infatti, era un aviatore in servizio di leva a Villafranca di Verona, quando un aereo in esercitazione, un F84F, precipitò sulla pista dell’aeroporto, coinvolgendo nell’esplosione altri aerei lì parcheggiati e provocando un terribile incendio. Claudio Sisti, pur richiamato indietro, si precipitò a portare soccorso, essendo addetto al servizio antincendio, in un estremo e impossibile tentativo di salvare la vita al pilota. Trovò, invece, la morte e con lui altri 7 aviatori. Era il 1° ottobre del 1971, 50 anni fa. Aveva 21 anni.
Andreino Fabiani



