Giovanni Battaglia, raccoglitore di memorie

Da Cavezzana D’Antena a Viareggio. Negli anni della pensione ha scritto libri e opuscoli per tramandare il ricordo

Giovanni Battaglia con i libri e gli opuscoli da lui curati

Giovanni Battaglia, nato a Cavezzana D’Antena il 19 gennaio 1928, dopo un lungo impiego anche dirigenziale nella pubblica amministrazione a Viareggio, è “uno di ieri” che ha continuato negli anni del pensionamento a condurre una vita molto attiva verso gli altri e ha raccolto le sue memorie in tanti opuscoli, aiutato anche dal suo “editore”, il nipote Lorenzo Galli figlio di Antonella. Sono tante le memorie che questo nonno, con l’aiuto della moglie Angiolina Pinotti, ha radunato rivisitando il suo passato personale, della famiglia. Scrive a mano all’antica con la penna, “analfabeta digitale” come si sono ritrovati ad essere tanti anziani nella rivoluzione della comunicazione elettronica.
Per fortuna ci sono i giovani a supplire e ad adeguare alle nuove tecniche tipografiche. In un tenero rapporto nonno Giovanni e nipote Lorenzo dal 2019 collaborano a dare forma stampata, e illustrazione con fotografie, a concise memorie scritte sulle tradizioni del territorio della Valdantena.
Sono volumetti donati con dedica autografa a parenti e amici. Nello scambio generazionale il nipote conosce un mondo molto diverso da quello di Viareggio dove è nato nel 1994: viene a saperne di più di grano, mucche al pascolo e castagni, di mietiture e risorse, di coltivatori diretti associati alle Acli, di acque sulfuree di Cavezzana D’Antena, dei luoghi radice della famiglia (Cargalla, Pontremoli), della migrazione in alta Magra, della cucina del contadino, della Valdantena oggi.
E ancora sono state raccolte notizie di festività, usi e costumi locali e anche un dizionarietto italiano-dialetto di parole e modi di dire “per far sì che anche la lingua persista nel tempo e venga conosciuta” Nei lunghi giorni della chiusura ermetica in casa per prevenire contagio da covid 19, nonno Giovanni ha trovato sostegno nel continuare a riempire pagine manoscritte di memorie che gli sono state di grande aiuto. Per lui il valore della memoria è molto importante; come in un “mantra” ripete un vademecum di esistenza: “memorizzare, sapere, ricordare, non dimenticare il dialetto, il tempo passa e la storia resta”.
L’ultimo opuscolo uscito a quattro mani da pochi giorni è molto personale e coraggioso è “Racconti di guerra. 1940-1945” in cui con singoli squarci di eventi vissuti in prima persona Giovanni Battaglia riporta alla memoria la tragedia della guerra nei nostri paesi, ben riassunta nella foto di copertina in cui si vede una lunga fila di tedeschi col loro plumbeo identificativo elmetto che esegue una delle tante fucilazioni di partigiani. Dalle esperienze vissute (la veglia a un militare ucciso, i rastrellamenti, il rifugio in una chiavica, la detenzione) nonno Giovanni con la fermezza della verità può dire che tra tutte le esperienze della vita la guerra è certamente la peggiore e impone a tutti “tranne ai potenti” morte, rinunce, fame, sacrifici e ogni tipo di altri pericoli. (m.l.s.)

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