Ponticello, il valore della memoria

Ricordate, con una breve cerimonia, le cinque vittime fucilate il 3 luglio 1944

La cerimonia di Ponticello
La cerimonia di Ponticello

Il valore della memoria, l’impegno a non disperderla, a divulgarla e trasmetterla: è stato questo il concetto sviluppato da tutti nei brevi interventi che si sono succeduti sul sagrato della chiesa di Ponticello sabato 3 luglio nel 77° anniversario dell’eccidio nazifascista dell’estate 1944. Una cerimonia breve, con una partecipazione limitata per l’emergenza sanitaria in corso, ma con la presenza significativa delle istituzioni locali, dei familiari delle 5 vittime, della Misericordia della SS. Annunziata, degli Alpini, dell’Associazione “Estate a Ponticello” e di alcuni testimoni che ancora ricordano i fatti.

La cerimonia di Ponticello
La cerimonia di Ponticello

Il parroco, don Mario Arenare, ha benedetto la corona e ricordato i nomi di Leopoldo Mori, rastrellato nei pressi di Dobbiana con le coppie di fratelli Vincenzo e Giovanni Sardella, Francesco ed Enrico Angella tutti dell’Annunziata. La sindaca di Filattiera, Annalisa Folloni, e il presidente dell’Istituto Storico della Resistenza Apuana, Paolo Bissoli, hanno sottolineato come la memoria sia un patrimonio inestimabile con un grande significato sociale in particolare quando questa riguarda fatti come quello che portò alla fucilazione di cinque giovani innocenti. Per il prossimo anno, auspicando la fine dell’emergenza pandemica, si annuncia la ripresa delle attività didattiche con le scuole locali e della cerimonia aperta a tutta la popolazione nel borgo di Ponticello.

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