La difesa della legalità  che costò la vita al  sindaco Arnaldo Terzi

Venne deportato nel 1944 dalle SS: da due decenni non si occupava più di politica. Morì poco dopo nel “sanatorio” di Harteim

Pietro Arnaldo Terzi (1881 – 1944)

Pietro Arnaldo Terzi, sindaco socialista di Sarzana all’epoca dei fatti del 1921, giocò un ruolo fondamentale in quell’episodio glorioso e tragico della storia della val di Magra. Da un lato non esitò a denunciare il salire della tensione, inviando un telegramma al Presidente del Consiglio Bonomi per invitarlo a tutelare i cittadini rispetto alle aggressioni armate. Ma parallelamente si adoperò per evitare un’ulteriore esacerbazione del clima, attivando la forza pubblica per ricercare due giovani fascisti catturati dagli Arditi del popolo e spariti.
Gli scontri del luglio 1921 segnarono tuttavia un profondo spartiacque nella sua vita pubblica e della sua esperienza politica, che di fatto si concluderà 12 mesi dopo con le sue dimissioni da sindaco, determinate dal clima incandescente prodottosi a Sarzana l’anno prima e dalle divisioni in seno ai socialisti, spaccati tra massimalisti e riformisti, a cui Terzi faceva capo.
La biografia di Terzi fino all’ascesa del fascismo è nota: nasce nel 1881 a Sarzana, si forma al Liceo Classico “Costa” della Spezia, aderisce alla sezione socialista sarzanese; si laurea in Legge a Genova, dove nel 1910 avvia uno studio di avvocato. Dopo la Prima guerra mondiale a cui partecipa come tenente di artiglieria sul fronte albanese, rientra a Sarzana, dove riprende l’attività di avvocato e i rapporti con l’ambiente socialista, di cui presto diventerà autorevole figura.

La lapide collocata a Sarzana nell’estate 1945 in ricordo dei Fatti del 1921

Molto meno nota è la seconda parte della sua vita, fino all’epilogo della morte nel campo di sterminio di Mauthasen. A fare luce sulla vita di Terzi dopo la fine della sua sindacatura sono stati gli storici locali Pino Meneghini e Alessandro Palumbo, con la pubblicazione “Pietro Arnaldo Terzi – vita e morte di un sindaco antifascista”, edizioni Anppia, 2015. Nel 1924 il nuovo clima politico induce Terzi a trasferirsi a Sestri Levante, dove apre con la moglie un negozio di tessuti. Terzi non svolge più alcuna attività politica ma continua ad essere attenzionato dalla polizia fascista, come attestano rapporti e perquisizioni domiciliari. Nel 1942 viene radiato dall’albo dei sovversivi. Merito, forse, delle imprese del figlio Vezio, ufficiale pilota della regia aviazione e indicato come “frequentatore delle manifestazioni del partito fascista”.
La nascita della Repubblica Sociale è pretesto per il fascismo per regolare i conti con il passato. Nel febbraio 1944 le SS chiedono una lista di dodici persone da fermare a Sestri in risposta alla forte opposizione operaia e partigiana sviluppatasi nel Tigullio. Terzi è tra i ricercati. I Carabinieri locali, tuttavia, cercano di avvisare i dodici per consentirgli la fuga, che sarà scelta da otto di questi. Terzi sente di non avere nulla da nascondere e si presenta spontaneamente in caserma, per ben due volte. Arrestato, viene detenuto nel carcere di Marassi per due mesi, poi trasferito al campo di internamento di Fossoli. Il blando tentativo di intercessione operato dal Ministro dell’Educazione Nazionale della RSI, il sarzanese Biggini non smuove le autorità germaniche a cui è subordinato lo Stato-fantoccio di Salò.
Terzi giungerà a Mauthausen il 24 giugno 1944. Indicato come “oggetto di Protezione speciale”, cioè come detenuto politico è trasferito, date le precarie condizioni di salute, nel castello di Hartheim, in Austria, un “sanatorio” adibito in realtà all’eliminazione dei prigionieri. I documenti ufficiali recano come data di morte il 13 novembre 1944; una data ritenuta inattendibile, sulla base di ricerche documentali, da Meneghini e Palumbo, che ipotizzano il decesso dell’ex sindaco sarzanese nel luglio 1944, pochi giorni dopo il suo arrivo a Hartheim.

Davide Tondani

Due giorni di convegno nella Fortezza Firmafede:
“Resistenza ante litteram. A cent’anni dai Fatti di Sarzana”

Venerdì 16 e sabato 17 luglio, in occasione del 100° anniversario dei Fatti di Sarzana, l’associazione “Archivi della Resistenza” insieme all’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti, all’ANPI di Sarzana e al Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo, organizza un Convegno nella Sala delle Capriate in Fortezza Firmafede. “Resistenza ante litteram. A cent’anni dai Fatti di Sarzana (1921-2021)” ha il patrocinio dell’Istituto Nazionale “Ferruccio Parri”, del Centro Studi Biblioteca “Franco Serantini”, del Centro Studi Movimenti di Parma, degli Istituti Storici della Resistenza Apuana, della Spezia e di Lucca nonché dell’ANPI La Spezia e del Comune di Sarzana.
Le due giornate prevedono 21 relazioni, con alcuni dei principali storici italiani; si vuole affrontare sia una ricostruzione degli eventi inserendola nel più ampio contesto storico e politico, sia indagare alcuni elementi poco noti o inediti. Quello avvenuto a Sarzana fu un evento inserito nel contesto di rafforzamento dello squadrismo fascista e di costruzione di una prima forma di resistenza armata e organizzata.
I “Fatti di Sarzana” consentono di guardare a quel decisivo momento della storia d’Italia da un’angolatura unica, individuando la tensione innescata da una violenza squadrista che muoveva i suoi passi tra Carrara e La Spezia generando, così come in altre parti del paese, azioni di stampo intimidatorio e violento. Un convegno che vuole essere l’occasione di mettere in relazione gli studiosi con l’intera cittadinanza per favorirne la sensibilizzazione sul significato storico e civile dell’antifascismo, a partire da un evento storico così significativo per la nostra storia.

Per partecipare è obbligatoria la prenotazione scrivendo una mail a info@archividellaresistenza.it oppure chiamando i numeri 06.6869415 (sede ANPPIA), 342.3714053 o 349.3278060. Il convegno sarà trasmesso anche in streaming sui canali social di Archivi della Resistenza (Facebook e Youtube).
La partecipazione in presenza è riconosciuta come corso di formazione per i docenti delle scuole secondarie e assegna 12 ore di crediti formativi (3 ore per ogni sessione del convegno). Mandare la scheda di iscrizione – da scaricare su www.resistenzaapuana.it – compilata e firmata alla mail info@archividellaresistenza.it
Per il programma completo: https://www.facebook.com/archivi.dellaresistenza