Parco e territorio: una sinergia importante ma si può fare di più

Alla generale soddisfazione, si contrappone però anche l’appello a valorizzare maggiormente la Lunigiana e i suoi prodotti tipici

Una suggestivo luogo del Parco Appennino Tosco Emiliano
Una suggestivo luogo del Parco Appennino Tosco Emiliano

Vent’anni di storia sono relativamente tanti. Un periodo in cui un ente può davvero incidere positivamente sulla vita dei cittadini e sulla qualità del territorio. Ed allora la domanda non può che nascere in maniera consequenziale: quale è stato il contributo del Parco dell’Appennino al territorio lunigianese, in particolare per quanto concerne il suo rapporto con le amministrazioni locali e le attività produttive? Per le persone da noi interpellate, la risposta è senza dubbio positiva, con la certezza che il Parco abbia migliorato la qualità del territorio. Ovviamente si tratta di un numero di contatti che non esauriscono la questione ma che, in ogni caso, possono dare il polso generale della linea di tendenza della situazione.

Barbara Maffei nel suo agriturismo "Montagna verde" di Licciana Nardi
Barbara Maffei nel suo agriturismo “Montagna verde” di Licciana Nardi

C’è chi, come Barbara Maffei dell’agriturismo “Montagna Verde” di Licciana Nardi è stata addirittura spinta al ritorno in Lunigiana proprio dalla nascita del Parco “vivevo a Milano, ma avevo il desiderio di tornare in Lunigiana. L’occasione è capitata con la nascita del Parco e con l’avvio dei lavori al Museo di Apella, di cui mi fu affidata la gestione”. Da allora il legame con il territorio non si è più spento, anzi si è sempre più rafforzato “abbiamo sempre sentito il sostegno da parte dell’ente nei confronti delle piccole aziende. Penso solo alla recente iniziativa che abbiamo promosso per l’attività di Smart working, che ha subito avuto l’appoggio da parte dell’ente”. Alla domanda su cosa potrebbe fare di più il Parco per la Maffei la risposta è legata “ad una maggiore valorizzazione dei prodotti gastronomici Igp e Doc che abbiamo nel territorio. Ci sono dei prodotti di assoluta eccellenza che però faticano ad uscire dai confini territoriali. Il Parco può, in quest’ottica, fare da cassa di risonanza per potenziarli e far crescere il territorio anche da un punto di vista economico”.

È all’insegna del “bene, ma si potrebbe fare di più” la riflessione della titolare dell’azienda “Al di là dell’Acqua” a Fivizzano. “è senza dubbio importante la presenza del Parco che ha una ricaduta positiva anche in termini di attrattività. Ma per quanto concerne le collaborazioni ci vorrebbe una maggiore sinergia tra aziende, enti locali e Parco”.

La sindaca di Filattiera Annalisa Folloni
La sindaca di Filattiera Annalisa Folloni.

Passando poi ai politici della Lunigiana, per la sindaca di Filattiera Annalisa Folloni “il Parco ci ha dato la misura e la consapevolezza della nostra identità. Ha valorizzato il territorio ponendo l’accento sulla cultura e la biodiversità”. Certo resta da combattere l’abbandono dei luoghi montani e provare, in quest’ottica, ad avviare un cambio di tendenza non semplice “sì, bisognerebbe dare maggior forza ad iniziative per riportare, soprattutto i giovani, a riscoprire e difendere il territorio”.

Il sindaco di Bagnone Carletto Marconi
Il sindaco di Bagnone Carletto Marconi

“Il Parco ha rappresentato per il nostro territorio uno strumento indispensabile – conferma dal canto suo il sindaco di Bagnone Carletto Marconi – la cornice all’interno della quale sviluppare le nostre iniziative per avere visibilità e ulteriori opportunità di decollo, sotto ogni punto di vista. Il nostro territorio è ricco di risorse ambientali e culturali su cui basare un vero progetto di rilancio. Questi i motivi principali per cui ci siamo attivati, continuando nel tempo, con percorsi ad hoc, partecipando a bandi ed ottenere contributi, senza incidere sulle spese personali dei cittadini”. Tra le iniziative messe in campo, Marconi ricorda la grande attenzione alla viabilità con il recupero della sentieristica storica di valico, la ristrutturazione degli alpeggi e la valorizzazione dei siti archeologici.

Jacopo Ferri, capogruppo di maggioranza in consiglio comunale a Pontremoli e segretario provinciale di Forza Italia
Jacopo Ferri, capogruppo di maggioranza in consiglio comunale a Pontremoli e segretario provinciale di Forza Italia

Certo c’è chi il legame con il Parco non lo ha ancora voluto stringere, denunciando le potenziali criticità nell’ingresso dei confini: Casola ma soprattutto Pontremoli. Del resto le dichiarazioni della maggioranza su questa tematica sono sempre state decise “non abbiamo mai nascosto, come attuale amministrazione e in totale continuità con le precedenti di centrodestra, che c’è sempre stata una forte contrarietà al Parco dell’Appennino anche osservando cosa è successo nei Comuni lunigianesi dove si è insediato. Molti vincoli stringenti per la popolazione e poca reale ricaduta positiva sul territorio”. Questa la riflessione del capogruppo di maggioranza, Jacopo Ferri, nel corso del consiglio comunale del dicembre 2018 in cui si era tra l’altro trovato un accordo per avviare un percorso di confronto proprio sul Parco. Percorso mai partito e sparito dai radar, sia dell’amministrazione che delle minoranze. E sull’assenza di Pontremoli è significativa la rimostranza della sindaca Folloni “è evidente che nel perimetro del Parco pesa la mancanza del comune di Pontremoli. Mi auguro che presto ci possa essere un ripensamento e avviare un percorso di ingresso”.

(Riccardo Sordi)

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