Vicini a chi soffre per un “Mediterraneo frontiera di pace”

L’appello di una parrocchia del Marocco impegnata nell’accoglienza dei migranti clandestini

Il card. Cristobal Lopez Romero, arcivescovo di Rabat

Scrive p. Renato Zilio, direttore ‘Migrantes Marche’: “Sono stato recentemente alla parrocchia di Oujda, in Marocco. In un continuo flusso, vi arrivano giovani subsahariani che provengono dalla traversata dell’Algeria e del deserto: un’esperienza dura, sofferta, dolorosa aldilà dell’immaginabile. I locali della parrocchia erano al completo di ospiti; una giovane coppia era accampata perfino in sagrestia.
Altri giovani sopraggiungono anche nottetempo. Sembra di udire, in fondo all’anima, parole del Vangelo: ‘Non aver paura, sono io… sì, sono io, straniero, migrante, che avete accolto!’. Un’emergenza umanitaria, che continua ancora oggi”.
Per questo motivo p. Renato si fa portavoce dell’appello lanciato dal card. Cristobal Lopez Romero, arcivescovo di Rabat (Marocco) per una testimonianza di solidarietà che aiuti a dare gambe a quel progetto di “Mediterraneo, frontiera di pace” prospettato dal recente convegno di Bari. A Oujda – capitale della regione orientale del Marocco, vicino al confine con l’Algeria (confine chiuso da anni) e molto vicina al Mediterraneo – arrivano in modo clandestino e in condizioni deplorevoli, spiega il cardinale, moltissime persone dopo un lungo viaggio attraverso il deserto dell’Algeria. Un viaggio della durata di qualche mese, se non di anni, segnato da enormi disagi: abbandono in mezzo al deserto da parte degli “organizzatori” del viaggio, furto di cose e denaro, percosse fisiche, stupri… e persino vendita di persone.
La parrocchia di Oujda apre le sue porte per accogliere, per pochi giorni o per diversi mesi, chi arriva e ha bisogno di riposo, cibo e cure mediche. Ai minori non accompagnati viene offerta la possibilità di soggiorno, per iniziare una qualifica professionale o un servizio di alfabetizzazione e di sostegno scolastico. L’associazione “Accueil Migrants Oujda” cerca di rispondere alla crisi migratoria al confine meridionale dell’Europa proponendosi di garantire l’accoglienza e un’assistenza completa ai migranti in situazione di vulnerabilità, con un riguardo speciale per donne e minori.
Da un lato, fornisce uno spazio di residenza sicuro ai migranti più indifesi e dall’altro garantisce l’accesso alle cure mediche fornite dalle strutture sanitarie locali. Per i giovani, si aggiunge la formazione professionale per preparare professionalmente sia chi decide di restare in Marocco, sia chi vuole proseguire il viaggio verso l’Europa o sceglie il ritorno al Paese di origine.
La parrocchia di Oujda ha avviato questo progetto da quando l’Europa ha chiuso loro i suoi confini. In questi ultimi tre anni, con l’arrivo di p. Antoine Exelmans (insignito dal “Premio per la Pace della città di Aquisgrana”), il servizio si è ampliato per quantità e qualità dei servizi offerti. Nel corso del 2020, anche a causa della pandemia, per mesi, sono state ospitate più di 150 persone, fornendo loro vestiario, cibo, medicine. In tal modo sono del tutto scomparsi l’accattonaggio e i piccoli lavori all’esterno. Finanziamenti sono giunti da progetti concordati con varie Caritas europee, da un’associazione marocchina e da donazioni personali degli amici del padre. Ora che quei progetti si sono conclusi, senza possibilità di avviarne di nuovi, le difficoltà finanziarie cominciano a farsi rilevanti.
La gente continua a venire in parrocchia ogni giorno, c’è da continuare l’attività di formazione, ci sono gli ammalati da curare. Il costo di un anno intero di queste attività si avvia, per il 2021, a toccare i 150.000 euro. Ciò per garantire accoglienza a più di 600 migranti, assistenza sanitaria a oltre 120 pazienti, formazione a 40 giovani.
Si spera in alcuni aiuti di privati ma il grosso del finanziamento è ancora in sospeso. Da qui l’appello del card. Lopez Romero, pur nella consapevolezza che i tempi sono duri per tutti.
L’invio di eventuali offerte può essere effettuato tramite il conto in Francia della Chiesa cattolica del Marocco: IBAN FR7630004025030001008585387 – Eglise Catholique au Maroc – BNP 1.
Nei primi mesi del 2022 sarà dato conto di quanto realizzato e fornito il rendiconto finanziario e di attività.

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