Una firma a costo zero. Il 2 maggio la Giornata nazionale  sull’ 8xmille

Si possono finanziare gli oltre 8.000 progetti realizzati in Italia e in Paesi in via di sviluppo

Domenica 2 maggio si celebra la Giornata Nazionale di sensibilizzazione sull’ 8xmille. È un appuntamento importante per coinvolgere le comunità parrocchiali nel sostegno economico alla Chiesa e richiamare i fedeli alla loro responsabilità. Con una semplice firma, a costo zero da apporre sulla dichiarazione dei redditi, si possono finanziare gli oltre 8.000 progetti realizzati in Italia e in Paesi in via di sviluppo, oltre che contribuire al restauro di chiese e assicurare il sostentamento dei sacerdoti.
“Purtroppo, – fa notare il diacono permanente Dino Eschini, incaricato Diocesano per il Sovvenire – negli ultimi anni si è registrata una diminuzione nelle firme complessive, segno di una certa disaffezione, da parte dei fedeli ad un tema così importante per la comunità cristiana. Da qui un appello a tutti i lettori ed in particolare ai nostri parroci, affinché promuovano il senso di partecipazione effettiva ed affettiva alla vita della Chiesa, nella logica della corresponsabilità e della solidarietà”.
Come afferma Massimo Monzio Compagnoni, Responsabile del Servizio C.E.I. per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica: “Tutti i fedeli sono chiamati a contribuire all’edificazione storica e concreta della Comunità ecclesiale, mettendo a disposizione i propri beni e assumendo le fatiche e gli oneri che ciò comporta”.

Dino Eschini, incaricato Diocesano per il Sovvenire

“Molti – continua Eschini – sono i progetti realizzati con l’8xmille nella nostra Diocesi: al primo posto abbiamo il restauro di numerose chiese, un patrimonio ricchissimo di arte e fede, che le comunità parrocchiali, senza questi aiuti, non potrebbero sostenere. Poi nell’ambito della carità, lo scorso anno sono stati destinati ad esso ben 583mila euro, con i quali è stato possibile contribuire per alleviare la povertà di numerose famiglie”. Molti cittadini pensano erroneamente che l’ 8xmille sia una tassa in più che lo Stato aggiunge al già pesante carico fiscale. In realtà non è così.
“L’ 8xmille – spiega l’incaricato diocesano – non è una ‘tassa in più’ che grava sui cittadini, ma una libera scelta, per questo ‘non costa nulla’, in quanto l’ammontare della quota rientra già nella somma complessiva del prelievo Irpef. Con la firma si può quindi contribuire a realizzare i progetti che la Chiesa sta portando avanti in Italia: offrire formazione scolastica ai bambini, dare assistenza ad anziani e disabili, assicurare accoglienza ai più deboli, sostenere progetti di reinserimento lavorativo e molto altro ancora”.
Come concretamente avviene la divisione dei fondi dell’ 8xmille? “A maggio di ogni anno i vescovi decidono la ripartizione secondo quanto prescritto dalla legge. Sono tre gli ambiti: esigenze di culto, opere di carità, sostentamento clero. Ogni Diocesi ottiene, nell’estate, la cifra che le spetta in base alla popolazione: dovrà poi rendicontare, a fine esercizio, come sono stati spesi i fondi ricevuti, attenendosi a criteri di assoluta trasparenza”.

Dal 1990 ogni contribuente può scegliere
a chi destinare una quota dell’Irpef

L’8xmille è stato istituito con la legge n.222 del 1985, in seguito all’Accordo fra la Santa Sede e la Repubblica Italiana del 1984 di revisione del Concordato lateranense del 1929. Veniva così definitivamente superato il cosiddetto “sistema beneficiale” e, per quel che riguarda il sostentamento del clero, cessava il meccanismo della “congrua”.
Venivano rese concrete le indicazioni del Concilio Vaticano II, si armonizzava quanto previsto dalla Costituzione Italiana particolarmente all’art. 7 e si riconosceva “l’indubbio interesse collettivo all’introduzione di nuove forme moderne di finanziamento alle Chiese attraverso le quali si agevoli la libera contribuzione dei cittadini per il perseguimento di finalità ed il soddisfacimento di interessi religiosi”.
La legge 222/85, che entra a pieno regime dal 1990, prevede la nascita di nuovi meccanismi di sostegno economico alla Chiesa tra cui l’8xmille e le Offerte deducibili per il clero. 
Lo Stato mette a disposizione di tutti i contribuenti una quota corrispondente all’8xmille del gettito complessivo dell’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche). Tale quota viene utilizzata direttamente dallo Stato stesso per interventi che abbiano scopi “sociali o umanitari”, oppure da una serie di confessioni religiose d’intesa con lo Stato che si impegnano a utilizzare la quota a loro spettante per scopi “religiosi o caritativi”. Vengono così eliminati i contributi diretti dello Stato e viene introdotta una forma di partecipazione, determinata dalle libere scelte dei cittadini-contribuenti.
Essi infatti determinano la quota spettante a ciascun destinatario, esprimendo la propria preferenza, in occasione della Dichiarazione dei redditi. I fondi dell’ 8xmille ricevuti dalla Diocesi di Massa Carrara – Pontremoli nel 2019 – Esigenze di culto: 605.576 – Opere caritative: 583.656 – Sostentamento clero 1.420.101

Eschini chiede poi la disponibilità dei parroci o di un loro incaricato a raccogliere delle deleghe di quelle persone che non sono tenute a presentare la dichiarazione dei redditi, perché titolari del solo reddito da pensione o da lavoro dipendente, oppure ad invitare queste persone a presentarsi ad un CAF (ACLI, CISL…) che provvederà direttamente per l’invio della delega all’Agenzia delle Entrate. Le deleghe raccolte possono essere recapitate anche all’ufficio diocesano per il sostentamento del clero, in via Zoppi a Massa, che le farà avere all’incaricato diocesano. La CEI, in questo anno particolare, per far fronte all’emergenza Covid-19, ha inoltre stanziato – ad oggi – 237,9 milioni di euro dai fondi straordinari ed ha attivato centinaia di iniziative a sostegno dei più deboli, per offrire assistenza, solidarietà e beni di prima necessità al numero crescente di persone in difficoltà.
“Un motivo in più per una firma che al contribuente non costa nulla e che invece è preziosa per tutti, così come pure la scelta del 5xmille da destinare alle associazioni onlus collegate alla Chiesa. Vorrei, infine, ricordare – conclude Eschini – che un altro canale importante, da non sottovalutare, per assicurare il sostentamento a tutto il nostro clero, sono le erogazioni liberali che possono essere fatte durante tutto l’anno, mediante bollettini postali messi a disposizione dei parroci o consegnando la cifra destinata, anche se modesta, al proprio parroco che provvederà al versamento”.

Renato Bruschi