Scuola ed elezioni: conflitto di difficile soluzione anche nel nostro territorio

Si prospetta un avvio a singhiozzo per l’attività didattica che inizierà il 14 settembre. A Pontremoli l’ipotesi di mettere i seggi in un unico istituto scolastico

48838894f9842388272fc286a53501df-300x350Che l’anno scolastico conclusosi lo scorso giugno sia stato travagliato per alunni ed insegnanti lo si sapeva. Ma anche la ripartenza di settembre si annuncia più che mai complicata. Intanto è stata recentemente sciolta l’incertezza sulla data della ripresa delle lezioni con la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che ha firmato l’ordinanza che stabilisce nel 14 settembre la data d’avvio dell’anno scolastico, quando da più parti si era ipotizzato (anche se era parsa da subito un’ardita congettura) il primo settembre. Un anticipo del rientro nelle aule che era stato vagliato per la necessità degli alunni di riprendere il filo delle lezioni perse in fase di lockdown e per quegli studenti che dovranno anche provare a recuperare le insufficienze con cui sono stati ammessi alla classe successiva ma che, comunque, mantengono. Perché, inutile negarlo, buona parte degli argomenti sono andati perduti nel corso di questi travagliati mesi. Non è tutto però. Sull’avvio dell’anno scolastico incombe un nuovo pesante stop: superata la pandemia, come tutti si augurano, arrivano infatti le elezioni amministrative. Una palla al piede per gli istituti che ospitano i seggi elettorali e che, quest’anno, peserebbe ancora di più. Si tratterebbe infatti, in una fase tanto delicata, di andare a bloccare l’anno scolastico a pochi giorni dall’avvio. Uno stop che riguarda tutte le scuole della provincia e della Lunigiana, visto che si vota per il rinnovo del consiglio Regionale: una due giorni (20 e 21 settembre) che potrebbe anche allungarsi al 4 e 5 ottobre, in quanto il famoso (o forse sarebbe meglio dire famigerato) sistema elettorale della Regione Toscana (il cosiddetto “toscanellum”) prevede il ballottaggio tra i due candidati presidenti più votati al primo turno se nessuno ha varcato la soglia del 40%. Un ulteriore stop all’attività didattica non molto gradito, tanto che a più riprese si è parlato di una possibilità di trovare luoghi alternativi alle scuole in cui insediare i seggi elettorali.

Il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti
Il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti

Idea che, se calata sul territorio locale, pare quanto mai azzardata ed anzi pare far drizzare i capelli ai primi cittadini di cui abbiamo sentito il parere. Come il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti: “Ci troviamo in una fase molto complessa e delicata. Ci stiamo adoperando con il massimo impegno per far sì che le scuole sul territorio comunale possano essere agibili a settembre allo scoccare della prima campanella nel pieno rispetto delle normative che sono molto, e giustamente, stringenti. Pensare di garantire la medesima sicurezza in un altro edificio (quello in cui si andrebbero ad allestire i seggi in sostituzione delle scuole ndr) creerebbe delle difficoltà notevoli”. Poi non è nemmeno semplice trovare materialmente questo ipotetico edificio alternativo: se per il capoluogo si potrebbe valutare l’idea di utilizzare il palazzetto dello sport, “come si potrebbe invece offrire un’alternativa realistica in tutte le frazioni? Il territorio di Fivizzano è troppo vasto e con situazioni variegate. No, non credo che ci siano soluzioni alternative a quelle dell’utilizzo degli istituti scolastici per i seggi elettorali”.

Il sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini
Il sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini

Tanto più, come ci evidenzia la sindaca di Pontremoli, Lucia Baracchini (doppiamente coinvolta nella questione in quanto dirigente scolastica del “Belmesseri-Pacinotti”) “è difficile pensare di individuare dei luoghi che possano rispondere alle necessità di distanziamento come le aule scolastiche. Basti pensare ai componenti del seggio, alle persone che si recano a votare, ai rappresentanti di lista. Tante persone a cui si debbono aggiungere gli spazi per appoggiare le urne e per scrivere, le cabine elettorali. C’è bisogno di spazio e allo stesso tempo di distanziamento. Conciliare questi due aspetti non è certo semplice”. Tenendo poi conto che l’alternativa più realistica per il capoluogo, ovvero il Palamartiri, “forse a settembre sarà interessato da alcuni interventi di ristrutturazione”. Comunque il comune sta pensando ad un’ipotesi per limitare la sospensione dell’attività didattica: concentrare le attività elettorali in unico istituto (non si sa ancora se al “Tifoni” o al “Ferrari”) permettendo quindi la continuazione dell’attività didattica nell’altro istituto. “Comunque è un’idea che stiamo valutando in questi giorni e poi vedremo se e come realizzarla”. (r.s.)

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