Le opere di Iginio Balderi al Museo Diocesano di Massa

In occasione della riapertura è stata allestita la mostra dello scultore versiliese

31balderiQuella di giovedì 16 luglio è stata una serata di festa per il Museo Diocesano di Massa, che ha riaperto dopo il lungo periodo di chiusura imposto dai provvedimenti antipandemia: a segnare la ripresa è stata l’inaugurazione della mostra Omne vivum ex ovo, in cui sono esposte opere dell’artista Iginio Balderi, retrospettiva dedicata ad uno scultore di fama internazionale che ha vissuto tra Pietrasanta, Milano e l’Olanda, presentata dal curatore Daniele Lucchesi, dalla curatrice del Museo Diocesano Elena Scaravella e dal direttore don Luca Franceschini che hanno evidenziato non solo gli aspetti salienti dell’esposizione ma anche le principali novità negli spazi museali.
Ha accennato ad esse la dott.ssa Scaravella che, dopo aver ringraziato la fondazione Balderi e l’Associazione Quattro Coronati, ha sottolineato come questi mesi siano stati vissuti come un’occasione per ricominciare diversi e migliori: il personale del museo ha infatti riqualificato il giardino ed introdotto piccole innovazioni tecnologiche come ad esempio un “QR Code” che permette di scaricare la guida alle opere. Proprio nel bellissimo giardino è avvenuta l’inaugurazione: lo spazio esterno accoglie infatti alcune delle sculture e l’auspicio degli organizzatori è che, nel corso dei prossimi mesi, questo luogo possa ospitare anche altri incontri.
Diverse opere sono state poi disposte, come di consueto, all’interno creando un dialogo tra manufatti medioevali o rinascimentali e prodotti d’arte contemporanea. Illuminante è stata la spiegazione, offerta da Daniele Lucchesi, del titolo della mostra: “il detto omne vivum ex ovo, che vuol dire tutto nasce dall’uovo” è infatti, secondo il curatore, “un titolo significativo della ricerca artistica di Balderi” poiché questo scultore “con la sua produzione è voluto arrivare alla perfezione della forma, che avvicina al Creatore, e che è ben descritta dall’uovo”.
Ad essere esposte sono 14 sculture in bronzo, fibra di vetro e marmo: ad esempio “Giocolieri” opera in bronzo del 1959 che richiama allo stile del maestro di Balderi (Marino Marini) oppure “Spirale”, “Città” o “Eos”. Si tratta di colonne, spirali o figure differenti (triangoli, parallelepipedi) su cui talvolta una figura ovale galleggia sospesa: ciò serve a rappresentare, ha chiarito Lucchesi, “L’equilibrio della vita, intesa non solo come ‘fine vita’ ma anche come nascita e resurrezione”.
Ha infine preso la parola don Luca Franceschini, che ha ricollegato la serata al lavoro che tutta la Chiesa porta avanti nel 5° anniversario della pubblicazione dell’enciclica Laudato Si’; secondo don Luca, infatti, tanto la ricerca artistica di Balderi quanto la splendida cornice naturalistica che ospita parte della mostra stimolano una riflessione sul rapporto tra uomo e creato, tema cardine dell’enciclica di Papa Bergoglio. “Tornare nel giardino – ha concluso don Luca – è iniziare la strada per ritrovare l’armonia con il creato, l’armonia tra gli uomini e l’armonia con il creatore; è questo l’augurio che faccio a ciascuno di noi”.
La mostra Omne vivum ex ovo, ad ingresso libero, è allestita fino al 4 ottobre: il Museo è aperto giovedì, venerdì e sabato dalle 21 alle 24. Obbligatorio il rispetto delle disposizioni anti-covid.

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