Il Bancarella Sport incorona “La partita”

Il libro di Piero Trellini (Mondadori), racconta la storica sfida tra Italia e Brasile nel campionato mondiale del 1982 ed ha conquistato la 57a edizione del Premio con 136 preferenze 

a consegna del San Giovannino di Dio a Trellini con sul palco tutti protagonisti della serata. A fianco,
La consegna del San Giovannino di Dio a Trenini vincitore del Bancarella Sport 2020, con sul palco tutti protagonisti della serata.

Alla fine il cinismo sotto porta di Paolo Rossi ha avuto ancora una volta ragione dei suoi avversari ed in particolare, questa volta, del magico rovescio di Adriano Panatta. è stata infatti “La partita” il libro di Piero Trellini (Mondadori) che racconta la storica sfida tra Italia e Brasile nel campionato mondiale del 1982 (quella della tripletta di “pablito”, ad aggiudicarsi la vittoria del 57° Premio Bancarella Sport. Un successo che è arrivato sul filo di lana con uno spoglio delle schede che è rimasto in bilico letteralmente fino alle ultime schede. è stato infatti un duello testa a testa con sorpassi e controsorpassi con il libro di Adriano Panatta scritto con Daniele Azzolini, “Il tennis l’ha inventato il diavolo” (Sperling & Kupfer), sono infatti arrivati infatti in fila i primi due libri, che si sono contesi l’eredità di Paolo Paci (vincitore del 2019) per la conquista della preziosa fascetta che li avrebbe legati ad un prestigioso albo d’oro dove figurano campioni dello sport come Gino Bartali, Reinhold Messner, Michel Platini, Gelindo Berdin e giornalisti, scrittori e saggisti come Dino Buzzati, Gianni Brera, Ambrogio Fogar (che ha trionfato ben due volte), Richard Bach, Giampaolo Ormezzano, Sandro Ciotti. Infatti è apparso chiaro sin dalle prime fasi dello spoglio che sarebbe stato una lotta a due ma alla fine c’è stato un assolo del libro di Trellini che con 136 voti ha superato il libro di Panatta e Azzolini fermi a 128 preferenze.

il sindaco Lucia Baracchini e il professor Giuseppe Benelli consegnano a Beppe Conti il premio Bruno Raschi
il sindaco Lucia Baracchini e il professor Giuseppe Benelli consegnano a Beppe Conti il premio Bruno Raschi

Chiude il podio, a lieve distanza, con 98 preferenze “Volevo solo nuotare (20.000 bracciate con Rachele Bruni)” di Luca Farinotti (Artingenio). Poi a seguire, con 93 voti, “Non pettinavamo le bambole. Le meravigliose storie delle ragazze della nazionale” di Alessandro Alciato (Baldini), poi con 72 preferenze “Gioannbrerafucarlo, Gianni Brera secondo me” di Andrea Maietti (Bolis Edizioni) ed infine con 55 preferenze “Ricky Albertosi. Romanzo popolare di un portiere” di Massimiliano Castellani (Urbone Publishing). Su di loro ha avuto quindi la meglio “La partita” ovvero la storia della partita Italia-Brasile disputata il 5 luglio 1982 a Barcellona nell’ambito dei campionati mondiali di calcio. Da un lato la nazionale “magica” del Brasile capace di incantare con il loro calcio “bailado”, spettacolare ma anche vincente, e dall’altro un’Italia arrivata a quella gara ancora in fase di rodaggio e costretta alla vittoria. Quello che è successo è rimasto nella memoria collettiva nazionale con la tripletta di “Pablito” che è uno dei simboli di orgoglio del nostro Paese. Ma quello che Trellini fa non è fermarsi alla gara in sè, ma riannodare tutti i fili che hanno portato a quella partita raccontando la storia sociale, politica e culturale che faceva da cornice a quella storica sfida. La serata è stata condotta, come ormai d’abitudine, da Paolo Liguori coadiuvato dalla giornalista Carolina Sardella intavolando la consueta tavola rotonda sul mondo del libro e dello sport con gli autori finalisti. Prima dell’inizio della serata del Bancarella è stato consegnato al giornalista Beppe Conti il premio “Bruno Raschi” alla carriera. Un’edizione del Bancarella Sport (e del Bancarella in genere) molto difficile a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, come hanno ricordato il sindaco, Lucia Baracchini e il presidente del premio, Gianni Tarantola “fino ad un mese fa non sapevamo nemmeno se sarebbe stato possibile realizzare il Bancarella. è stata quindi un’edizione fortemente voluta per dimostrare, ancora una volta, l’importanza della parola scritta e del libro”. (r.s.) 

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