Il virus circola ancora e rimane pericoloso

Il monito di Papa Francesco: “Seguire con cura le norme vigenti”.
Walter Ricciardi (Università Cattolica): “Non abbassare la guardia e attenzione alla seconda ondata”

24riapertura-oratori-12“In Italia la fase acuta dell’epidemia è superata, anche se rimane la necessità – ma state attenti, non cantare vittoria prima, non cantare troppo presto vittoria! – di seguire con cura le norme vigenti, perché sono norme che ci aiutano a evitare che il virus vada avanti”. Il monito, straordinariamente tempestivo, è arrivato domenica da Papa Francesco dopo l’Angelus in Piazza San Pietro.
Linea condivisa da Walter Ricciardi, ordinario di Igiene all’Università Cattolica, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e rappresentante italiano all’Executive Board dell’Oms. Se gli ultimi dati sui contagi rivelano un rallentamento, chiarisce,“l’epidemia non si è esaurita; il Sars-CoV-2 continua a circolare, in alcune aree in modo rilevante, in particolare in Lombardia, ma permane anche nel resto d’Italia, pur con differenze tra regioni. Non ne siamo ancora usciti e per evitare una seconda ondata dobbiamo rimanere vigili”.
Positivo il fatto che da una decina di giorni in Basilicata, così come in Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Molise, Calabria e Puglia non si registrino nuovi casi, ma per l’esperto “dobbiamo essere pronti a bloccare eventuali nuovi focolai”, anche perché, avverte, “non sappiamo se i tamponi vengono effettuati in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale. La mia impressione è che non sia così, che ci siano delle regioni che ‘cercano’ molto e altre che ‘cercano’ poco”.
24mascherinaUn campionamento su base nazionale è stato avviato il 25 maggio da Ministero della Salute e Istat, in collaborazione con la Croce Rossa. L’indagine verrà effettuata su un campione di 150mila persone residenti in 2mila Comuni, distribuite per sesso, attività, e suddivise in sei classi di età con lo scopo di capire la circolazione passata, presente e presumibilmente futura del virus. Per quanto riguarda il tracciamento dei contatti – tramite la App Immuni – dipende dalla capacità delle regioni di attivarlo.
La sperimentazione della App è partita l’8 giugno in Puglia, Abruzzo, Marche e Liguria con l’idea di renderla operativa su scala nazionale dal 15 giugno. Per ora, quando si registra un caso positivo, gli operatori sanitari della Asl interrogano il soggetto risalendo a ritroso per ricostruire i suoi contatti al fine di bloccare il focolaio epidemico. Vanno meglio le cose nel trattamento. Grazie all’esperienza acquisita dai clinici non si vedono più, o sono molto rari, i quadri estremamente gravi che vedevamo nelle prime settimane. Si può quindi affermare che siamo migliorati o stiamo migliorando su tutti e tre questi punti.
24persone-con-mascherineResta aperta la questione dei vaccini. L’aspettativa guarda ancora a un tempo di 12-18 mesi ma i laboratori stanno procedendo in maniera incredibilmente accelerata. Un “candidato”, che vede l’Italia in prima fila con la Gran Bretagna, è un po’ più avanti degli altri. La sperimentazione clinica di fase 1 sull’uomo, condotta su 510 volontari, si è conclusa positivamente. Se anche gli esiti della seconda fase di sperimentazione saranno positivi, un vaccino potrebbe essere disponibile in dosi importanti tra la fine di questo e l’inizio del prossimo anno. Le risorse per produrlo in quantità elevate ci sono, tenuto conto dell’impegno messo in campo dai governi, dalla Commissione Europea, che ha raccolto 7 miliardi e mezzo, e dalle associazioni sovranazionali. Alcune voci contrastanti rischiano di confondere i cittadini.
24vignettaSi tratta di affermazioni fatte esclusivamente sulla base dell’osservazione clinica. Vedendo nei loro pazienti casi più lievi, alcuni “clinici” ritengono che il virus si sia attenuato. In realtà non è così; lo pensano perché non hanno il quadro completo. Solo la collaborazione tra medicina clinica e medicina della sanità pubblica produce verità scientifiche.
Una seconda ondata in autunno non si può escludere. Potrebbe ripresentarsi con il ritorno delle malattie respiratorie. Per questo è raccomandata la vaccinazione antinfluenzale a partire dalle categorie a rischio: operatori delle professioni sanitarie, anziani e soggetti vulnerabili.
Importante è anche il “Piano Speranza”: stretta adozione delle misure comportamentali fino a quando non ci sarà un vaccino; rafforzamento di ospedali, di strutture di Covid hospital, di assistenza domiciliare e di sistema dei tracciamenti. Sono stati stanziati 200 milioni; tutte le regioni stanno attivando risposte ma alcune sono più avanti, altre più indietro. Occorre che tutte tengano lo stesso ritmo. (G.P.T.)

Quasi 1,5 milioni le persone contagiate:
non cessa l’allarme in America Latina

È di 1.331.258 persone il bilancio aggiornato dei contagi nell’area dell’America Latina e Caraibi, con 66.684 morti. Le cifre emergono da una ricognizione del Sir in base ai dati ufficiali disponibili al 7 giugno.
I numeri del Brasile, sempre altissimi (691.962 persone finora contagiate e 37.312 morti) sono il frutto di un’elaborazione di siti e istituti statistici, visto che il presidente Jair Bolsonaro ha disposto che non vengano più pubblicati dal ministero della Salute i dati relativi al bilancio complessivo di casi e vittime. Secondo il ministero, ieri nel Paese si sono verificati 18.912 nuovi casi, con 525 vittime, mentre secondo altre fonti, i morti sarebbero comunque più di mille.
Nuovo record di vittime, in Cile, dove finora la mortalità era stata contenuta. I 653 morti di ieri hanno portato il totale a 2.190, con 134.150 contagi. Cifre che pongono il Paese australe, nella triste classifica continentale, al terzo posto, dopo il Perù (196.515 contagi e 5.465 vittime). Seguono Messico (117.103 e 13.699), Ecuador (43.120 e 3.621), Colombia (39.236 e 1.259), Argentina (22.740 e 664). B.D.

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