Alla scoperta delle meraviglie della Valle del Lucido

Dal Castello dell’Aquila, a Monzone, da Equi a Vinca. Le tante offerte culturali, storiche e naturalistiche che offre questa parte del territorio fivizzanese

Un suggestivo paesaggio della Valle del Lucido. Incastonata nelle montagne, si può scorgere in basso il paese di Equi
Un suggestivo paesaggio della Valle del Lucido. Incastonata nelle montagne, si può scorgere in basso il paese di Equi

Se a Cormezzano si lascia la statale 63 per la variante di Santa Chiara, oltrepassata la galleria, basta alzare gli occhi per avere la splendida visione del Castello dell’Aquila. L’imponente fortificazione del IX/X secolo, oggetto di una lunga e meticolosa opera di recupero, che lo ha riportato agli antichi splendori, domina la Valle del Lucido e dell’Aulella. Il ritrovamento, nel 2004, dello scheletro di un cavaliere del XIII secolo, ucciso da una freccia conficcatagli in gola, ha dato origine ad un mistero non risolto neppure dalla medicina legale. Vi si può soggiornare ed usufruire del bonus messo a disposizione dal Comune di Fivizzano. Quanto ha investito in risorse finanziarie ed in iniziative culturali la signora Gabriella Girardìn, che ora è tornata nella sua città, Varese, mettendo in vendita il castello e i 32 ettari di terreno che lo circondano! Attraversando il borgo murato di Gragnola, nella strada dove sorge la chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano, si può ammirare la casa del Marchese, poi casa Bartoli, oggi casa Bononi, con le sue bifore, oltre a botteghe ed eleganti edifici, testimonianze di un ricco passato del Forum Gragnolae, importante centro commerciale. Polo industriale è, invece, stato, nel 20° secolo, Monzone. Ne rimangono i segni: la fornace a due camini, oggi adibita a centro ricreativo e sede politica, i resti di altre due vicine al paese, la dismessa segheria Walton, i silos per le cave della quarzite, lungo la strada per Vinca. Per tutto questo nella stazione ferroviaria di Monzone era stato creato il Museo del Lavoro, intitolato al fotografo Ilario Bessi, che documentò molte delle attività e dei personaggi della vallata. Trasferito a causa del terremoto del 2013 a Equi, dovrebbe essere riportato nella vecchia e naturale sede, per dar modo di attivare o riattivare i sette ecomusei, alcuni dei quali da lì dovevano prendere le mosse, per percorrere i siti di interesse naturalistico, storico, architettonico, artistico del Comune di Fivizzano, ma anche di quello di Casola. Questi i titoli di alcuni: “La memoria delle stragi nazifasciste”, “La pietra”, “Il castagno”, “Il romanico e l’arte medievale”. “Le vie dell’acqua” è dedicato a Equi, il regno dell’acqua, che ha scavato grandi cavità carsiche, le “Grotte”, che, sulfurea, alimenta le terme e i “ bozzetti”, sorgenti libere, che ha scavato e plasmato lo stupendo canyon del Solco, uno dei geositi più importanti del delle Apuane. A Equi sono molte le attrattive nel Geo –Archeo Park delle Grotte, oltre al percorso turistico guidato o al più impegnativo percorso speleo-avventura: una mega teleferica di 200 metri fa volare sopra il torrente carsico; con l’ascensore si può raggiungere il sito archeologico della Tecchia; da un ponte tibetano si può ammirare la marmitta dei giganti, la “buca dei serpi”. Al centro del paese, poi, il Parco delle Apuane ha realizzato, nella vecchia scuola, completamente ristrutturata, l’ApuanGeoLab, dove il visitatore – molti gli studenti- viene guidato ad osservare e sperimentare i fenomeni che hanno formato e modellato il pianeta.

Il borgo di Valazzana nella Valle del Lucido
Il borgo di Valazzana nella Valle del Lucido

Anche il territorio di Monzone è ricco di sorgenti che alimentano gli acquedotti, ma anche di acque dalle singolari caratteristiche, la “nera”, che rilascia alghe scure che le danno il nome ed un sapore particolare, oltre a proprietà, si dice, curative, e la “salata”, che durante l’ultima guerra sostituì il sale. Non basta un giorno per fare esperienza e gustare quanto di bello ed originale offre la Valle del Lucido. Il “ tocca e fuggi” non le si addice. Per questo l’Amministrazione dà anche un aiutino – 100 o 200 euro- a chi intende soggiornare per tre o sei giorni nel Comune. Come, infatti, non salire agli 800 metri di Vinca, paese dalle origine antiche, inserito in un paesaggio “dolomitico”, tristemente famoso per l’eccidio? O non visitare Monte dei Bianchi, borgo sorto a fianco di un monastero dell’VIII secolo, nel tempo annesso ai possedimenti dell’Abbazia di Canossa? O non recarsi nel Pioero, dove sorge il borgo di Viano con i resti e una torre dell’antica fortificazione e dove ormai è completato il recupero della pieve di San Martino, riferimento di numerosi borghi, Gallogna, Lorano, Corsano, Campiglione, Colognola? Citiamo soltanto il luogo del ritrovamento delle nove statue stele, Pontevecchio, Aiola, a poche centinaia di metri dal Castellaccio, Monzone Alto, dove è custodita la statua della Madonna con Bambino attribuita a Michelozzo, uno dei paesi più fotografati col ponte di Santa Lucia, Fazzano, dove abitò a lungo il trasvolatore Carlo Del Prete. Quanti altri borghi hanno da raccontare o da mostrare qualcosa di interessante: Tenerano, Isolano, Mozzano, Folegnano, Cortila,… non per niente Fivizzano è detto il Comune dei 100 paesi!

Andreino Fabiani