Venerata a Bagnone la S. Croce

Fede e tradizione al tempo del Covid-19. La liturgia si è svolta nel totale rispetto delle norme vigenti

Santa_Croce_BagnoneGesù morendo sulla croce ha dato valore assoluto al dono della vita per altri; per il cristiano la Croce non è più simbolo di sofferenza cieca, ma di donazione; non di morte subita, ma di vita donata per l’umanità. Il voto che si celebra a Bagnone il 3 maggio rinnova l’antica riconoscenza della locale popolazione, scampata al colera del 1854/55 attraverso il Consiglio degli anziani, che ha istituito una annuale, solenne celebrazione per cento anni. Un impegno costantemente rinnovato nel tempo.
La S. Croce per i bagnonesi non è solo un oggetto prezioso che contiene le reliquie dei luoghi della nascita e della passione di Cristo, ma è un simbolo che li lega al Risorto. Per questo, in tempo di Covid-19, la festa della S. Croce è stata assolutamente celebrata, anzi con maggior raccoglimento e speranza nell’aiuto divino per sconfiggere il virus che ha messo in ginocchio il mondo.
Il parroco don Andrea Nizzoli, con la presenza dei seminaristi Samuele e Raffaele, della Giunta al completo (essendo impossibilitato il sindaco Carletto Marconi) e del consigliere di minoranza Michele Olivieri, nel rispetto delle norme vigenti, ha celebrato la S. Messa alle ore 11 nella prepositurale di S. Nicolò, mentre gli abitanti si sono uniti al sacro rito, spiritualmente dalle loro case.
“A tre settimane dalla Resurrezione del Signore, la Chiesa, ha detto don Andrea nell’omelia, celebra la domenica del Buon Pastore. Gesù è il pastore per eccellenza che precede le pecore che riconoscono la sua voce. Nella babele delle voci di oggi, per sentire la voce di Gesù dobbiamo avere familiarità con Lui mediante la fede alimentata dalla pratica dei Sacramenti e dalla vita della comunità. Con il Maestro entriamo nella vita trinitaria nella dimensione di figli ‘Io sono la via, la verità e la vita’ dice Gesù per cui nella prova di sofferenza che stiamo vivendo, la Croce svela il senso del dolore, dei nostri interrogativi, delle nostre paure per aprirci alla consapevolezza che Dio non abbandona nessuno di noi poiché tutti siamo stati riscattati a caro prezzo…”.
All’Offertorio il vicesindaco Daniele Lombardi ha offerto, nel solco della tradizione dei padri, il fascio di cera, avvolto nel nastro tricolore. Nel pomeriggio, il parroco, con alcuni confratelli, non ha voluto mancare all’appuntamento con il canto dei Vespri, la preghiera del tramonto, prima del calare della sera, per lodare l’Altissimo ed implorare la Sua benedizione.
Né è mancata la processione, senza fedeli, per le vie di Bagnone, con la preziosa reliquia della S. Croce a cui don Andrea ha affidato, ancora una volta, l’intera collettività. Senza dimenticare come ha fatto anche Papa Francesco, i pastori, sia sacerdoti che medici, infermieri, volontari… che, in questo periodo di pandemia, sono morti per curare gli ammalati. “Gesù, ha concluso don Andrea, sostenga le vocazioni poiché ‘la messe è molta ma gli operai sono pochi’. La S. Croce risvegli in ogni battezzato la gioia di annunciare il Vangelo per un mondo più umano”.

Ivana Fornesi

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