Qualche segno di ripresa anche per le librerie della Lunigiana

Abbiamo contattato i librai del territorio che con le loro librerie cercano di agganciare il rilancio che può venire dalla Fase 2

LIBRERIA_CORONADopo oltre un mese di chiusura forzata, periodo nel quale librai e libraie si sono attivate con le consegne a domicilio, come abbiamo certificato anche con un nostro recente servizio, e hanno intensificato la comunicazione social con la propria comunità di lettori, dal 13 aprile molte librerie hanno potuto rialzare le saracinesche. Si calcola, a livello nazionale, che circa il 60% delle piccole librerie abbiano riaperto, mentre si sta muovendo con molta più circospezione la grande distribuzione (anche perché, specie nelle grande città, all’interno di quelle tipologie di negozi, convivono spesso esercizi come i caffè ancora “off limits”). Ma senza dubbio questa riapertura ha un valore sociale importante, visto che il libraio è da sempre un commerciante particolare, che vende beni ma soprattutto le idee che quei beni contengono, e attraverso il suo lavoro aiuta comunità e territori, a costruire una propria identità culturale e sociale. Abbiamo quindi provato a tastare il polso dei librai e delle librerie locali alla ripresa dopo il “lockdown” e vedremo come le sensazioni che sono emerse siano estremamente variegate.

Decisamente poco ottimismo trapela dalla libreria L’Ecclesiastica di Pontremoli – “Inutile negarlo, in questa settimana c’è stato poco movimento” – che per ora ha scelto una riapertura circoscritta a solo due ore al giorno. Un dato negativo legato anche alle limitazioni stesse negli spostamenti ma anche, si teme, dal rischio di una certa disaffezione all’abitudine di acquistare il libro nei negozi: “È chiaro che le persone, chiuse in casa, si sono rivolte alla grande distribuzione on line come Ibs o Amazon”. La speranza è che, finita questa fase, “i lettori tornino ad affidarsi a noi librai per la nostra capacità di intuire quale volume si attagli meglio al singolo lettore di cui spesso conosciamo i gusti e le preferenze”. In ogni caso, anche se con numeri non esaltanti, il mercato si sta muovendo: “Soprattutto libri per ragazzi e materiale scolastico e poi qualche richiesta di libri di argomento religioso da parte di qualche sacerdote”.

Decisamente più positiva la reazione della titolare della libreria Savi, sempre a Pontremoli. Anche perché sottolinea l’importanza che ha avuto la consegna a domicilio, anche nella fase che ha preceduto la riapertura: “È stato un canale che ci ha permesso di affrontare la fase più dura della chiusura totale, riuscendo a mantenere un rapporto vivo con i lettori. Anzi, loro stessi preferivano questa modalità, visto che in molti avevano (e in tanti hanno ancora) timore ad uscire di casa”. Ora, a riapertura avvenuta, c’è stato un discreto ritorno al mondo del libro: “Molto richiesti sono stati i sei libri finalisti del Bancarella e poi un certo traino lo ha suscitato la notizia della morte di Sepulveda con molti lettori che hanno ricercato i suoi libri”. La scomparsa del grande scrittore cileno, notizia doppiamente di attualità visto che è stata provocata dal coronavirus, non ha però convinto i lettori ad approfondire il tema della pandemia che sta sconvolgendo il mondo con libri di attualità o di inchiesta. “Anzi – ci dice sorridendo – quando l’elenco delle nuove uscite propone volumi che trattano del virus, quasi immancabilmente la risposta è: ne ho abbastanza di quello che sento in televisione. Anche perché le persone cercano nel libro soprattutto un modo per svagarsi, per staccarsi un attimo da questo momento difficile che stiamo vivendo”. La nostra carrellata si chiude con l’Abbecedario, che ha due sedi: una a Pontremoli ed una ad Aulla. Qui la risposta su come sia la situazione è un po’ una via di mezzo rispetto alle due precedenti: non troppo positiva sotto il Campanone (in questo caso letteralmente visto che l’Abbecedario si trova in piazza della Repubblica) e più fiduciosa in una ripresa ad Aulla. “Forse a Pontremoli – ci spiega il titolare – influisce il fatto che quasi tutti i negozi intorno siano chiusi con l’eccezione dell’edicola. E di conseguenza c’è poco passaggio”. Ad Aulla, invece, sembra suonare tutta un’altra musica: “Devo dire che abbiamo avuto subito un buon riscontro. In particolare al termine di questo primo giorno dopo la riapertura di altri negozi (abbiamo contattato il proprietario la sera del 4 maggio, all’inizio della cosiddetta “Fase 2”) le persone sono venute e c’è stato interesse. Speriamo sia davvero il segnale per una svolta decisa”. (r.s.)