Agriturismi in Lunigiana: dopo la crisi c’è voglia di ripartire

La presidente della Coldiretti, Francesca Ferrari, evidenzia le difficoltà ma segnala la voglia di reagire. “C’è bisogno di sostegno sia a livello nazionale che locale”

Un agriturismo in Lunigiana
Un agriturismo in Lunigiana

“Purtroppo l’agriturismo è tra le attività più duramente colpite dall’emergenza Covid-19. Servono interventi urgenti per un settore che, più di altri, ha subito ingenti perdite”. Sembra quasi una sentenza senza appello, quella emessa dalla presidente di Coldiretti Massa Carrara, Francesca Ferrari. Una sensazione rinforzata dal recente confronto che la Ferrari ha avuto, via telematica, con gli agriturismi di “Campagna Amica Terranostra” di Lucca e Massa Carrara. “Sì la situazione è drammatica, gli agriturismi sono chiusi, non ci sono prenotazioni ma – e qui la Ferrari ritrova il suo proverbiale ottimismo – c’è la volontà da parte delle aziende di ripartire”. Non c’è alcun dubbio che il quadro si presenti a tinte fosche con il crollo, del resto inevitabile, della domanda sia interna che quella del turismo internazionale, e sappiamo che soprattutto in Lunigiana questo ha un grande peso con gli stranieri che rappresentano una bella fetta dei pernottamenti complessivi. “Ci sono state purtroppo già tante cancellazioni – sottolinea la Ferrari – con la richiesta di rimborso delle caparre. E questo ha un duplice effetto negativo, perché spesso quei fondi erano necessari per effettuare i lavori per presentarsi al meglio alla stagione estiva ma soprattutto perché si rischia di disperdere un patrimonio di relazioni costruite in tanto tempo e con tanta passione”. Insomma non è detto che “il turista del nord Europa dopo aver saltato una stagione mantenga la ‘fedeltà’ all’agriturismo lunigianese in cui si era trovato tanto bene”.

Francesca Ferrari, Presidente della Coldiretti Massa Carrara
Francesca Ferrari, Presidente della Coldiretti Massa Carrara

Il tutto mentre comunque i costi di gestione e manutenzione devono comunque essere sostenuti “per questo è importante un sostegno a livello nazionale ma anche locale. Per esempio avremo a breve un confronto con la Provincia e i Comuni chiedendo la momentanea sospensione dei tributi come la TARI ma soprattutto che gli enti locali investano, come ha promesso il Governo a livello nazionale, per un bonus vacanze specifico per il nostro territorio e rinunciando alla tassa di soggiorno”. Perchè ora c’è bisogno di ridare slancio alle aziende locali dopo le tante difficoltà con la chiusura forzata che ha fatto saltare sia il periodo pasquale sia i ponti del 25 aprile e del 1° maggio. Senza dimenticare le cancellazioni forzate delle cerimonie religiose (cresime, battesimi, comunioni, matrimoni) che si svolgono tradizionalmente in questo periodo dell’anno e che sono una bella risorsa per tutta la ristorazione. “Ora c’è bisogno di chiarezza – sottolinea la Ferrari – gli agriturismi vogliono riaprire ma c’è bisogno di risposte precise ed univoche. A partire dai protocolli sanitari che devono avere indicazioni chiare per la messa a norma e con una regolamentazione comune e omogenea in tutte le regioni d’Italia. E conseguentemente ci deve essere poi una semplificazione burocratica per permettere l’adeguamento delle strutture alle nuove norme di sicurezza”. Secondo la Ferrari la Lunigiana non si può far trovare impreparata a questo appuntamento “anche perché il territorio si presta ad un turismo senza troppi rischi di assembramento. Infatti i nostri agriturismi sono spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza anti coronavirus”. Ma intanto un primo passo verso la riapertura è stato fatto con i mercati alimentari “sì e devo dire che abbiamo avuto risposte molto positive da parte dell’utenza. Ci auguriamo che dopo aver assaggiato i prodotti locali la gente poi si mantenga fedele alle eccellenze ortofrutticole del nostro territorio”. (Riccardo Sordi)

Successo per l’iniziativa “Job in Country”

Una giovane agricoltrice
Una giovane agricoltrice

Sta procedendo con successo l’iniziativa della Coldiretti “Job in Country” (di cui abbiamo parlato già parlato qui) un portale dedicato al mondo dell’agricoltura che si rivolge a tutti coloro che vogliono proporsi come collaboratori. All’interno del portale trovano spazio sia i datori di lavoro che i soggetti in cerca di occupazione: è possibile, infatti, sia inserire annunci di lavoro in qualità di azienda, produttore agricolo o impresa nella sezione “Cerco collaboratori”, sia candidarsi alle varie posizioni aperte sotto la voce “Cerco lavoro”. Per poter consultare le offerte di lavoro presenti nel territorio di interesse, basterà creare il proprio profilo e registrarsi compilando i campi richiesti. “Per il momento – sottolinea la Ferrari – ci sono circa una ventina di iscritti della nostra Provincia e comunque si è segnalato un discreto interesse sia da parte delle aziende che dei lavoratori”. La Ferrari lamenta però la mancanza di risposte da parte del Governo sulla proposta di utilizzare il voucher in agricoltura “sarebbe una risposta immediata alla necessità del mondo agricolo in allarme per la carenza di manodopera che mette a rischio i raccolti del settore ortofrutticolo”. (r.s.)

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