Un altro disastro annunciato: crollato il ponte della Bettola ad Albiano Magra

Ricostruito nel 1949 in cemento armato, era stato dichiarato da Anas privo di criticità a novembre; per 18 anni gestito dalla Provincia, la sua staticità destava preoccupazione da anni

Il ponte della Bettola crollato ad Albiano Magra
Il ponte della Bettola crollato ad Albiano Magra

Non è stata una calamità naturale ad abbattere per la sua intera lunghezza, nella mattinata del mercoledì santo, il ponte della Bettola. I 300 metri di cemento armato che dal 1908 univano l’omonimo sobborgo ai piedi di Caprigliola e, sulla sponda opposta del Magra, il borgo di Albiano e l’entroterra spezzino, si sono accartocciati sotto il peso dell’incuria e della mancata manutenzione da parte delle istituzioni. è solo grazie alle misure di contenimento del Covid-19 se il crollo non ha provocato vittime, ma solo un ferito, già dimesso dopo l’operazione per la frattura di una vertebra. Congiungendo le popolose Albiano e Ceparana, l’importante area industriale di quest’ultima località, l’area nord di Spezia e la bassa val di Vara ad Aulla, al casello autostradale di Santo Stefano e a Sarzana, normalmente sul ponte della Bettola transitavano migliaia di mezzi al giorno. Negli ultimi 10 anni, il traffico sul ponte periodicamente diventava ancora più intenso quando la strada della Ripa, che congiunge Pian di Follo alla Statale Aurelia nei pressi di Arcola, veniva chiusa per gli smottamenti dalla collina di Vezzano o per i relativi cantieri di ripristino. Insomma, le proporzioni della tragedia potevano essere ben altre. Si è trattato per molti di un crollo annunciato; erano anni che le popolazioni rivierasche temevano cedimenti della struttura; a novembre, all’insorgere di movimenti sul piano stradale, il Comune di Aulla, nel cui territorio ricade la struttura, aveva allertato il Comparto Anas di Firenze, che gestiva il settore toscano della strada, la ex Statale 330 che congiungeva la strada della Cisa con La Spezia, via Bottagna e Santuario di Buonviaggio. I tecnici dell’ente, rassicurarono sulla non pericolosità delle crepe manifestatesi sul manto di asfalto, riempiendole di bitume.

Un immagine dall'alto dell'area del ponte crollato
Un immagine dall’alto dell’area del ponte crollato

Ma già a giugno 2019 le crepe sull’impalcato erano visibili dalle foto satellitari di Google Hearth e di Street View, come ha mostrato il quotidiano online cittadellaspezia.com. Anas appare quindi come il principale indiziato dell’accaduto, sul quale indagano la Procura della Repubblica di Massa, che ha sequestrato ciò che resta della struttura, e una commissione ispettiva nominata dalla ministra delle Infrastrutture De Micheli. Il Comune di Aulla, rappresentato dal sindaco Roberto Valettini, sta valutando di costituirsi parte civile in un futuro processo penale che sembra inevitabile. Il ponte della Bettola, ricostruito dopo i bombardamenti bellici nel 1949, in cemento armato come l’opera originale fu, assieme a tutta l’arteria, di competenza Anas dal 1962 al 2001. Nel 2001, le competenze passarono alle due province di Spezia e Massa Carrara. L’incuria con cui è stato gestito l’intero settore toscano è ancora visibile su tutta la tratta, e le vibranti proteste degli albianesi contro la trascuratezza del manto stradale e l’intenso traffico pesante ne sono significativa testimonianza. È quindi plausibile che gli inquirenti esaminino anche l’operato della Provincia di Massa Carrara che ha gestito la struttura fino al ritorno di Anas nel novembre 2018 e che, suscitando stupore, si candida ad avere un ruolo nella ricostruzione, con l’intervento del presidente Lorenzetti che mette Palazzo Ducale “a piena disposizione del commissario alla ricostruzione (il governo ha nominato in tal ruolo il Presidente della Toscana, Enrico Rossi, ndr) disponendo tra l’altro delle competenze tecniche necessarie, in termini di personale e di mezzi. Siamo certi di poter dare alla Regione tutto il sostegno necessario”.

Davide Tondani

Viabilità del comprensorio nel caos: le prospettive della ricostruzione

La mappa della viabilità nell'area del ponte della Bettola (il punto rosso in alto rappresenta il ponte)
La mappa della viabilità nell’area del ponte della Bettola (il punto rosso in alto rappresenta il ponte)

La ricostruzione è appunto l’altro importante capitolo della vicenda. La premura di molti politici, nei giorni in cui gli spostamenti sono per tutti limitati all’essenziale, nell’accorrere al capezzale delle macerie e in favore di telecamera nelle primissime ore dopo il crollo, anche senza alcuna carica operativa (da alcuni parlamentari locali, al presidente del consiglio regionale della Toscana, fino ad assessori regionali della Liguria) lascia ben sperare su tempi e modi della ricostruzione, come spesso accade in queste circostanze in cui si opera “per somma urgenza”, derogando ampiamente alle normali procedure amministrative. Esclusa la fattibilità di un ponte Bailey, si parla di un guado da allestire per i mesi estivi, mentre è plausibile che il progetto di ricostruzione preveda anche la rotonda all’innesto con la statale della Cisa e il nuovo imbocco della comunale per Caprigliola. Un progetto risolutivo per gli ingorghi in quel tratto, da tempo sui tavoli di Anas, ma mai finanziato. A margine del crollo si è ravvivato nuovamente il decennale dibattito sulle prospettive della viabilità di questo comprensorio a cavallo di due regioni ma omogeneo dal punto di vista geografico ed economico. I numerosi interventi di forze politiche del territorio hanno evidenziato come il crollo del ponte della Bettola abbia messo a nudo la fragilità e la vetustà di una viabilità locale al collasso. Per questo Rifondazione Comunista di Spezia chiede un nuovo casello autostradale sull’A12 all’altezza di Ceparana; la deputata spezzina Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva in Commissione Trasporti alla Camera ha rilanciato sulla costruzione del nuovo e contestatissimo ponte Ceparana-Santo Stefano (opera già approvata dal Cipe e finanziata da Regione Liguria, in fase di progettazione esecutiva); a Santo Stefano, dalla sindaca PD Paola Sisti alla locale senatrice leghista Stefania Pucciarelli, si torna a parlare di variante Cisa per eliminare il pesante traffico della Statale 62 dal centro abitato, mentre Italia Viva di Massa Carrara propone di “ripristinare e mettere a norma la strada che collega Albiano Magra al Comune di Podenzana, previa verifica della stabilità del ponte di Podenzana. Il ripristino di questa strada non dovrà essere provvisorio ma definitivo e rappresentare un’alternativa all’utilizzo Strada Statale delle Lame che, per l’alta intensità di traffico, ha presentato varie criticità”. (d.t.)

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