Le possibili soluzioni per validare l’anno scolastico e svolgere gli esami
Che cosa sta avvenendo nella scuola è poco noto o forse non interessa perchè le urgenze sono comprensibilmente altre, ma può essere utile parlarne per offrire qualche segno di speranza. Intanto c’è da dire che il corona virus ha imposto una svolta tecnologica anche ai docenti più restii ad utilizzare computer e programmi. Infatti lo stop prolungato della didattica ha richiesto di correre ai ripari e di adottare il sistema delle lezioni a distanza.
Ciascun istituto si è organizzato a partire dalle risorse strumentali e professionali disponibili, mettendo in conto limiti e incertezze; diverse scuole si sono attivate senza attendere le indicazioni ministeriali.
Si ha comunque la sensazione che tutto sia affidato alla professionalità dei docenti e alla serietà degli studenti, che dovranno impegnarsi ancora di più per non “perdere” davvero l’anno scolastico: tanto più che questa lontananza dalle aule scolastiche verrà prolungata probabilmente per tutto il mese di aprile. Gli istituti dovranno perciò accontentarsi, e va già bene così, che gli studenti possano imparare qualcosa.
Per la valutazione, un’ipotesi potrebbe essere quella di tener conto del primo quadrimestre con una probabile sanatoria per gli alunni che hanno riportato insufficienze. La ministra Azzolina ha dichiarato tempo fa di avere “gli scenari possibili per la Maturità tutti nella testa” e qualcosa ha tirato fuori giovedì scorso in Parlamento. Per l’anno in corso si andrà in deroga al limite minimo dei 200 giorni previsti per legge; l’esame di Stato “sarà serio e dovrà tener conto dello sviluppo dell’apprendimento”: a dire il vero non una grande novità.
Inoltre, si prevede una commissione di docenti interni con un presidente esterno e non si terrà conto dell’alternanza scuola-lavoro né delle prove INVALSI. Infine, ha riferito in merito alla situazione della didattica a distanza e agli stanziamenti previsti.
All’esame di Stato non si potrà comunque sfuggire. Il paventato svolgimento a settembre sembra tramontato perché avrebbe comportato disagi e rischiato di influire negativamente sull’inizio del nuovo anno scolastico, anche per eventuali intoppi e ricorsi. Pertanto, è necessario prevederne lo svolgimento entro agosto. Considerando poi che sarà difficile arrivare per tempo alle necessarie valutazioni degli studenti, si potrebbe assegnare un maggior peso al percorso di studi.
Per la predisposizione delle prove ministeriali il ministro dovrebbe poi acquisire informazioni circa lo svolgimento dei programmi nei vari istituti, per evitare inutili e dannose frustrazioni la causa delle quali non sarebbe da imputare nè ai docenti, nè agli studenti, auspicando che fra questi ultimi quelli candidati al 100 o al 100 con lode non siano troppo penalizzati da disagi e da puntigliose e inutili richieste.
(Fabrizio Rosi)



