Annetta Malaspina della Bastia

Conferenza alla Fidapa

Anna Malaspina della Bastia
Anna Malaspina della Bastia

Annetta Malaspina con le avventure legate alla sua bellezza continua ad interessare chi si occupa di storia locale, ne aveva parlato Egidio Banti ad Aulla il 7 marzo 2019 e Giuseppe Benelli a Pontremoli il 29 febbraio per Fidapa su invito di Antonella Bisciotti presidente della sezione locale della Federazione. La marchesa nasce nel 1727, è figlia di Giovan Cristoforo Malaspina di Mulazzo, sposa Giovanni dei Malaspina della Bastia, gentiluomo del duca Filippo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese con la quale si estingue il casato ma, sposata in seconde nozze col re Borbone di Spagna, ottiene per il figlio nato da lui il ducato di Parma.
Annetta è ricordata da Pompeo Litta come donna di straordinaria avvenenza, di sommo talento, generosa di cuore, ma di smisurato orgoglio. Socia dell’Arcadia – l’Accademia con “colonie” in tutta Italia e aperta alle donne – la sua bellezza è celebrata dai poeti Monti e Innocenzo Frugoni. Nel 1767 è nominata cameriera maggiore dalla moglie del nuovo duca Ferdinando.
Era molto intrinseca col primo ministro Dutillot, che tenne la guida del ducato nel periodo di minor età del duca che veniva educato dal filosofo francese Condillac. Su Annetta si racconta un aneddoto: è al centro della corte di Parma; il gesuita parmense Bettinelli avviò un’azione diplomatica a favore dei gesuiti francesi, che erano stati espulsi come già in Portogallo, Spagna, Napoli, Parma. In Francia dei gesuiti grande avversaria era la Pompadour , la più influente delle ”favorite” del gaudente re Luigi XV.
Annetta, per vendetta, avrebbe dovuto spodestarla e conquistare l’amore del re con la sua bellezza e talento e ottenere vantaggi per i gesuiti. Fu alloggiata a Versailles, ma l’avveduta Pompadour non la perdé d’occhio, l’oppresse di cortesie, tergiversò tutti i suoi disegni. Litta scrive che Annetta vide due volte in segreto il re che allora era già quasi putrido, e ritornò a casa col disonore di una pensione. Benelli ha fatto ampi riferimenti storici al clima culturale e riformatore del ducato di Parma nell’età dell’Illuminismo.
Ma le cose cambiano quando Ferdinando, nel 1771, raggiunge la maggior età. Retrivo e bigotto, sotto influsso della moglie passa a una politica reazionaria, Guglielmo Du Tillot viene licenziato, ricompare perfino il tribunale dell’inquisizione. Anche Annetta perde la grazia sovrana, è allontanata dalla corte, si ritira a Mulazzo, poi le viene concesso il ritorno a Parma ma col divieto di ricomparire davanti al duca. Morì a Parma il giovedì grasso, 5 marzo 1797, di apoplessia mentre era a tavola.

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