Milano, il Capodanno solidale dei giovani

Pane, parola, povero: l’Azione cattolica per le vie della città

01Capodanno_solidale“L’esperienza del Capodanno solidale non folgora o cambia la vita di nessuno. Costituisce però un ponte, un punto di incontro, in cui due realtà parallele come noi e i poveri ci scopriamo vicendevolmente. Scopriamo che siamo persone, simili, ricchezza uno per l’altro”.
Simone Bosetti, vicepresidente dell’Azione cattolica ambrosiana per il settore Giovani, spiega al Sir l’iniziativa “3P” (Pane, parola, povero) che anche quest’anno è stata vissuta tra il 30 dicembre e il 1° gennaio a Milano. “Ciò non è così ovvio in una Milano sempre di corsa e caotica. Queste esperienze – aggiunge – hanno il dono incredibile di abbattere il muro dell’indifferenza: da qui succede che i giovani quando poi passeggiano per Milano salutano i clochard conosciuti a Capodanno, ci scambiano quattro chiacchiere senza vergogna. Succede a volte che questa esperienza faccia affiorare domande importanti per la propria vita, nascoste fino a quel momento dal tran-tran quotidiano”.
Un’occasione, dunque, “per festeggiare il nuovo anno mettendosi al servizio di ospiti importanti tra preparazioni, semplici giochi e convivialità”. L’iniziativa è partita una decina di anni fa proprio all’interno dei giovani di Ac, ed è aperta ai coetanei; basta portare due indumenti da regalare ai poveri, un panettone o una bibita, materassino e sacco a pelo. L’idea di un incontro gratuito e silenzioso è nata dall’esperienza diretta.
“Spesso, in tarda serata, al termine delle varie riunioni associative, raccontano i giovani, capita di incontrare diversi poveri sulla via del ritorno verso casa”, raccontano. Si erge evidente il contrasto tra luoghi, al centro della metropoli, che di giorno rappresentano le colonne della società odierna e di notte diventano case per senzatetto.
3P si svolge anche durante l’anno, due volte al mese, nella notte tra il mercoledì e il giovedì. Un gruppo di giovani la sera, spesso proprio dopo le riunioni diocesane, si ferma, prepara dei panini che spesso vengono donati dai panettieri della zona, prega e dorme nella parrocchia di San Giorgio, vicino al centro diocesano”. La mattina successiva, la sveglia è alle 5. Dopo aver impacchettato panini e qualche bevanda calda, “si comincia la giornata con una preghiera. Ci si avvia quindi a piccoli gruppi per le vie del centro, consegnando alle persone bisognose un pacchettino con quanto preparato”.
Conclusa la distribuzione si torna in centro diocesano, dove si celebra la messa “per poi avviarsi ognuno verso il proprio luogo di studio o di lavoro”.