Elezioni regionali: il ritorno al voto salva, per ora, il centro sinistra

In Emilia Romagna Bonaccini resta in piedi con 8 punti di vantaggio sulla Borgonzoni
In Calabria vince il centro destra secondo le previsioni

05Bonaccini_SantelliFinalmente ci sarà un po’ di tregua: per qualche giorno non si parlerà più di sondaggi, di futuro del governo, di piazze e di comizi: le elezioni regionali in Emilia Romagna hanno dato il loro verdetto. Ci sarà di che riflettere poiché la famosa “spallata”, auspicata da Salvini e i suoi, non c’è stata.
A dire la verità non c’è da stare tranquilli poiché ci sono certamente dei vincitori, ma ci sono anche sconfitte che distribuiscono dubbi in ogni campo, nella maggioranza di governo come nell’opposizione. Il grande sconfitto è di certo Salvini ma nemmeno il Movimento 5 Stelle non può chiamarsi fuori.
Anche la Calabria è andata al voto, ma lì il risultato non era in discussione, perciò quell’appuntamento elettorale non ha avuto la stessa visibilità mediatica. La Calabria è una regione in cui l’alternanza tra centrodestra e centrosinistra è di casa, per questo non è stata indicata come “regione simbolo” al pari dell’Emilia Romagna, la “regione rossa”, baluardo del centrosinistra che questa volta sembrava poter vacillare.
05elezioni_regionali_2020Le elezioni in Calabria sono state oscurate, nel corso di tutta la campagna elettorale, da slogan come: “andiamo a liberare l’Emilia Romagna”. Lì Salvini ha giocato tutto. Ha fatto una campagna capillare come mai si era visto fare da un segretario di partito, è stato sul territorio oltre due mesi, ha polarizzato su di sé tutta l’attenzione con trovate spesso estemporanee che hanno travalicato, talvolta, i limiti del buongusto e del rispetto delle persone. il leader della Lega sembrava lanciato in una corsa travolgente, le piazze erano sue. Sull’onda di non si sa quali certezze ha fatto delle elezioni una specie di referendum sulla sua persona e ha dato una valenza politica nazionale a quelle che erano, sia pure importanti, “solo” elezioni locali. Di fatto comunque questo è stato l’orizzonte imposto in tutta la campagna.
Se non che, ad un certo punto, qualcosa ha fatto tentennare la sua sicurezza. In un modo del tutto inatteso il suo protagonismo è stato il suo punto debole. Sono scese in piazza le “sardine” e si è visto che c’era anche gente che non la pensava come lui e che poteva riempire le piazze in ogni parte d’Italia. Era un segnale, ma sembrava che non andasse ad intaccare la sicurezza del risultato.

I risultati delle elezioni in Emilia Romagna (dal sito della Regione)
I risultati delle elezioni in Emilia Romagna (dal sito della Regione)

I sondaggi lasciavano intendere che la regione fosse contendibile, che da nessuna parte ci fosse la certezza della vittoria. I risultati sono certamente da analizzare ma per il momento dicono che in Calabria ha vinto la Santelli di FI col 55,29% dei voti, distanziando di oltre 25 punti percentuale Callipo del centrosinistra. Comunque il Pd si consola, si fa per dire, col 15,19% dei voti che gli permette di essere il primo partito. Nella coalizione di centrodestra Forza Italia (12,34%) supera la Lega, al 12,25% e Fratelli d’Italia (10.85%). Il M5S, col 7,35%, non supera lo sbarramento dell’8% e non ottiene nessun seggio in Consiglio regionale. L’afflusso alle urne resta a livelli piuttosto bassi attestandosi al 44,32% degli aventi diritto al voto, più o meno come nella tornata precedente.
In Emilia Romagna, proprio per l’importanza assegnata al voto, l’affluenza alle urne è quasi raddoppiata rispetto alle precedenti regionali: dal 37,71% al 67,67%: molti disamorati della politica hanno pensato che fosse necessario ritornare alla partecipazione.
05vignettaMolto ha contribuito Salvini con i suoi atteggiamenti e i suoi proclami, ma il merito in gran parte va alle “sardine”, che hanno risvegliato la voglia di partecipazione cui accennavamo sopra. Il risultato è stato piuttosto sorprendente ed ha spiazzato anche gli osservatori più attenti. Bonaccini, sostenuto da varie liste di centrosinistra, ha ottenuto il 51,42%; la Borgonzoni, sostenuta dalla Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, il 43,63%. Il Pd torna ad essere il primo partito col 34,69%, perdendo 10 punti rispetto alle precedenti regionali, ma recuperando abbondantemente sulle elezioni politiche ed europee. La Lega si attesta sul 31,95%, 12 punti sopra le politiche e sotto di 2 punti percentuali sulle europee. Fratelli d’Italia ottiene l’8,99%, M5S 4,74%. Se FI può sorridere in Calabria, non può fare altrettanto in Emilia Romagna dove, con il 2,56% registrato, quasi scompare dal tabellone.
Zingaretti e Bonaccini si sono affrettati a ringraziare tutti i collaboratori, ma non hanno dimenticato il contributo dato dalle “sardine” col loro modo di rendere viva la piazza e con un linguaggio che sembrava scomparso dal panorama politico. Non sappiamo se Salvini abbia voglia di rivedere la sua impostazione, ma qualche dubbio gli dovrebbe sorgere. Ci sono precedenti che dovrebbero farlo riflettere. La meteora Renzi insegna, ma anche lo sfaldamento dei Cinque Stelle ha un che di inquietante.
Tutti sono pronti a salire sul carro del vincitore, ma con la stessa velocità sono pronti a scendere. Di certo ha fallito l’obiettivo che si era proposto. Può succedere ma quello che a un politico non dovrebbe succedere è giocarsi tutto su una battaglia. Gli è già andata bene, sul piano della popolarità, con la scelta del Papeete anche se è risultata un fallimento, c’è da vedere se gli andrà bene anche questa volta. Anche FI non naviga in buone acque, pur avendo ottenuto la presidenza della Calabria. I Cinque Stelle sono allo sbando e in piena crisi di voti. E questo crea qualche ambascia sui programmi prossimi del governo. Ciò non toglie che Conte e Zingaretti abbiano tirato un grosso sospiro di sollievo!

Giovanni Barbieri

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