Pallerone: incontro emozionante con l’arte di mons. Marco Frisina

I direttori dei cinque cori della diocesi con mons. Marco Frisina (al centro)
I direttori dei cinque cori della diocesi con mons. Marco Frisina (al centro)

Serata speciale, indimenticabile, martedì 12 novembre, a Pallerone, con la presenza di mons. Marco Frisina, compositore di fama internazionale e autore di numerosi brani di musica sacra. Cinque cori della Diocesi hanno eseguito canti scritti dal musicista romano, autore, fra l’altro, di indimenticabili colonne sonore di serie televisive. Il parroco, don Francesco Sordi, ha spiegato che già in un’altra occasione, qualche anno fa, mons. Frisina era stato invitato a Pallerone, ma per sopravvenuti impegni di lavoro non aveva potuto presenziare. “Questa sera per noi è un onore – ha esordito il giovane parroco – accogliere un musicista, un sacerdote così famoso e conosciuto in tutto il mondo”. Al concerto ha assistito un pubblico delle grandi occasioni; presenti anche molti sacerdoti. Mons. Frisina, impegnato a predicare gli esercizi spirituali presso il monastero Santa Croce a Bocca di Magra, ha accettato volentieri l’invito, condividendo anche un momento di festa comunitaria: la serata infatti è stata l’occasione per intitolare il coro parrocchiale alla memoria di Rossano Pasquali, che per diversi lustri ha accompagnato con l’organo le funzioni religiose nella parrocchiale dedicata a San Tommaso Becket. Nel suo intervento introduttivo, il compositore romano ha sottolineato il valore del coro che è “a servizio della liturgia e che è espressione della comunità credente, del popolo di Dio”. Ha quindi invitato i coristi a continuare in questa attività, che ha lo scopo di mettere insieme le persone per un vero e proprio cammino di crescita comunitaria, rendendo così, con la loro voce, il culto a Dio e aiutando gli ascoltatori ad elevarsi verso il cielo.

Mons. Marco Frisina durante il concerto dei cinque cori diocesani
Mons. Marco Frisina durante il concerto dei cinque cori diocesani

Erano presenti cinque “scholae cantorum” provenienti da altrettanti comunità della diocesi: la corale della parrocchia della Madonna del Monte di Massa, la Cappella Musicale della Cattedrale di Massa, la Corale di Fossola e Gragnana, il Coro “Santa Cecilia” del Duomo di Pontremoli e la corale della parrocchia di Pallerone. Nella seconda parte del concerto, Frisina ha voluto elencare quelli che, dal suo punto di vista, rappresentano alcuni “peccati” dei coristi e dei direttori. “Il coro – ha detto – è una vera e propria scuola di vita che suppone il rispetto di tutti. Pertanto è necessario imporsi delle regole, tra cui la puntualità alle prove e l’umiltà del cuore per accostarsi alla musica con spirito di servizio. Poi occorre guardarsi dalle divisioni che possono insorgere e che sono sempre opera del demonio. Quando c’è una comunità il diavolo cerca sempre di mettere casa. Egli è nemico della Creazione perché vuole distruggere tutto ciò che è buono e bello, rallentando così il compimento della salvezza. Infine, i direttori devono avere a cuore che non solo il Coro canti bene ma anche tutta l’assemblea perché è un suo dovere e diritto intervenire nella celebrazione. Nella liturgia, il canto sacro è finalizzato alla lode di Dio e alla santificazione dei fratelli: quando un gruppo riesce a fare questo prova una grande gratificazione. Papa Francesco qualche tempo fa ha detto, parlando alle corali riunite a Roma che ‘la musica unisce ed eleva’: mette in comunione persone diverse fra loro e nello stesso tempo ci trasporta verso l’alto. Ecco: questo è dunque lo scopo di un coro da chiesa”. Mons. Marco Frisina ha concluso con un invito rivolto proprio a coristi: “Vivete con amore questo servizio alla liturgia, per rendere lode a Dio e per aiutare le persone a sentirsi più fratelli”. La serata si è quindi conclusa con un momento di fraternità allestito nei locali della parrocchia. R.B.

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