Piagna il nome dell’abitato con origini nel II sec. a.C. in età ambro-ligure. Oggi è Pontremoli

Alcuni nuovi contributi di Giampiero Bertoni su toponimi liguri presenti nell’area pontremolese: Biedla, Piagna, Piagnaro, Bambarone. La stele trovata nella valle del Gordana

37pontremoli_panoramaPer diletto e competenza Giampiero Bertoni si gode gli anni di quiescenza dalla professione docente e dagli incarichi amministrativi dedicandosi anche a studi di linguistica, specificamente di etimologia e toponomastica. Per la zona sulle sponde del Verde e del Magra non ci sono documenti anteriori al 1495 perchè distrutti dall’incendio di Pontremoli da parte dei mercenari svizzeri del re di Francia Carlo VIII. Per dare significato alla toponomastica si possono prendere in considerazione solo l’ambiente naturale scelto sempre per abbondanza di acqua, i nomi di luogo, presenti nella parlata dialettale ma non riportabili a una categoria linguistica conosciuta, e la tradizione. Il Corriere Apuano ha già pubblicato contributi e ipotesi di Bertoni sul topononimo Pontremoli, che con annotazioni filologiche piuttosto complesse fa risalire a “fonte nel pendio” con richiami a “i funtanin d’vardena”, la trasformazione della consonante iniziale “f” in “p” e altri passaggi portano al nome attuale.
Bertoni ha inviato ora altri contributi storici e filologici su un territorio che ritiene abitato dai Liguri-Ambrones (per Plutarco così autodefinitisi in guerra contro Mario) sottomessi ai Romani, prendevano nome dall’abilità nel formare oggetti ornamentali con l’ambra, resina fossile di colore giallo-scuro che di solito include insetti. Invece la statua stele mutila ritrovata a S. Cristoforo, realizzata nell’arenaria di monte Burello e il sepolcreto di Mondagnè ad Arzelato sono reperti archeologici preistorici che documentano l’operosità delle antiche popolazioni presenti in val Gordana.

La statua stele venuta alla luce a San Cristoforo di Gordana (Pontremoli, Museo delle Statue Stele Lunigianesi)
La statua stele venuta alla luce a San Cristoforo di Gordana (Pontremoli, Museo delle Statue Stele Lunigianesi)

Bertoni esperto di geologia osserva che la statua stele è in arenaria, roccia che non è presente in tutta la vallata alla destra del torrente Mezzemola e a San Cristoforo dove ci sono rocce di natura calcarea, dunque la statua vi sarebbe stata trasportata ma costruita in una cava di monte Burello la zona più vicina con rocce di arenaria. I Liguri furono poi dispersi verso le valli e i valichi appenninici fino ai territori della Provenza.
“Il termine Ambrones – osserva Bertoni – è presente nella tradizione di Pontremoli perché è la voce costitutiva del toponimo Bambarone, l’area sulla destra del torrente Verde di fronte all’abitato di La Biedla.
La parlata popolare ne ha accentuato la sonorità con un passaggio spontaneo di “allitterazione di consonante”, cioè con l’anticipo e ripetizione della consonante “b”, e da Ambrones è passata a B-ambrones; l’esigenza poi di facilitare la pronuncia ha provocato l’ “epentesi”, cioè l’inserimento della vocale “a” tra le tre consonanti, ottenendo la voce Bamb-a-rones da cui il toponimo Bambarone” .
Tribù ambro-liguri si rifugiarono anche sulle rive del fiume Magra. La loro presenza fa ritenere a Bertoni che pure i termini Piagna e Biedla siano, per il principio di esclusione, di origine ambro-ligure in quanto “non attribuibili ad alcun altro linguaggio”. Piagna è il nome conservato per il paese nella valle di Rossano appena sotto la linea di displuvio tra il Gordana e il Teglia.
La Piagna, in Valdantena, lungo il percorso appenninico di una viabilità romana che collegava Luni con Parma, ritrovata in recenti scavi archeologici, è l’abitato “sorto nell’area in cui c’era un antico insediamento ambro-ligure. Piagnaro, infine, è il nome dell’abitato romano avvenuto nel luogo dell’insediamento ambro-ligure di Piagna, termine autoctono ibrido” contaminato col suffisso romano “ro” indicante luogo: Piagnaro quindi starebbe a significare “luogo di Piagna”, nel passato gli è stato attribuito il significato, unanimemente condiviso, di luogo delle piagne, le sottili lastre arenacee usate per la copertura dei tetti.
La Biedla è il nome dell’abitato sotto il Piagnaro a ridosso del canale artificiale che utilizzava le acque del Verde per scopi fognari e per annaffiare gli orti dando il nome anche a un ortaggio. In val Gordana a San Cristoforo biedle detto anche biedal è il canale artificiale che alimentava il mulino dei Ferrari a Gratola. I termini piagna e biedle sono stati assunti nel latino volgare “senza traduzione o adattamento per mancanza di vocabolo latino equivalente. I vocaboli, inoltre, non sono conosciuti né dal Vocabolario della lingua italiana né dal “Longoparole” dizionario di tutte le parole italiane che derivano dal longobardo”.
Ogni ricerca sui Liguri è faticosa e incerta perché le fonti storiche sono molto scarse e stereotipate, la loro lingua non è sopravissuta in nessuna lingua moderna, ne conosciamo solo poche glosse tramandate da autori classici e concernenti soprattutto il lessico agricolo-pastorale, e alcuni idiotismi da cui si può dedurre che era una lingua non indoeuropea, di tipo mediterraneo.

(m.l.s.)

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