Alimentazione, troppo cibo nei cassonetti: “Ciò che sprechiamo è il pane dei poveri”

41spazzaturaÈ stata celebrata, da poco, la Giornata mondiale dell’ alimentazione, indetta per ricordare l’anniversario della data di fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’ alimentazione e l’agricoltura sotto la sigla Fao, fondata il 16 ottobre del 1945 a Québec (Canada). Dal 1951 la sede dell’ente è stata trasferita da Washington a Roma nel palazzo omonimo. Conta circa 194 Paesi membri. Un’agenzia con l’obiettivo primario di aumentare la produttività agricola e migliorare la vita delle popolazioni rurali, contribuendo alla crescita economica mondiale con programmi formulati ad hoc, gestendo fondi stanziati dai Paesi industrializzati, da banche o altre istituzioni per ridurre la fame cronica che, purtroppo, esiste in una larga fetta di questo nostro mondo dove la giustizia rimane un miraggio ed un’utopia.
La malnutrizione colpisce una persona su tre nel pianeta, pertanto urgono sistemi alimentari sani e sostenibili. Gli ultimi dati, emersi dalla Giornata mondiale, non possono lasciarci indifferenti e interpellano le nostre coscienze ed il nostro modo di vivere in Occidente.
Nonostante i richiami dei medici e degli esperti nel settore dell’alimentazione, mangiamo troppo e male dando stura alle tante malattie derivanti dal sovrappeso, o peggio ancora, dall’obesità, a partire da quelle cardiocircolatorie che causano ogni anno un crescente numero di vittime.
In aggiunta, ogni giorno solo noi italiani gettiamo nei cassonetti dell’immondizia parecchio cibo di ogni genere per una somma annua di circa 450 euro a nucleo familiare; a questa va aggiunto il costo per lo smaltimento dei rifiuti. La Fao parla di 820 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo.
Coldiretti dice che in Italia, lo scorso anno, 2,7 milioni di connazionali, fra cui molti bambini, sono stati costretti a chiedere aiuto per mettere qualcosa nello stomaco. Insomma, da una parte si muore per il troppo cibo, dall’altra per totale denutrizione.
Due facce della stessa medaglia in netta contraddizione. Eppure ciascuno di noi può fare la propria parte per abbattere lo spreco alimentare e contribuire ad eliminare la piaga della fame. Secondo la Fondazione Barilla, annualmente finiscono nell’immondizia 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti, un terzo della produzione globale. L’avanzata tecnologica ha sviluppato una serie di applicazioni scaricabili dai nostri smartphone per correggere le tante, troppe errate abitudini alimentari fra cui “Too good to go” (Troppo buono per essere buttato), che consente ai consumatori di comprare gli alimenti principali, a prezzi molto bassi, per evitare che i commercianti riempiano i cassonetti con cibi buoni ma invendibili il giorno successivo.
Poteva Papa Francesco tacere su una questione così importante ed urgente? Sicuramente no. “Quello che sprechiamo, ha ribadito, è il pane dei poveri. È crudele e paradossale che ci sia cibo per tutti. E non tutti possano accedervi”. Parole che sono ogni volta pillole di saggezza che mai dovrebbero cadere nel vuoto.

Ivana Fornesi