Aulla: per la Ditta Costa si torna a parlare di delocalizzazione

Mozione approvata in consiglio ad Aulla dalla solo maggioranza dopo l’uscita dall’aula delle opposizioni. Dure le polemiche nei giorni successivi. L’ex sindaca Magnani “si è dimostrato che l’amministrazione non sta facendo niente per Albiano”. La replica “fu lei a non richiedere la VIS per fermare l’azienda”

La sede della ditta Costa ad Albiano Magra
La sede della ditta Costa ad Albiano Magra

Decisamente una settimana incandescente per quanto concerne la tematica della ditta Costa, l’azienda che lavora i rifiuti ad Albiano Magra e sulla cui storia tante battaglie sono state fatte nel corso dei decenni. Se ne è ritornato nei giorni scorsi a parlare a seguito della notizia che la Regione Toscana ha rilasciato l’Autorizzazione Integrata Ambientale a favore della ditta, che le consentirà di lavorare 140mila tonnellate di rifiuti annue dalle attuali 90mila, pur pendendo ancora sull’Aia la possibilità di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Un tema caldo che ha infiammato gli animi e che ha poi portato al consiglio comunale straordinario che si è tenuto ad Aulla lunedì 21 ottobre. Un dibattito davvero infuocato in cui è emersa la parola magica “delocalizzazione”, concetto di cui si parla ormai da molti anni, su cui tutti teoricamente sarebbero d’accordo (la stessa ditta si sarebbe dichiarata disponibile) ma che nessuno è mai riuscito a portare avanti in maniera convincente.

L'ex sindaco di Aulla Silvia Magnani
L’ex sindaco di Aulla Silvia Magnani

Per questo, i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’aula dopo che dalle file della maggioranza è apparso un documento in cui si impegna il consiglio comunale ad attivarsi per trovare “una soluzione finalizzata alla delocalizzazione della società Costa Mauro in una zona al di fuori del territorio urbanizzato e, preferibilmente, al di fuori del Comune di Aulla”. Dura la replica delle opposizioni nei giorni successivi “Il consiglio comunale straordinario ha avuto un unico risultato positivo: far comprendere ai cittadini di Albiano che l’amministrazione nulla ha fatto e ancor meno farà per mantenere le promesse elettorali che impegnavano a risolvere l’annosa vicenda della Costa Rifiuti che, recentemente, ha avuto addirittura la possibilità di aumentare di ulteriori 40.000 tonnellate la massa di rifiuti indifferenziati trattati nei suoi capannoni”. Lo scrive il consigliere di minoranza ed ex sindaco Silvia Magnani, per la quale i cittadini di Albiano sono stati “raggirati e illusi con false promesse”. Secondo l’ex sindaco queste sono le “verità” della vicenda: “Pur essendo a conoscenza della decisione della Regione di consentire un aumento di rifiuti trattati dalla Costa, il sindaco Valettini ha taciuto per mesi; l’amministrazione Valettini/Cipriani, vantando solidi rapporti con amministratori e consiglieri regionali, aveva illuso gli Albianesi circa la possibilità di una delocalizzazione dell’azienda: non è stato così ed è evidente che i legami con gli amministratori e i politici regionali sono millantati”. A stretto giro di posta arriva l’altrettanto dura risposta de gruppo di maggioranza “Aulla nel cuore” “Chi crede alle parole della consigliera di minoranza Silvia Magnani, è chiaro che non conosce nulla delle questioni che gli abitanti di Albiano Magra hanno vissuto. D’altronde, Albiano, sotto il suo mandato, ha combattuto da solo la propria battaglia, senza un sindaco degno di accompagnare i suoi abitanti lungo un percorso tortuoso, ma durante il quale la figura del primo cittadino era fondamentale”. Infatti secondo il gruppo di maggioranza “Silvia Magnani è sicuramente fondamentale nella vicenda Costa Mauro, che oggi vede consegnare alla ditta l’autorizzazione di ulteriori 50mila tonnellate all’anno di rifiuti da smaltire. Quando fu il momento, fu lei a non richiedere la Valutazione di Impatto Sanitario, l’unico documento che poteva fermare la ditta e che avrebbe potuto dare respiro alla cittadina di Albiano. Oggi, nonostante le sue gravissime inadempienze, cerca di nascondersi dietro a offese gratuite che, ancora non ha capito, nobilitano il prossimo, invece di indebolirlo, per affondare sempre di più la sua persona e il suo operato”. Intanto il gruppo “No Costa”, guidato dal leader storico Walter Moretti, ha presentato un esposto/denuncia alla Procura della Repubblica di Massa e di Firenze chiedendo l’annullamento dell’Aia che consento alla ditta Costa di lavorare 140mila tonnellate di rifiuti annue dalle attuali 90mila.

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