Carosello: venti anni di pubblicità e televisione

Una bella mostra alla Fondazione Magnani-Rocca. Fino all’8 dicembre a Mamiano di Traversetolo manifesti, oggetti e filmati di una presenza che ha fatto storia. Un tuffo nei ricordi per chi l’ha vissuta, una scoperta per gli under 50

La Linea, personaggio ideato da Osvaldo Cavandoli
La Linea, personaggio ideato da Osvaldo Cavandoli

Chi si avvicina ai cinquant’anni o li ha superati ha a disposizione una mostra nella quale rivivere molte delle emozioni provate davanti a quel piccolo (allora lo era davvero!) schermo in bianco e nero sul quale andava in onda Carosello con la sua pubblicità garbata e senza eccessi, spot dal ritmo lento che si trasformavano in spettacolo. Un programma vero e proprio, incastonato tra la fine del telegiornale e la “prima serata”. E chi non lo ricorda, perché troppo giovane, avrà modo di scoprire… tutto quello che si è perso!
“Carosello, pubblicità e televisione, 1957-1977” è la mostra inaugurata il 7 settembre scorso e allestita fino all’8 dicembre dalla fondazione Magnani-Rocca nei locali a piano terra della villa di Mamiano di Traversetolo, quella “villa dei capolavori” che oltre alla collezione permanente ospita mostre di grande interesse.

Una delle sale della mostra alla Fondazione Magnani-Rocca
Una delle sale della mostra alla Fondazione Magnani-Rocca

Questa volta l’attenzione dei curatori è andata ad un tema all’apparenza facile e leggero, ma che nasconde dietro il velo dell’innocenza, un complesso mondo di relazioni sociali, economiche e commerciali unito all’evoluzione di una società che, per la prima volta, trovava le condizioni per aspirare ad una crescita complessiva e alla scalata delle classi.
Dietro a Carosello c’era il consumo, un mondo di beni sempre sognati e che ora venivano mostrati a portata di mano, di quelli che – come gli elettrodomestici – si vagheggiava fossero presenti in tutte le case americane.

Bozzetto per la pubblicità del Cafè Paulista di Armando Testa
Bozzetto per la pubblicità del Cafè Paulista di Armando Testa

Per i grandi “Carosello” era un mondo di fiaba, una piacevole parentesi di sogno ad occhi aperti tra le difficoltà della vita di ogni giorno; per i piccoli rappresentava una delle rare occasioni di divertimento proposte da una televisione appena nata, oltre che la ben nota soglia oltrepassata la quale non c’era altro che… il letto!
Nel percorso della mostra il visitatore si immerge subito in una ricca galleria di rari manifesti pubblicitari di quegli anni, che arrivano soprattutto dalle collezioni dello CSAC di Parma, del Museo nazionale di Treviso e della Galleria “L’Image” di Alassio.
35carosello3Senza dimenticare l’Archivio Storico Barilla che oltre ad aver messo on line un patrimonio di 67mila documenti ha messo a disposizione per l’esposizione numerosi caroselli di mezzo secolo fa con protagonista una giovane Mina. Davanti alle postazioni video nelle migliori pubblicità di Carosello sfila un’incredibile carrellata dei più famosi nomi del mondo dello spettacolo dell’epoca.
35carosello6Infine gli oggetti, i gadget che le industrie mettevano a disposizione dei consumatori con le raccolte punti: da quelle della Mira Lanza a anche quelle della Invernizzi (in mostra le ambitissime Susanna Tutta Panna, la Mucca Carolina e il coccodrillo Camillo).
E poi ci sono loro, le agenzie pubblicitarie, quelle sconosciute ai più, il regno di imprenditori e fotografi che hanno costruito imperi commerciali e che con le loro trovate e campagne hanno condizionato il mercato: i nomi scorrono accanto ai manifesti, su tutti quello di Armando Testa, ma anche di un ragazzo le cui foto per una marca di jeans fecero così scalpore da suscitare roventi polemiche: Olivero Toscani.

(p. biss.)

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