In aumento gli incidenti mortali sul lavoro

 La tragedia dei quattro operai annegati in un’azienda agricola di Pavia

35lavoroÈ dura apprendere che i luoghi del lavoro continuano a essere insicuri. La tragedia avvenuta in un’azienda agricola di Arena Po (Pavia) ci ricorda che ci sono ancora persone che non tornano a casa alla fine della giornata. La morte dei quattro operai è avvenuta a seguito della loro caduta in una vasca di liquami determinata da generosi tentativi di soccorrersi a vicenda. Delle 4 vittime, tutte di origini indiane, due erano fratelli, titolari dell’allevamento di bovini e due dipendenti, assunti da poco e regolarmente.
In mancanza di testimoni diretti, l’ipotesi più probabile è che il primo si sia calato per sbloccare una saracinesca e gli altri, nel tentativo di salvarlo, siano scesi a loro volta nella vasca rimanendo asfissiati per le inalazioni e morendo per affogamento.
“Una tragedia agghiacciante e una sconfitta per tutti”: così ha commentato il fatto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. Proprio negli stessi giorni l’Inail ha pubblicato dati che certificano l’aumento degli incidenti sul lavoro e testimoniano le difficoltà che si incontrano nel combattere una piaga che infligge sofferenza e dolore e danneggia la società.
35lavoro1Nei primi sette mesi del 2019 si contano 599 denunce di infortunio con esito mortale: il 2% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per contrastare il fenomeno c’è consapevolezza che la prevenzione sia la pratica più efficace. Lo conferma la varietà delle motivazioni che accompagnano i decessi e gli infortuni, dovuti spesso a inadempienze legislative nell’organizzazione dei processi lavorativi, nelle mancate precauzioni adottate dalle aziende. Altre volte ci sono origini derivate da strutture fatiscenti o da strumentazioni inadeguate.
Ma le cause possono essere originate anche da carenze culturali, da imprudenze e distrazioni dovute a consuetudini, da pressioni legate alla voglia di conseguire un risultato. A volte le ragioni si sovrappongono e si confondono. Le leggi, le norme e le ispezioni sono importanti, ma per ridurre il pericolo c’è anche bisogno di un impegno educativo, perché ognuno deve assumersi le proprie responsabilità e tutti dovrebbero acquisire la consapevolezza che la vita è più preziosa di un qualsiasi compito da portare a termine. Purtroppo le morti sul lavoro sono solo un primo aspetto della sicurezza.
I dati dell’Inail ci ricordano anche che nei primi sette mesi sono aumentate anche le denunce per malattie professionali: oltre le 38mila, mille in più. Le prime quattro patologie colpiscono il sistema osseo, il sistema nervoso, l’orecchio e il sistema respiratorio. Gli indicatori ci ricordano la difficoltà nel migliorare la qualità del lavoro. Non è sufficiente, infatti, creare posti di lavoro. In una società dove i contratti sono sempre più flessibili è molto importante curare la sicurezza, perché essere precari aumenta la disponibilità a correre rischi.

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