De Bortoli a Montereggio: ci salveremo solo se riscopriremo il senso civico

La Festa del Libro e il Festival della Mente, due eventi di qualità

34Montereggio_monumentoMontereggio  – Sarzana due luoghi diversi per collocazione geografica, per numero di abitanti ma vicini per eventi di qualità. Il paese dei librai, dal 24 agosto al 1 settembre ha esibito un calendario  di  incontri con autori di tutto rispetto, coniugando gli interventi di scrittori e intellettuali locali con quelli di personaggi più famosi quali Lella Costa, Antonio Padellaro, Carlo Freccero, Paolo Del Debbio…
Abbiamo partecipato venerdì 30 agosto alle ore 21 all’incontro con Ferruccio De Bortoli che presentava il suo libro “Ci salveremo”. L’occasione di ascoltare un attento osservatore della politica italiana, un acuto analista di fatti sociali, oltre che un esperto economista, si è rivelata preziosa. Il numeroso pubblico presente è stato intrattenuto dal giornalista…informato sui fatti che ha affrontato le questioni principali partendo proprio dal titolo del suo libro: ci salveremo da noi stessi, ha detto, dai nostri difetti, a partire dai nostri pregi, dalle nostre ricchezze  che non sono poi così poche: abbiamo un grandissimo capitale sociale, una grande storia, una grande economia, siamo una delle potenze culturali del mondo.
Sollecitato dalle domande De Bortoli affronta varie tematiche: l’evasione fiscale, l’emarginazione di donne dal lavoro e dalla vita pubblica, il neooscurantismo verso il sapere e verso chi sa, il non senso del decoro negli spazi pubblici. Ci salveremo se riscopriremo il senso civico che in sostanza è il rispetto degli altri e a proposito del decoro degli spazi pubblici il giornalista si chiede: se le nostre regole non le rispettiamo noi come possiamo pretendere di farle rispettare a chi ha cultura, lingua, religione, diversa dalla nostra? Porta poi l’esempio delle bandiere che talvolta appaiono sugli edifici pubblici strappate,  scolorite, offrendo un’immagine negativa delle istituzioni; è un problema di forma e la forma fa il contenuto e anche il modo di tenere la bandiera fa parte di una grande civiltà. I temi affrontati sono di stretta attualità: dal futuro dei giovani  al degrado dei costumi e del linguaggio, al bilancio dello Stato, non rinunciando a spiegare alcuni termini tecnici come le clausole di salvaguardia.
Ferruccio De Bortoli sa affascinare con il suo tono pacato con il quale esprime con decisione le proprie idee, non rinunciando a criticare senza mezzi termini ciò che a suo giudizio non va. Poi un po’ di relax sotto le stelle, nella bella piazzetta di Montereggio, circondati da libri e in una atmosfera che anche a De Bortoli sarà sembrata davvero speciale.
A qualche chilometro di distanza da Montereggio, a Sarzana, c’è il Festival della Mente, anch’esso ricco di eventi, ma che da qualche anno risulta, a nostro giudizio, in tono minore, rispetto alle prime edizioni della gestione Cogoli. Anche in questa sedicesima edizione constatiamo ad esempio che alcuni relatori si limitano a raccontarsi attraverso i loro progetti, come dire: ‘io so questo’. Può andare bene anche così ma avremmo preferito talvolta un’articolazione diversa della relazione. Sarzana come negli anni precedenti si riempie di gente, un po’ di libri si vendono, bar e ristoranti sono in piena attività. Insomma qualcosa ad ogni modo si muove in quei tre giorni.
Fra gli eventi ai quali abbiamo partecipato un paio ci sono sembrati particolarmente interessanti: quello di Mauro Agnoletti ‘Quale paesaggio per il futuro dell’Italia e del mondo?’ e l’affascinante documentario e successiva relazione di David Monacchi ‘Frammenti di estinzione’, sui suoni e quindi animali e piante, in via di estinzione.
Chiusi i battenti del Festival della Mente, ora ci attende Modena con il suo Festival, l’appuntamento più bello con la filosofia, con un ricco programma che interessa anche Carpi e Sassuolo e un’organizzazione perfetta. Un’esperienza davvero unica che dovrebbero fare anche studenti e docenti delle nostre scuole, un buon modo per iniziare l’anno scolastico sotto il segno della filosofia: ce ne sarebbe davvero bisogno.

Fabrizio Rosi

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