L’economia provinciale davanti alla sfida dell’innovazione

Presentato a Massa il Rapporto Economia 2018 della Camera di Commercio. Digitale e internazionalizzazione le carte da giocare per la crescita del tessuto economico locale.

Industria 4.0Una crescita del Pil provinciale dello 0,6% (0,8% in Toscana e 0,9% a livello nazionale) contro l’1,1% dell’anno precedente; un tasso di disoccupazione in discesa (10,4%) ma ancora tra i più alti del Centro-nord Italia; quasi 9 mila persone in cerca di occupazione, 788 abitanti in meno – 5.564 se si prende in considerazione l’ultimo quinquennio: sono questi i “fondamentali” che potrebbero sintetizzare l’economia provinciale del 2018. A fornirli l’Istituto di Studi e Ricerche (ISR) della Camera di Commercio, che li ha presentati lo scorso 4 luglio a Massa. I dati di contesto presentati dai ricercatori dell’ISR raccontano di un’economia in cui le difficoltà storiche del sistema produttivo locale permangono: la continua contrazione del credito alle piccole imprese (-1,7%), il crollo numerico delle imprese edili (600 imprese e 2 mila addetti in meno dal 2010 ad oggi, nonostante il miglioramento del settore nel 2018), l’ulteriore calo di presenze nelle strutture turistiche (dal 2000 la nostra provincia ha perduto 3 milioni di presenze stanziali, di cui l’85% per il calo nelle case per vacanza). Sono alcuni dei dati che suffragano le stime di bassa crescita economica e i numeri sull’occupazione provinciale. Ma il Rapporto di quest’anno – una preziosa “miniera” di dati e considerazioni su cui torneremo nelle prossime settimane – mostra anche un tessuto economico in trasformazione. Se prosegue la diminuzione delle imprese artigiane, per esempio (85 in meno rispetto al 2017, 727 in meno rispetto al 2012), si osserva che nel settore, che conta ancora 11 mila addetti in provincia, diminuiscono le imprese che occupano muratori e imbianchini e aumentano quelle di giardinieri, addetti alle pulizie, tatuatori, addetti alla cura degli animali e pure i wedding planner. Ma anche il settore industriale presenta importanti novità. Nel 2018, rispetto al 2017, la produzione ha registrato un più 7,9%, il fatturato è cresciuto dell’8,2%, l’occupazione nel settore è aumentata del 2,8% e gli ordini del 9,3%. Dati positivi che, se analizzati più in profondità, dicono anche che la produzione aumenta molto di più nelle imprese vocate all’internazionalizzazione e all’export (+16%) rispetto a quelle orientate al mercato interno (-3%). L’internazionalizzazione – quella “virtù” che ha tenuto in piedi gran parte del sistema produttivo nazionale durante i peggiori anni della crisi – va di pari passo con la digitalizzazione, altro ambito in cui si sta facendo largo un cambiamento importante. Secondo un’indagine condotta direttamente dall’ISR, il 37% delle imprese industriali della provincia ha avviato un processo di digital transformation utilizzando la tecnologia 4.0 e/o la comunicazione digitale per riconfigurare gli aspetti chiave della propria azienda. Non solo: nei prossimi due anni un’impresa su 3 acquisterà tecnologie 4.0. Il 21% degli investimenti riguarderà sistemi di robotizzazione;seguono quelli sulle macchine a controllo numerico di ultima generazione e sul cloud (15%). A fine 2018, sono presenti a Massa-Carrara 387 imprese digitali (dal commercio via Internet agli Internet service provider, dai produttori di software a chi elabora dati o gestisce portali web) che danno lavoro a circa 1.200 addetti: numeri inferiori alla media regionale e nazionale ma che mostrano come un percorso sia stato intrapreso, con risultati incoraggianti:in termini di crescita del fatturato, le imprese digitali sono più dinamiche rispetto alla media delle imprese locali. In sintesi, dalla presentazione del Rapporto emerge come chiave di volta il tema dell’innovazione: i nuovi scenari economici mostrano come l’innovazione e l’apertura siano condizioni necessarie per il successo del tessuto economico locale, sia nei settori industriali che in quello dei servizi, a partire dal commercio. Secondo i dati presentati nel Rapporto, nel 2018 il fatturato totale del commercio al dettaglio ha subito una forte battuta d’arresto, stimabile in un -3,0% del fatturato e addirittura in un -7,2% dell’occupazione. Tale dinamica negativa non risparmia nessuno, tra settori, tipologie distributive (compresa la grande distribuzione) e zone di riferimento. Le storiche debolezze della domanda locale e il boom dell’e-commerce e sono le principali cause della crisi, contro la quale un numero ancora troppo basso di imprese locali sta cercando di correre ai ripari con azioni di web marketing e digitalizzazione.

(Davide Tondani)

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