“Tra via Roma e la via Păl”, bande” e giochi di ragazzi nella Pontremoli degli anni Cinquanta

Presentato al teatro Cabrini il libro di Pierangelo Coltelli 

27libro_Coltelli1La prima impressione è anche la più logica: “Tra via Roma e la via Păl” di Pierangelo Coltelli, a cominciare dal titolo, non può che essere un libro che guarda con nostalgia ai bei tempi andati dell’infanzia felice. Ma oltre ad essere logica, questa considerazione si rivela fallace e incompleta, sia dopo la lettura del libro che dopo la presentazione che dello stesso è stata fatta, sabato scorso, al teatro Cabrini.
Sul palco, assieme all’autore, Luciano Bertocchi, incaricato della presentazione dell’opera; il sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini; due dei personaggi più significativi della “banda di Cicci”: Stefano e Vince; Franco Tonucci e Raffaele Ciambrone, rispettivamente autori della pre e della postfazione; Antonella Bonvicini, presidente dell’associazione “Cio nel cuore”.
27libro_ColtelliLe due ore abbondanti della manifestazione sono scorse via piacevolmente, grazie alla sapiente alternanza di momenti di riflessione anche importanti con interventi di alcuni protagonisti delle “bande” ricordate nel libro e letture di brani tratti dallo stesso ad opera di Gabriella Franchini, Domenico Bertoli e Giacomo Lisoni. Anche se lo stesso autore, nell’introduzione, dichiara che non era sua intenzione quella “di scrivere la storia delle bande di Pontremoli” dei “gloriosi anni Cinquanta”, tuttavia molte sono le pagine dedicate al tema.
27libro_Coltelli2In “Tra via Roma e la via Păl” predomina sicuramente “la banda di Cicci” (Piergiacomo Tassi, scomparso poco più di un anno fa), ma si può dire che tutti i gruppi nei quali al tempo erano divisi (spesso sulla base dell’appartenenza al rione, ma non solo) i ragazzi di Pontremoli siano presentati in modo esaustivo. Per aiutare la comprensione del fenomeno, Coltelli inquadra il periodo storico, sia a livello nazionale che cittadino, presentando alcuni riferimenti demografici e riproponendo alcuni momenti particolarmente significativi della vita pubblica del tempo. Infine, ha sentito il bisogno, sono le sue parole, “di aprire l’album della mia famiglia e di sfogliarne poche pagine” con particolare riferimento al nonno materno.
Ma, dicevamo sopra, “Tra via Roma e la via Păl” non è tutto qui. È lo stesso Coltelli, sempre nell’introduzione, ad aprire l’argomento delle differenze di vita tra i ragazzi di ieri e quelli di oggi. Un tema ripreso ed ampliato dagli autori della pre e postfazione. Sia Tonucci che Ciambrone assegnano al libro una funzione più “nobile” di quella della semplice rivisitazione nostalgica del passato.
Il lavoro di Coltelli diventa allora un invito ad una seria riflessione sulle differenze tra il modo di vivere l’infanzia in quel tempo ormai lontano e quello attuale; tra i bambini di ieri lasciati liberi di giocare con i loro coetanei e quelli di oggi che non hanno più un tempo davvero libero; tra bambini che dal confronto con i loro coetanei traevano lezioni che sarebbero servite per formare l’adulto di domani e bambini che sembrano essere liberi soltanto di sedersi annoiati davanti al televisore o al tablet.
Nasce da questa consapevolezza l’auspicio espresso da Tonucci che i genitori possano tornare a dire ai loro figli: “Domani puoi andare a scuola da solo”, oppure: “Nel pomeriggio puoi andare a giocare con i tuoi amici”.

(a.r.)

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