Docili alla provocazione dello Spirito Santo

Riflessioni sulla Veglia di Pentecoste a Luni

Ci giunge, in riferimento all’esperienza della  Veglia di Pentecoste di Luni, questa riflessione che pubblichiamo in forma anonima come contributo all’approfondimento di un’esperienza di Chiesa che è ormai diventata appuntamento partecipato e fondativo che caratterizza la vita della nostra diocesi e come stimolo all’arricchimento personale.

veglia_Luni_2017aGiungi a Luni che ormai è sera inoltrata e scopri una via illuminata che ti porta davanti ad un prato immenso, illuminato a giorno con tanta gente, seduta o in piedi, che parlano tra loro, a gruppi. Il clima è di grande serenità, in sottofondo una musica vaga che però fa piacere. Tra le sedie corre una guida rossa adagiata sull’erba che porta ad un palco, in fondo al prato, dove campeggia un quadro della Madonna e una croce immersi tra i fiori.
La scena è molto bella. C’è nell’aria una attesa, improvvisamente rotta dal canto. Il coro è a lato del palco, sono tanti i cantori, eleganti, bravi, gioiosi nel loro esprimersi. Il complesso musicale che li accompagna coinvolge tutti. Un numeroso gruppo di giovani e ragazzi entra nella assemblea dal fondo del prato, accompagna il vescovo.
veglia_Luni_2017bÈ un momento bello. I ragazzi e i giovani hanno un loro spazio, in prima fila, accanto al sindaco di Luni, sono vestiti di tanti colori, danno un senso di festa alla grande assemblea riunita. Sono proprio i ragazzi a dare inizio alla Veglia, proponendo una descrizione dell’azione dello Spirito Santo molto bella e profonda. Poi la preghiera del vescovo, la lettura della Parola di Dio e di un brano della esortazione apostolica “Christus vivit”.
È il momento delle testimonianze. Una famiglia che ha accolto come figli, bambini e ragazzi bisognosi di affetto. Un giovane che si è impegnato come animatore. Un anziano che ha vinto la tentazione del lavoro e si è donato nuovamente alla famiglia.
Lo Spirito opera grandi cose. La parola del vescovo è risuonata forte e sicura. Luni e il suo ruolo nella vita della nostra Chiesa, che docile si lascia provocare.
Due le sfide: i giovani e i poveri. È tempo di lasciarci interpellare e provocare, soprattutto in questo tempo di crisi culturale e sociale. I giovani sono il futuro, i poveri sono una sfida alle nostre sicurezze. Un discorso che è penetrato in tutti, profondamente. Poi i gesti belli della preghiera, dell’omaggio a Maria, del dono degli animatori, del ricordo della serata, consegnato a tutti dai ragazzi.
Al termine della Veglia, un momento di sollievo con tante cose da gustare e da bere. Ce n’è stato davvero per tutti. Siamo tornati a casa felici, abbiamo vissuto una serata straordinaria di preghiera, di ascolto, di comunione. Luni, ancora una volta ha fatto il miracolo, ci ha costretti a riscoprire la bellezza e la gioia che lo Spirito dona a chi lo accoglie.

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