Ceccardo Roccatagliata Ceccardi padre dei cantori della terra ligure

Nel centenario della morte della voce poetica più autentica dell’inizio del Novecento in Lunigiana. Un convegno alla Spezia e a Mulazzo

16Ceccardo_Roccatagliata_CeccardiDi temperamento non comune ma privo di disciplina è Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, nato a Genova nel 1871 e lì morto il 3 agosto 1919, ma noto come il poeta di Ortonovo perché, dopo la separazione dei genitori, segue la madre che torna nel paese natale lunigianese.
Viene riconosciuto dai suoi contemporanei e dalla critica letteraria la voce poetica più autentica dell’inizio del Novecento in Lunigiana e in Liguria e di contatto con la cultura italiana ed europea. Eugenio Montale si occupò di lui in alcuni scritti e lo dice “padre dei cantori della terra ligure, poeta elegiaco e paesista”.
La sua esperienza di vita è di costante disagio.
Abbandona gli studi universitari a Parma, si dà al giornalismo, scrive nel 1894 il testo politico “Dai paesi dell’anarchia” in cui condanna i metodi repressivi del governo Crispi contro la protesta dei cavatori carraresi, nota come i fasci di Lunigiana. Conosce continue difficoltà economiche, aggravate dopo il matrimonio con Francesca Giovanetti di Pieve Pelago e la nascita del figlio Tristano, abbandona la famiglia dopo un violento litigio e si avventura “verso il mondo e verso il nulla” come scrive a Manfredo Giuliani, col quale promuove a Pontremoli nel 1906 il gruppo “La Giovane Apua”, un locale movimento d’avanguardia, per un “rilancio regionalistico” che comporti rinnovamento “negli spiriti, nelle tendenze, nelle forme di vita”, scrive Pietro Ferrari collaboratore insieme a Paride Chistoni, Ubaldo Formentini, Corrado Martinetti.
16CeccardoL’impegno politico e sociale nei primi anni del Novecento è vivace a Pontremoli, testimoniato dal giornale socialista “La terra”, dal giolittiano “A noi”, dal cattolico “Il Corriere Apuano”. Il culto di Dante nell’anniversario della pace di Castelnuovo Magra del 1306, la battaglia per creare la provincia della Spezia si saldano con “il rifiuto del passato e l’atteggiamento aristocratico di chi sa di essere portatore del futuro” (Vasco Bianchi).
Manfredo Giuliani vuole che la “Giovane Apua” si formi in un “isolamento disdegnoso”, sia polemica e combattiva , antifemminista, con pulsioni nazionalistiche. Ceccardo, riconciliato con la moglie, scrive l’epigrafe a Shelley a S. Terenzo di Lerici, nel 1908 incontra una prima volta D’Annunzio.
Vive nella miseria, gli amici pagano l’edizione di Sonetti e poemi, nel 1914 viene raccolto per strada a Genova come un barbone.
Si intriga in liti paesane e subisce processo, riprende una febbrile attività di conferenze e il 6 maggio 1915 presenta D’Annunzio a Quarto per il discorso infuocato a favore dell’intervento in guerra. Postuma viene pubblicata l’altra sua opera di valore poetico “Sillabe e ombre”.
Una vita di dolore e tribolazioni ma fertile di improvvise illuminazioni poetiche. Per il critico Carlo Bo uno studio su Ceccardo equivale a studiare “l’apparire di una poesia nuova in Italia”; per Francesco Flora la vera voce segreta di questo “poeta maledetto”con influenze significative dai simbolisti francesi è la pietà verso gli uomini e le cose.
16Ceccardo_sonettiLa nota più intensa dell’ispirazione ceccardiana è la caducità delle cose umane, l’essenza dell’uomo, le illusioni, le emozioni paesistiche espresse con immagini di riferimento pittorico impressionista.
Ma nei tredici sonetti del piccolo poema “Apua Mater”, composto nel soggiorno a Pieve Pelago, l’elegia del passato ”cosa sacra per conoscere noi stessi”, contrasta con i sentimenti libertari e l’ansia di progresso umano e civile espressi nelle altre poesie. Il tema dell’amore è fonte viva di ispirazione a cui classicamente fa riscontro il tema del dolore e della morte e un’angoscia religiosa.
Non mancano tracce eloquenti e retoriche di superstite influenza carducciana con esteriore sfoggio di cultura, avvertibili nelle “pennellate” in cui descrive le cittadine lunigianesi: Pontremoli è “ligure, costretta dentro il telaio delle quattro torri”, Luni è “deserta”, Filattiera “lineante al poggio alberi e tetti”, Bibola”romita”, Giovagallo, Lusuolo, Licciana sono “nido tacito di eroi”.
Nello scorso fine settimana alla Spezia e a Mulazzo si è svolto il convegno “Dal nostro Novecento 1919-2019 Ceccardo Roccatagliata Ceccardi. L’uomo ed il poeta fra Ottocento e Novecento”.

Maria Luisa Simoncelli

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