Assegnato il XXV premio Lunigiana storica

Nel castello di Terrarossa. Il borgo di Bibola e gli Statuti del feudo di Malgrate gli argomenti delle due tesi di laurea premiate

Il borgo di Bibola, nel territorio comunale di Aulla
Il borgo di Bibola, nel territorio comunale di Aulla

La cerimonia dell’assegnazione del Premio Lunigiana storica alla sua XXV edizione è stata celebrata al castello di Terrarossa sabato 30 marzo, in ritardo per la causa tragica della scomparsa di Pierluigi Belli presidente della Universitas Lunianensis e sindaco del Comune di Licciana Nardi organizzatore dell’evento. La figlia Fausta ha ricevuto una targa commemorativa e ha espresso molta gratitudine per questo riconoscimento al padre.
Il rituale non si è discostato dalle precedenti edizioni con la ripetuta cronaca della nascita, degli intenti e delle vicende successive del Premio: nato nel 1982 ha conosciuto qualche interruzione e ora si presenta con alcune innovazioni.
La cerimonia si è aperta col saluto del vice-sindaco reggente Michela Carlotti, la parola è passata al presidente Enzo Baldini che ha tenuto una piccola lezione cattedratica su relazioni e mappe depositate all’Archivio centrale di Milano sul feudo di Aulla, Bibola e Montedivalli, acquistato nel 1543 dal banchiere genovese Adamo Centurione per avere il controllo in una parte strategica della Lunigiana e poco dopo messo in vendita per sopraggiunte nuove situazioni familiari e politiche.

Castello e borgo di Malgrate
Castello e borgo di Malgrate

Il premio ha allargato l’orizzonte accogliendo anche tesi sul fenomeno degli emigranti lunigianesi in terre lontane, nel passato e ancora oggi in situazioni ben diverse. Per conto del presidente del Parco AppenninoTosco-Emiliano, impossibilitato ad essere presente, il suo vice Vignali ha sottolineato che la stessa grande dimensione rende necessario spostarsi molto e cercare relazione e dialogo continuo con le persone che abitano il Parco, ora riserva dell’Unesco e quindi si richiede ancora maggiore impegno per salvare la sua complessa biodiversità, la bellezza, l’identità paesaggistica e culturale: allo scopo si provvede costruendo anche archivi di memoria e ricerca.
Ha vinto il Premio Lunigiana storica Silvia Simonelli, con laurea magistrale in Ingegneria edile e architettura conseguita all’Università di Pisa con la tesi Il borgo di Bibola in Lunigiana, Analisi conoscitiva e proposta di recupero e riqualificazione. Si tratta di uno studio ben articolato e puntuale corredato di molti rilievi tecnici e mappe a pronto uso per un eventuale recupero.
Il Premio Speciale “Sirio Rocchi” è stato assegnato a Federico Orsini laureato in giurisprudenza all’Università di Pisa con tesi su Statuta et ordinamenta marchionatus Malgrati. La legislazione di un feudo della Lunigiana fra Cinque e Seicento. L’elaborato è originale, riporta statuti e ordinamenti inediti reperiti anche a Roma e Modena e testimonia un particolare interesse a conoscere meglio l’organizzazione sociale ed economica del paese che il ricercatore ama e dove vive, unico paese in val di Magra che ha il toponimo con desinenza longobarda “-ate”, tanto diffusa in Lombardia, e che divenne feudo degli Ariberti di Cremona dentro la miriade dei microfeudi malaspiniani. Molto soddisfatti si sono dichiarati i due vincitori nelle loro parole di ringraziamento.

La Targa Speciale Lunigiana Storica
a Carlotta Antoniotti e a Elena Galli

Da qualche anno viene assegnata la “Targa Speciale Lunigiana Storica” a lunigianesi che abbiano onorato e valorizzato il territorio con la loro attività. Andando a memoria, negli ultimi anni ricordiamo l’assegnazione della targa nelle mani del grande cardiologo di Malgrate Ferrari Vivaldi, operativo a Brescia, a lui continuano a rivolgersi anche molti pazienti del nostro territorio. Targa anche per Guido Tonelli fisico nucleare all’Università di Pisa, opera al Cern di Ginevra dove ha contribuito alla scoperta del bosone di Higgs; è nato a Equi Terme. Nella XXV edizione sono state premiate due dottoresse, entrambe sono state alunne del Liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Villafranca Lunigiana e hanno fatto gli studi universitari e si sono laureate a Pisa.
Carlotta Antoniotti è nata a Podenzana; ha avuto il riconoscimento per essere operativa nell’Unità oncologica dell’Ospedale di Cisanello a Pisa dove pratica ricerche importanti per curare con sempre maggiore efficacia il cosiddetto male del secolo. Collabora anche con l’Istituto universitario pisano Sant’Anna di altissimo livello scientifico. I suoi contributi di studio e pratica di laboratorio sono stati premiati a Chicago da un molto autorevole Istituto internazionale che fa ricerca in tutto il mondo nella specialistica disciplina dell’oncologia per conoscere le varie eziologie del cancro in modo di poter curare la brutta malattia e finalmente debellarla sapendo le tante cause che la fanno insorgere.
Elena Galli è nata a Carrara ma è cresciuta in Lunigiana a Licciana Nardi, ha fatto il Liceo Scientifico a Villafranca, ha avuto la laurea in medicina all’Università di Pisa e il dottorato lo ha conseguito con valutazione brillante, è risultata il miglior giovane medico ricercatore, ma non c’era posto per lei in una cattedra universitaria italiana. C’era in Francia, all’Università di Rennes in Bretagna, dove si è ben inserita, si è sposata e ha stabilito nella bella città la sua esistenza. Fa ricerca sulla stenosi aortica e altre patologie del cuore, ha un buon finanziamento francese. Le sue parole di ringraziamento hanno rivelato anche gioia di questa targa ricevuta nei luoghi della sua infanzia e prima giovinezza. Ha parlato brevemente della sua esperienza all’estero che è molto positiva. Come tanti giovani che si muovono liberi nell’Europa unita si sente entusiasta. Vivendo insieme agli altri ci si sente tutti uguali, non c’è chi deve esser considerato prima e chi dopo. Questa lunigianese che ha famiglia in Bretagna ci ha confidato di essersi arricchita con una formazione aperta che aiuta molto. I giovani dell’Europa sono per stare insieme, non vorrebbero mai il ritorno alle chiusure di confini, alle barriere contro la libera circolazione delle persone e delle merci. Certamente i cosiddetti cervelli in fuga sono una perdita di competenze molto importanti per il Paese dove si sono formati, ma questo è discorso che riguarda le strategie della politica per la ricerca.

Maria Luisa Simoncelli

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