Fivizzano: verso le elezioni comunali con tante incognite

Grassi potrebbe ricandidarsi se si sbloccasse il limite dei mandati

Fivizzano: vista panoramica dalla SS 63
Fivizzano: vista panoramica dalla SS 63

Mancano pochi mesi all’elezione del nuovo Consiglio comunale di Fivizzano. Il sindaco Paolo Grassi si avvia al termine del suo secondo mandato, quindi non è più ricandidabile in base alle norme vigenti. Si legge, però, che sono sul tavolo del governo proposte per allargare a tre, entro determinati limiti di popolazione, i quinquenni di possibile candidatura e permanenza alla guida di un comune, come già avviene nei piccoli, ovviamente se i sindaci uscenti vi aspirano e se trovano il consenso necessario per essere riproposti. Le voci sussurrano che, se passasse la proposta, Grassi darebbe la sua disponibilità a capeggiare una lista formata da candidati di una coalizione di centro-sinistra, in parte con la riconferma degli attuali consiglieri, in parte di provenienza, come si dice oggi, dalla “società civile”. Gli “opinionisti” locali ritengono che ciò potrebbe avvenire con o senza il sostegno del PD col quale, a livello provinciale, recentemente Grassi ha avuto qualche “problemino”, dissociandosi nelle elezioni della giunta della Provincia per organizzarsi in proprio. La posizione di Grassi sembra l’unica certezza nel centrosinistra, ovviamente condizionata all’approvazione del terzo mandato. È prematuro fare altre previsioni, anche perché fra i Democratici fivizzanesi si nota una certa agitazione fra i papabili nella ricerca del miglior posizionamento possibile per avvicinarsi alla candidatura per la massima carica amministrativa.

Il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi
Il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi

Si sente parlare, infatti – è la lamentela che circola negli ambienti del partito – di iniziative personali o di gruppi, un tempo chiamati “correnti”, senza decisioni preventive degli organi di partito, ai quali solo spetterebbe il compito, ad esempio, di prendere contatti con rappresentanti di altre forze politiche, in vista di eventuali alleanze. La stessa situazione sembra viverla il centro-destra tradizionale, alcune frange del quale, ma anche dei 5 Stelle, pare abbiano stretto patti elettorali con la lista civica “Cambiamo Adesso”, o meglio con la componente più forte di essa. Questa coalizione, posizionata a centro destra, dà la sensazione di essere la più pronta a scendere in pista e a nutrire ambizioni di vittoria. Potrebbe equilibrare la competizione elettorale, a nostro giudizio, solo un centro sinistra costruito su tutte le forze di questa area e allargato a candidati esterni in rappresentanza di particolari competenze o settori di attività. A complicare le cose intervengono alcuni interrogativi: Forza Italia e i suoi storici alleati scenderanno in campo con una propria lista, magari capeggiata da amministratori provenienti da esperienze in altri comuni? Come si muoveranno i consiglieri che nei 5 anni passati hanno assunto posizioni critiche o di rottura con l’attuale amministrazione? Come verrà individuato il candidato a sindaco nel centro sinistra se i pretendenti sono più di uno o non si trova l’accordo su un candidato “per tutti”? Si farà ricorso alle primarie, con tutti i vantaggi e i rischi che comportano? A Fivizzano, poi, sono sempre intervenuti altri fattori, non di poco conto, ad influenzare queste scelte e la composizione delle liste. Su tutti la provenienza del candidato a sindaco: deve essere del capoluogo o espressione di una delle varie “periferie”: Valle del Bardine, Valle del Lucido…? E, infine, il programma elettorale, che dovrebbe essere il punto di partenza per organizzare un campo comune di impegno, ma di cui non si hanno ancora notizie. Certo è che nessun schieramento è più consapevole della propria forza elettorale, in un momento in cui il voto non è più legato ai valori dell’appartenenza, come ai tempi dei democristiani, dei socialisti, dei comunisti…. Oggi sono diventati tutti “liberi cittadini”. Per questo chi non è pronto o tergiversa dovrà darsi da fare, perché i tempi stringono. Le numerose riunioni annunciate con manifestini dai circoli PD per i prossimi giorni dovrebbero portare qualche chiarimento, almeno in quell’area politica. Andreino Fabiani

Condividi