Al “Manzoni” di Pontremoli il 2 aprile la Forza del Destino

12Forza_del_DestinoL’appuntamento primaverile con la grande musica al Cinema Manzoni di Pontremoli è per il prossimo 2 aprile alle 19.15, quando La Forza del destino di Giuseppe Verdi sarà trasmessa in diretta via satellite dalla Royal Opera House di Covent Garden, a Londra.
Questa nuova produzione, che vede la regia del premiato Christof Loy e il Direttore musicale della Royal Opera Antonio Pappano come Direttore d’orchestra, si distingue anche per un cast stellare che comprende Anna Netrebko, Jonas Kaufmann e Ludovic Tézier.  E che ha il pregio di portare sul palco un’opera di Verdi che, per molti aspetti, rappresenta un unicum nel panorama della produzione del genio di Busseto. A partire da quell’apparente anarchia di struttura che deriva da una pluralità di materiali drammatici che invade il corso di un’azione diluita nei tempi e nei luoghi.
Episodi collaterali e situazioni quasi banali, apparentemente slegati al nucleo centrale della vicenda, diventano qui materia di dramma. La scena si popola di pellegrini, viaggiatori, carrettieri, frati, soldati, e tutto si rivela funzionale al percorso musicale dell’azione. Ogni cosa si trasforma in una galleria di varia umanità in cui accanto ai personaggi principali assumono rilievo quelli secondari perché qui il teatro verdiano tende a una pienezza di vita in cui il tragico non esclude il comico, l’umoristico s’intreccia al religioso, il grottesco al profano.
L’intensità di vita collettiva esprime l’esigenza d’una drammaturgia più articolata e complessa attraverso la quale rinnovare e trasformare le tradizionali forme melodrammatiche. La Forza del destino esprime il costante tentativo da parte di Verdi di esplorare nuove vie per conferire al proprio teatro una valenza sempre più europea, sempre più universale, al di là di ogni barriera culturale; un tentativo che si colloca all’interno di un itinerario che va dai Vespri siciliani all’Aida, con un occhio alle esperienze del teatro musicale europeo contemporaneo (del grand – opera in particolare, ma non solo) e un occhio al tenace raggiungimento di una sintesi compiutamente musicale dei nuovi materiali drammatici.
In tal senso è un’opera sperimentale e di evoluzione musicale perché Verdi si confronta con il fermento musicale degli anni ’60 dell’800: quindi con il grand – opera, la penetrazione delle idee di Wagner, la ribellione degli “scapigliati”.
Un capolavoro da riscoprire in cui Verdi, come sempre da maestro, traduce in termini musicali la forza imperscrutabile del destino che fa muovere i personaggi e che ci ricorda che nella “macchina” del destino ci siamo tutti noi.

(r.s.)

Condividi