Elezioni, a primavera saranno nove i Comuni chiamati alle urne

Tutti e nove in Lunigiana. Il comune più grande è Fivizzano, chiamato al “dopo Grassi” visto che il sindaco uscente sta concludendo il suo secondo mandato. Per la data è possibile l’accorpamento con le Europee di maggio.

Qui sopra le due cartine della Provincia, raccontano la differenza della situazione politica del territorio tra il 2008 e il 2018. Dopo dieci anni, da un quasi monocolore del centrosinistra (con l’unica eccezione di Casola e la straordinarietà di un governo di centrosinistra a Pontremoli, presidio storico del centrodestra) si è passati ad una situazione molto più composita con quasi una situazione di parità tra le due coalizioni storiche e la presenza di due realtà “esterne” come Filattiera, guidata da una giunta di sinistra, e Carrara, primo comune della Provincia amministrato dai Cinque Stelle.
Qui sopra le due cartine della Provincia, raccontano la differenza della situazione politica del territorio tra il 2008 e il 2018. Dopo dieci anni, da un quasi monocolore del centrosinistra (con l’unica eccezione di Casola e la straordinarietà di un governo di centrosinistra a Pontremoli, presidio storico del centrodestra) si è passati ad una situazione molto più composita con quasi una situazione di parità tra le due coalizioni storiche e la presenza di due realtà “esterne” come Filattiera, guidata da una giunta di sinistra, e Carrara, primo comune della Provincia amministrato dai Cinque Stelle.

L’anno appena iniziato propone importanti appuntamenti con le urne: accanto alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo – così cariche di significati politici come ci sentiamo ripetere ogni giorno da telegiornali, carta stampata e social network – ci saranno anche le elezioni Amministrative. Anche nella nostra provincia in nove Comuni si dovrà scegliere il sindaco ed eleggere il nuovo consiglio comunale: si trovano tutti in Lunigiana ed hanno una popolazione complessiva di circa 27.500 abitanti. Sono in scadenza naturale di mandato i comuni di Bagnone, Casola L., Comano, Filattiera, Fivizzano, Fosdinovo, Podenzana e Tresana; a questi si è aggiunto quello di Licciana Nardi per la prematura scomparsa del sindaco Pierluigi Belli. L’attenzione è certamente puntata su Fivizzano, che con i suoi quasi 8.000 abitanti è il Comune di maggiori dimensioni chiamato alle urne, seguito da Licciana e Fosdinovo che di residenti ne hanno poco meno di 5.000 ciascuno. Se le elezioni Europee si svolgeranno il 26 maggio, per quelle Comunali la data non è ancora stata fissata: si dovranno tenere tra il 15 aprile e il 15 giugno e dunque non è escluso che il Governo possa decidere l’accorpamento in un unico “election day” proprio nell’ultima domenica di maggio.

Le date della chiamata al voto dei vari comuni della Provincia e, evidenziato in viola, i nove che rinnoveranno le proprie amministrazioni nella prossima primavera.
Le date della chiamata al voto dei vari comuni della Provincia e, evidenziati in viola, i nove che rinnoveranno le proprie amministrazioni nella prossima primavera.

Per quel che riguarda i sindaci dei nove Comuni interessati il quadro che si presenta in Lunigiana è vario e in almeno tre Comuni è certo che il sindaco cambierà; è il caso di Fivizzano, dove Paolo Grassi conclude il suo secondo e ultimo mandato: dopo averla indossata per dieci anni dovrà passare la fascia tricolore; anche a Podenzana, dopo 15 anni di mandato ininterrotto, Riccardo Varese dovrà passare la mano; a Licciana Nardi è invece la scomparsa di Pierluigi Belli, poco più di due dopo la sua elezione, a rendere inevitabile il cambio. Ricandidabili sono invece Camilla Bianchi (Fosdinovo), Carletto Marconi (Bagnone), Annalisa Folloni (Filattiera), Matteo Mastrini (Tresana), Riccardo Ballerini (Casola) e Cesare Leri (Comano). Naturalmente “ricandidabili” non significa “ricandidati”: tutto dipenderà sia dalle volontà personali di ciascuno, sia dagli accordi che usciranno dai tavoli politici attorno ai quali – quasi ovunque – hanno iniziato a riunirsi i rappresentanti di forze politiche e movimenti. Sulle candidature peserà, inevitabilmente, anche il clima politico che spira dal livello nazionale e che fa sentire forte il suo influsso anche in terra apuana. Una terra nella quale il panorama politico-amministrativo è cambiato profondamente nel corso degli ultimi dieci anni: un mutamento che non sappiamo quanto farà sentire i suoi effetti tra poco più di quattro mesi. Nelle due cartine qui a fianco sono evidenziate la situazione del 2008 e quella del 2018. Nel primo caso quasi tutti e i 17 Comuni apuani erano governati dall’alleanza PD-PSI (con l’unica eccezione di Casola), mentre nel secondo emerge l’avvenuto cambiamento: con il PD e i suoi alleati finiti all’opposizione in 6 dei 16 Comuni governati in precedenza (compresi Carrara e Massa guidati, rispettivamente, da M5S e centrodestra in un ribaltone frutto delle elezioni tenutesi negli ultimi due anni). Ecco perché un po’ ovunque chi governa teme che si siano create le condizioni per una sconfitta mentre chi aspira al cambiamento confida proprio in quelle. L’eventuale accorpamento di Europee e Comunali nella stessa tornata condizionerebbe – ma in quale misura non è facile oggi prevedere – il risultato della corsa degli aspiranti sindaci: un’onda lunga del consenso “politico” di M5S e Lega avvantaggerebbe i candidati locali di riferimento di quelle arti politiche soprattutto se impegnati in un testa a testa con gli avversari. Al contrario una significativa flessione del consenso dei due “azionisti” del governo di Roma potrebbe ridare respiro a chi cerca la conferma propria o del proprio schieramento. (p.biss.)

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