Il lupo tra magia, fantasia e realtà: in Appennino una presenza che torna a confliggere con l’uomo

All’UniTre di Pontremoli la conferenza di Mario Ferraguti

45lupo_ferragutiIl lupo d’Appennino tra realtà e leggenda è argomento presentato all’Unitre di Pontremoli da Mario Ferraguti, ampiamente trattato anche in un libro, in cui ha raccolto visioni magiche, fantastiche tramandate dai racconti insieme a informazioni scientifiche sul canis lupus italicus, sottospecie del lupo grigio, autoctono per certificazione dal DNA, non introdotto dalla Siberia, come hanno favoleggiato alcuni, con impossibili lanci da elicottero. Il lupo era diffuso in gran parte d’Italia fino al 1920-’30, poi è arrivato alla soglia dell’estinzione a causa di interventi ostinati e ripetuti di eradicazione.
Negli anni ’70 si stima fossero appena 100 gli individui superstiti, distribuiti in modo frammentario e in poche zone appenniniche centromeridionali. Nel 1971 il lupo fu dichiarato specie protetta non più cacciabile e ne è conseguito un ripopolamento spontaneo; ha riconquistato parte dei suoi territori storici; si contano tra 700 e 800 individui presenti su tutto l’Appennino e si sta verificando anche una colonizzazione nell’arco alpino. Il lupo è animale predatore, gregario ma per piccoli gruppi in cui si impone un maschio alfa e una femmina alfa, gli altri devono industriarsi a fare un altro gruppo, non sempre ci riescono e si diffonde il randagismo e l’ibrido accoppiamento col cane, che è il derivato domestico del lupo.
Non attacca l’uomo, di cui ha timore, lo fa solo per difendersi, se si muove o fugge. Per sua natura ha un comportamento appartato, è difficile osservarlo, ma oggi, per mutate condizioni del suo habitat naturale, con forte capacità di adattamento si è avvicinato alle case di campagna e anche di città provocando malumore, scompiglio, paura e predazione del bestiame domestico. Il problema si può risolvere con adeguate gestioni e lo sta affrontando il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-emiliano con un progetto di istituzione di un centro internazionale e permanente di riferimento per la gestione del lupo (WAC) con sede a Ligonchio.
Mira a superare la frammentazione delle differenti amministrazioni, risarcisce i danni delle predazioni se verificate dal veterinario, dà fondi per limitare i danni costruendo recinzioni fisse e elettrificate e addestrando cani alla specifica custodia del gregge.

(m.l.s.)

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